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Calcio

Per Bremer e Huijsen si scatena l'asta. E la Juve sogna un tesoro da 100 milioni

Filippo Cornacchia e Fabiana Della Valle
Per Bremer e Huijsen si scatena l'asta. E la Juve sogna un tesoro da 100 milioniN/A
Per il brasiliano, che ha una clausola, si è mosso il Manchester United: saranno lui e lo spagnolo ora in prestito alla Roma a finanziare i colpi bianconeri

Il tesoro della Signora è in difesa, ma è tutt’altro che nascosto e può valere un centinaio di milioni. Un po’ è in mostra a Torino e un po’ a Roma. La Juventus, in attesa che gli interessamenti diventino offerte, ha già capito l’aria che tira attorno a Gleison Bremer e Dean Huijsen. Alla Continassa sono pronti ad alzare il muro, ma mai come in questo momento storico sarà impossibile resistere all’infinito. Tutto ha un prezzo e il discorso vale anche per il 27enne leader di Massimiliano Allegri e per il 18enne in prestito alla Roma. I bianconeri non mettono prezzi, ma sono consapevoli che di fronte a certe proposte il sacrificio sarà quasi inevitabile. Almeno 60-70 milioni con i bonus per Bremer, che è già una garanzia. Minimo una trentina più bonus per Huijsen, da molti considerato il centrale del futuro. Non è scontato che l’addio sia doppio, però non si può escludere nemmeno il contrario. A marzo si ragiona su tutti i possibili scenari. Compreso quello di trovarsi cento milioni in più nel portafoglio da investire per ricostruire il bunker e portare avanti il restyling della squadra in vista del ritorno in Champions e del debutto al Mondiale per club a 32 squadre. 

La Juventus un tentativo per Koopmeiners lo effettuerà, però certamente non potrà partecipare ad aste con le big inglesi. Così il d.t. Cristiano Giuntoli, in attesa di avere la certezza dei soldi della Champions, prepara la strategia per l’olandese, ma intanto lavora anche su piste alternative: a partire da Mikel Merino della Real Sociedad e Lewis Ferguson del Bologna. Ma in lista resistono anche Lazar Samardzic dell’Udinese e Sofyan Amrabat, in prestito al Manchester United dalla Fiorentina. Tanti nomi, anche diversi tra loro, giustificati dalla precarietà di Rabiot (in scadenza a giugno) e soprattutto di McKennie (2025). Già, perché il difensore di Amsterdam naturalizzato spagnolo in meno di metà stagione ha confermato le aspettative e moltiplicato corteggiatori e valore. Se la Roma ha già bussato alla porta della Juventus per un rinnovo bis finalizzato all’acquisto a titolo definitivo, Borussia Dortmund, Lipsia e Liverpool stanno progettando un’offensiva vera e propria per l’estate. Tra i giallorossi e le big estere, c’è sempre la possibilità di giocarsi la “carta Huijsen” per Teun Koopmeiners, sempre più gettonato e costoso. L’Atalanta è una bottega di qualità e non fa sconti. A Bergamo, visto l’interesse di Liverpool e Manchester United per Koop, puntano a raggiungere quota 55-60 milioni. 

I movimenti più concreti si registrano attorno a Bremer, sempre in vetta ai pensieri del Manchester United. Nelle ultime settimane i Red Devils, tramite i soliti intermediari, hanno acceso un faro sulla situazione del brasiliano, fresco di rinnovo di contratto. La clausola c’è e intriga, ma non è vincolante. A Old Trafford non sembrano spaventati dalla possibilità di spendere 60 milioni per il nazionale verdeoro. E nell’affare potrebbe rientrare Mason Greenwood, ala rinata al Getafe ma sempre di proprietà degli inglesi (scadenza 2025). A quelle cifre, la fumata bianca con la Juventus sarebbe molto più che possibile. Non a caso i bianconeri hanno messo da un po’ nel mirino Riccardo Calafiori, la rivelazione del Bologna. E a sinistra hanno drizzato le antenne anche su Wendell, duttile laterale/centrale da difesa a tre del Porto e del Brasile. Calafiori con Thiago Motta si è trasformato da terzino sinistro in centrale. Gli emiliani valutano il 21enne ex Roma almeno 25 milioni, ma in una eventuale operazione potrebbe rientrare pure Facundo Gonzalez, difensore uruguaiano della Juventus in prestito alla Sampdoria. L’azzurrino, nel caso, da un lato avrebbe uno stipendio inferiore a quello di Bremer e consentirebbe alla Signora di proseguire nell’opera di abbassamento del monte-ingaggi e dall’altro renderebbe un po’ meno dolorosa la partenza di un giovane promettente come Huijsen. 

Fonte: Gazzetta.it