Una storia a lieto fine, quella delle due gattine Brigitte e Bardot. Matteo Politano e la moglie Alessandra si sono resi protagonisti di un gesto nobilissimo, adottando le due gatte salvate dalla strada. Un gesto che potrebbe sensibilizzare sul tema adozione degli animali in cattività e frenare la corsa all’acquisto dei cuccioli. Le due gattine sono state salvate dalla strada quando avevano pochi giorni di vita dall’Oipa di Napoli e provincia.
I coniugi Politano sono entrati nelle loro vite con discrezione e amore infinito, facendo loro visita e rispettandone i tempi, il carattere e la difficile storia. Un percorso necessario non essendo più cucciole. Le gattine sono diventate il centro della vita di Matteo e Alessandra, le loro “principesse”, come amano definirle. Lady Politano non perde occasione per postare sui social le marachelle quotidiane delle due cucciole, mentre corrono felici per casa, ma anche i tanti momenti di dolcezza e relax.
Sono sopravvissute grazie alle infinite cure dei volontari dell’organizzazione, che si sono occupate di loro, allattandole e assistendole quando erano ancora piccolissime. Sono cresciute insieme, diventando l’una l’ombra dell’altra, ma per mesi non hanno ricevuto richieste di adozione. Fino a quando lo sguardo di Matteo e Alessandra si è posato su di loro. “Era il 25 dicembre quando la vita di Brigitte e Bardot è cambiata per sempre”, hanno raccontato in lungo post Instagram i volontari di Oipa.
Le due gattine nostrane tigrate amano dormire abbracciate e partecipare a tutti i momenti di quotidianità nella nuova casa. Sono diventate a tutti gli effetti parte della neonata famiglia Politano. Matteo e Alessandra, infatti, hanno convolato a nozze solo qualche mese fa, con una romantica cerimonia in Costiera Sorrentina, preceduta da festeggiamenti a Capri. Lei napoletana, lui vicecapitano azzurro, si sono detti sì con l’intenzione di voler vivere il loro amore all’ombra del Vesuvio. L’adozione di Brigitte e Bardot rappresenta la ciliegina sulla torta di un’unione già di per sé idilliaca.