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Perché il Napoli nelle amichevoli sta stentando: preparazione, infortuni di alcuni big e inserimento dei nuovi acquisti

GOAL

Quattro amichevoli giocate: una vittoria, un pareggio e due sconfitte.

Il bottino racimolato dal Napoli durante il ritiro lascia oggettivamente a desiderare, con l'unico successo colto contro il Catanzaro (2-1) che non può azzerare i passi falsi compiuti contro Arezzo (0-2) e Brest (1-2) ai quali si è aggiunto l'1-1 contro la Casertana.

Certo, se analizziamo freddamente i risultati dei test precampionato trarre conclusioni diventa facile, ma dietro al rendimento sbiadito degli azzurri nei match disputati ad oggi tra Dimaro e Castel di Sangro esistono argomenti validi per stemperare sentenze azzardate. In fin dei conti, è calcio d'estate.

PREPARAZIONE, INFORTUNI E MERCATO

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Inanzitutto la preparazione, durissima, con gli allenamenti stabiliti da Antonio Conte a rendere le gambe pesanti.

Poi ci mettono gli infortuni di alcuni pezzi grossi della rosa, più o meno seri, che hanno evidentemente condizionato la tabella di marcia dei singoli in questione e i piani dell'allenatore nel gestire rotazioni ed esperimenti.

Infine un mercato in divenire che nel frattempo ha già regalato svariati innesti per la prima squadra, ben 6, da collocare in un mosaico che va per forza di cose rimodulato.

GAMBE PESANTI

Chi ha assistito alle sedute svolte agli ordini di Conte in Trentino e Abruzzo non potrà smentire ciò che stiamo scrivendo: al netto di prove tattiche e partitelle, ciò che balza all'occhio è la costante quanto dura mole di lavoro atletico su cui sono incentrati gli allenamenti del tecnico leccese.

Ciò, a luglio e agosto, rappresenta un boomerang: se da un lato la benzina messe nelle gambe risulta tanta ed è pronta a tornare utile nel corso dell'annata, dall'altro lo stesso carburante assimilato da Di Lorenzo & co. li rende poco fluidi in termini di corsa e quando c'è da creare gioco.

Inutile evidenziare come il caso vari da singolo a singolo, vuoi per struttura vuoi per capacità di assorbire i carichi, ma nel complesso vedere un Napoli contratto dal punto di vista atletico e della proposta non deve rappresentare un allarme.

DA BUONGIORNO A MCTOMINAY: QUANTI ACCIACCHI

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Accanto alla preparazione 'da soldato' organizzata da Conte e dal suo staff, in casa azzurra si sta convivendo coi guai fisici che diversi elementi di spicco dell'organico stanno risolvendo dopo essere rimasti ai box o aver latitato lontani dal gruppo squadra.

Il caso più eclatante è quello di Alessandro Buongiorno, laureatosi colonna difensiva non appena approdato sotto al Vesuvio e durante questo ritiro mai a disposizione. Né in allenamento, né per le amichevoli.

Se Gilmour, McTominay, Meret e Politano si sono gettati alle spalle gli acciacchi, venendo utilizzati tra Casertana e Brest, l'ex centrale del Toro sta compiendo gli straordinari per risolvere intoppi trascinati dal finale della scorsa stagione:

"Sto meglio e lavoro per tornare al più presto, sto recuperando - ha assicurato Buongiorno a 'DAZN' - Sono felice di essere tornato a svolgere esercizi fisici. Ho affrontato dei periodi un po' complicati, che nella carriera di un calciatore posso capitare. Mi sto preparando bene per essere pronto a scendere in campo e giocare più gare possibili".

MERCATO E NUOVI DA INSERIRE

Dulcis in fundo, come da preambolo, a rendere meno agevole la mission estiva è l'arrivo degli acquisti scelti per aumentare il tasso della competitività e garantire ricambi all'altezza (o quasi) dei titolari.

A Beukema e Marianucci va dato modo e tempo di assimilare i meccanismi difensivi stabiliti da Conte (tallone d'Achille principe delle amichevoli flop), Lang va aspettato senza avanzare giudizi affrettati al primo dribbling fallito, Lucca per stazza dopo 15 giorni di ritiro non può apparire atleticamente smagliante ('copia e incolla' se si apre il discorso Lukaku), De Bruyne ha pur sempre 34 anni e quando c'è da disegnare calcio - considerato l'impatto con metodi d'allenamento agli antipodi rispetto alla gestione Guardiola - può peccare in lucidità. Il belga - classe cristallina a parte - sotto l'aspetto fisico contro il Brest ha fornito evidenti segnali di crescita.

Il tutto va inoltre contestualizzato all'interno della 'bolla' tattica generata dal laboratorio azzurro, all'opera per trovare schemi e trame ideali con cui generare cocktail tra vecchio e nuovo.

Adesso Girona e Olympiacos, poi si inizierà a fare sul serio: risultati precampionato a parte, l'obiettivo è presentarsi il 23 nella tana del Sassuolo in forma e con più certezze possibili.