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Nella testa di Chiesa: perché Fede sta spingendo per tornare subito alla Juve

Gazzetta

La Juve per Federico Chiesa è ancora una ferita aperta, un tasto dolente. Perché quando gli è stata mostrata la porta a luglio del 2024 credeva di poter essere ancora un giocatore importante del nuovo progetto. Invece, non gli è stata data alcuna possibilità di tornare al top dopo l'infortunio e si è giunti presto alla conclusione estrema, quando mancava un anno alla naturale scadenza del suo contratto. Chi lo volle fuori dal progetto, però, oggi non è più a Torino: ora alla Continassa muovono le fila alcuni dei personaggi che lo hanno sempre apprezzato e sostenuto pubblicamente. Da Spalletti a Chiellini, Chiesa vede ben concreta la possibilità di prendersi quel riscatto che gli spetta, appena due anni e mezzo dopo dalla bocciatura che non ha mandato giù.

Non da tutti condividere il posto in squadra con due fuoriclasse della stessa epoca. Chiesa alla Juve ha giocato con Cristiano Ronaldo e al Liverpool con Salah, riuscendo a trovare spazio anche in loro presenza. Certo i minuti dell'azzurro anche quest'anno in Premier sono stati limitati e l'opportunità di ripartire dalla Serie A, non dovendo vivere nessun altro periodo d'ambientamento, lo spinge a una riflessione: i Reds continuano a farlo sentire importante, ma se la Juve spinge ancora può riprenderlo. Chiesa ha bisogno di chiarezza in questa fase, anche perché al Mondiale vuole andarci davvero e sa che il principale presupposto per arrivarci in condizione passa dalle partite giocate. Ecco perché vuole garanzie da Slot. 

Per il tecnico del Liverpool è un giocatore valido, ma nulla a che vedere con l'idea di Spalletti che ai tempi della nazionale ha paragonato Chiesa a Sinner. Federico a Torino ha pure un altro sponsor, cioè Chiellini: il suo capitano nei primi anni alla Juve e in nazionale fino all'Europeo vinto. E all'opportunità associa la voglia di riscatto, quel riscatto che potrebbe riportare tutto all'inizio della parabola discendente. Chiesa alla Juve chiedeva fiducia dopo l'infortunio, da quella può ripartire. Con l'arrivo di Thiago Motta, nonostante i primi consulti fra il suo agente e Giuntoli sulla questione contratto (che sarebbe scaduto nel giugno 2025) l'attaccante si vide scaricato ancora prima di mettersi a disposizione del nuovo allenatore, che gli comunicò subito la decisione di tagliarlo. 

Fra Chiesa e la Juve è rimasto quel filo che unisce nel bene e nel male. Perché il club ha continuato a ragionare con interesse sugli azzurri che potessero potenziare lo zoccolo italiano della rosa, ritrovandosi sulle tracce di Chiesa; l'attaccante, invece, pur giocando in un top club, non è mai riuscito a trovare una dimensione da giocatore determinante com'è sempre stato negli anni in ascesa in A. Il giocatore vede alla Juve la concreta chance di diventare un senatore, al di là del ruolo e dello spazio a sua disposizione nell'immediato: anche l'ipotesi di fare il vice Yildiz non lo spaventa, conoscendo Spalletti e le due idee. Chiesa è consapevole che al Liverpool continuerebbe a essere il vice Salah, mentre a Torino potrebbe cogliere l'opportunità di rientrare subito nella cerchia dei top di riferimento per il nuovo ciclo bianconero. Quando il suo agente, Ramadani, cominciava ad approcciarsi ai primi discorsi sul rinnovo, Chiesa voleva prima di tutto capire che idea avesse il club sul suo ruolo nel gruppo all'interno del nuovo ciclo: due anni e mezzo dopo la separazione, le due estremità possono unirsi di nuovo intrecciando le esigenze.