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Perchè in Genoa-Lecce si osserva un minuto di silenzio: chi era Sidio Corradi

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La vigilia dell'esordio in campionato del Genoa, assume un tono dimesso a causa della morte di Sidio Corradi.

La bandiera rossoblù si è spenta stanotte all'età di 80 anni, ragion per cui a ridosso del calcio d'inizio del match contro il Lecce a Marassi l'ex ala verrà omaggiata e onorata.

Corradi ha perso la vita a causa di una malattia, contro la quale stava combattendo da tempo.

GENOA-LECCE, MINUTO DI SILENZIO PER SIDIO CORRADI

Prima di dare il via a Genoa-Lecce, le due squadre si raduneranno ai limiti del cerchio di centrocampo dello stadio 'Ferraris' per osservare - insieme ai tifosi che occuperanno gli spalti - un minuto di silenzio in memoria di Corradi. I calciatori di Vieira, inoltre, giocheranno col lutto al braccio.

IL RICORDO DEL GENOA

Con una lunga ed emozionante nota apparsa sul proprio sito, il club ligure ha voluto ricordare una delle proprie icone:

"Il Genoa CFC si stringe a tutti i famigliari nel ricordo di Sidio e nella riconoscenza a un uomo che ha dato tutto per i nostri colori".      

"Addio al nostro eroe – Ci sono giorni in cui tocca salutare i nostri eroi, farsi il segno della croce e pescare dal pozzo dei ricordi abbeverandosi alla fonte. “Il Genoa è la mia vita, il Genoa è il Genoa…”. Gli piaceva dirla così a Sidio, 7 anni con la maglia foderata a quarti, nel viaggio delle sonate andanti delle promozioni e di una retrocessione. Una quarantina di stagioni contando quelli da maestro nelle giovanili. Zazzera bionda da cavallo di razza e calzettoni alle caviglie, basette alla George Best, la maglia fuori dai pantaloncini e dagli schemi. Negli anni post ’68 Sidio fece innamorare i genoani. Eh, già, i colpi di fulmine che atterrano annunciati dalla magia di un lampo. Quando percorse la sopraelevata la prima volta, un pensiero frullò nella sua testa: “questa diventerà la mia città”. Così andò. Andò a firmare il contratto nella sede di Via XII Ottobre".

"Colpo di fulmine – Dalla piazzetta col pallone e gli stracci. Dalla lampara di papà, a Porto Ercole, quando uscivano in mare per portare a casa il pane. Al porto di un amore che i tifosi gli hanno dimostrato vita natural durante, nella legge non scritta che chi dà, riceve tanto quanto. Dietro a un palo della Nord, c’è in “Fame di Pallone”, conficcava l’amuleto di una faccia d’angelo e due ali. Ali per volare con i compagni che adesso lo piangono e han fatto la storia d’un Genoa d’altri tempi. Un Genoa forse povero, ma bello, su cui fluttuava come una litania il soffio, oggi come allora, di una passione non commentabile. Questione di Dna. La fibra delle tradizioni. “Il Genoa è il Genoa, dà emozioni particolari”. La tuta rossoblù come seconda pelle. Campione in disponibilità e non solo coi giovani che ronzavano intorno. “Pronto, Sidio, puoi andare a rappresentarci?”. “Dove e quando, io ci sarò”". 

CHI ERA SIDIO CORRADI

Sidio Corradi, nato a Porto Ercole (Grosseto) il 7 novembre del 1944, ha indossato la maglia del Genoa dal 1970 al 1976 mettendo insieme 129 presenze e 36 goal tra campionato e Coppa Italia, diventando uno dei protagonisti della scalata del Grifone dalla C alla A.

Corradi iniziò a Bologna vincendo lo Scudetto nel 1964, per poi giocare con Vicenza, Cesena e Varese fino alla lunga storia d'amore vissuta coi rossoblù. L'ultimo club in cui ha militato, è stata la Junior Casale.

Dopo il ritiro l'ex ala entrò nello staff tecnico dei liguri, diventando allenatore delle giovanili fino a sedersi sulla panchina della Primavera nel 2010/2011.

Ad aprile 2024, in occasione di Genoa-Cagliari, Corradi fece capolino sul prato del 'Ferraris' coronando il desiderio di salutare il suo pubblico nonostante fosse già malato: durante il riscaldamento, accompagnato dall'ex presidente Zangrillo, commovente passerella lungo il terreno di gioco e maglia personalizzata consegnatagli dalla società.

"Il Genoa è la mia vita. E il Genoa è il Genoa". Una massima da bandiera che il Grifone, nel proprio comunicato, ha inoltre descritto così:

 

  • "Nella Hall of Fame del club e tra migliori marcatori nella storia;
  • Emblema e icona della genoanità lui che non era nato genoano;
  • Il ruolo di ala accarezzato dall’estro e una folle vena creativa;
  • Vincitore della classifica cannonieri nella stagione 1972/73;
  • Per 4 volte capo-cannoniere del team con la maglia del Grifone;
  • Unico calciatore con Marco Rossi ad aver segnato in A, B e C;
  • Una ‘chioccia’ per centinaia di talenti allevati nelle giovanili".