Il Milan e l'Olimpia Milano domani mattina saranno presenti a un incontro con la Nba a Londra. L'Inter non ci sarà. La differenza colpisce e fa capire che cosa potrebbe succedere a Milano quando partirà una Lega di basket europea gestita dalla Nba.
Rapido inquadramento della situazione. La Nba progetta di far nascere in Europa una Lega di basket in partnership con Fiba, una alternativa all'Eurolega di cui parla apertamente da qualche mese. Il piano prevede 12 squadre fisse, più 4 qualificate per meriti sportivi, con un elenco di città preferite: Milano, Roma, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Madrid, Barcellona, Berlino, Monaco, Atene, Istanbul. La prima partita è prevista per l'autunno 2027. "Pensiamo a un mix di squadre già esistenti, squadre nuove e squadre di calcio che vogliono investire anche nel basket", ha spiegato in passato Mark Tatum, il vice commissioner Nba che si sta occupando della questione. “Per noi questo è forever project, un progetto per sempre", ha detto il commissioner Adam Silver poche ore fa alla Gazzetta e altri media. L'incontro di domani mattina sarà in un hotel del centro di Londra. Ci saranno i vertici Nba, i rappresentanti dei club interessati, sponsor e investitori. La Nba farà una presentazione dettagliata della nuova Lega europea, illustrerà i parametri economici, il funzionamento del torneo e le sue richieste sulla gestione delle franchigie. Non sarà un "dentro o fuori" ma insomma, è un passaggio significativo, che arriva alla fine di una settimana di incontri a tema.
I movimenti dei club milanesi sono interessanti perché non è chiaro che cosa succederà in città. Milan, Inter e Olimpia sono interessate a partecipare ma valutano diverse opzioni. Proveranno a entrare nella Lega da sole? Ci sarà un'alleanza tra due o tre club? Gerry Cardinale, numero 1 di RedBird, fondo proprietario del Milan, si è mosso per primo e ha già incontrato Adam Silver e i vertici Nba, con cui ha relazioni da tempo. I milanisti ricorderanno peraltro che LeBron James, al momento del closing tra Elliott e RedBird, è diventato un investitore passivo nel Milan avendo quote di Main Street Advisors. Non stupisce quindi che domani a Londra ci saranno rappresentanti di RedBird: Massimo Calvelli, CEO International per RedBird Development Group e membro del cda del Milan, è una presenta praticamente certa, mentre Zlatan Ibrahimovic oggi era atteso a Londra per la partita tra Orlando Magic e Memphis Grizzlies. La logica dice che potrebbe fermarsi... Per l'Olimpia, invece, ci saranno Ettore Messina, presidente della Basketball Operations che ha la delega alla gestione del dossier Nba, e il general manager Christos Stavropoulos. L'Inter non sarà rappresentata, nemmeno a livello di proprietà, e l'assenza, in questo contesto, fa pensare.
I prossimi mesi diranno molto. La questione è in buona parte economica perché alle franchigie che entreranno nella Lega verrà chiesta una quota di ingresso stimata tra 500 milioni e un miliardo di euro, con il principio che i grandi marchi come il Real Madrid pagheranno meno rispetto a club di mercati più piccoli o a grandi piazze come Londra e Roma dove va costruito tutto da zero. In cambio, si diventerà co-proprietari di Nba Europe, considerato che Nba avrà la proprietà solo al 50%. Ogni club dovrà poi avere una arena con standard elevati, indicativamente da almeno 15.000 posti, e in questo senso - con riferimento al Milan - non si può non pensare al progetto di costruire a San Donato un palasport da 18.000 spettatori. Quanto a Roma, la situazione è ancora più in evoluzione e da definire. Il progetto, insomma, è in via di definizione - non è ancora chiaro quali siano tutte le condizioni richieste da New York - ma molto innovativo, un mai-visto-prima con legami forti con la Nba e un costo elevato. Tra qualche ora, si saprà qualcosa di più. Tra qualche settimana, molto di più.