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Prima il campionato, ora la Champions: il Napoli cala e rischia di buttarsi via

GOAL

I passaggi a vuoto del Napoli rischiano di assumere un peso decisivo nell'economia della stagione: dopo i pareggi con Verona e Parma, arriva l'1-1 beffa di Copenaghen.

Un 'suicidio' calcistico in piena regola.

È quello confezionato dal Napoli a Copenaghen, dove con l'uomo in più per oltre un'ora gli azzurri hanno staccato la spina facendosi riacciuffare dai danesi vedendo tremendamente complicato il cammino che - sfumati gli ottavi - dovrebbe portarli ai Playoff.

Col Chelsea servirà una notte delle grandi occasioni e/o sperare nei passi falsi altrui, un po' come sta avvenendo in campionato nelle ultime settimane: già, perché tra Verona, Parma e trasferta scandinava la squadra di Conte sta rischiando di buttarsi via.

COPENAGHEN COME VERONA E PARMA

La prestazione boomerang di Copenaghen, dove il Napoli non ha saputo imprimere il timbro definitivo sul match senza capitalizzare al massimo la superiorità numerica, fa il paio con quelle offerte in campionato nel mini-ciclo terribile che ha visto il Maradona trasformarsi da isola felice a teatro dei rimpianti.

Col Verona i campioni d'Italia hanno dovuto compiere gli straordinari rimontando da 0-2 a 2-2, col Parma non sono riusciti a sfondare il muro eretto da Cuesta.

PASSAGGI A VUOTI NEL MOMENTO CLOU

I cali mostrati dai partenopei coincidono con tappe cruciali della stagione, caratterizzata da troppe montagne russe sia in termini di risultati che sotto il profilo del gioco: il calendario - seppur straricco di impegni e congestionato - offriva 3 partite abbordabili in casa e il Napoli ne ha sbagliate 2, mentre in Danimarca era obbligatorio vincere per mettere un piede e mezzo quantomeno negli spareggi dopo un ruolino Champions a dir poco deludente. Ed invece, anche in Scandinavia, le attese sono state tradite.

"INACCETTABILE!", "RIPRESA INIZIATA COME FOSSIMO SUL 5-0"

"Inaccettabile!" - ha tuonato McTominay al triplice fischio - Dovevamo fare il secondo e il terzo goal chiudendo la partita: è veramente deludente non averlo fatto".

A far eco allo scozzese, autore del provvisorio vantaggio, è stato capitan Di Lorenzo: "Nella ripresa siamo rientrati in campo come se fosse 5-0 e in Champions non te lo puoi permettere. Abbiamo sbagliato l'approccio".

SUPERCOPPA, LAZIO E SAN SIRO DA EXPLOIT A 'BRODINI'

Inevitabile, alla luce di quanto maturato nelle ultime uscite, che il trionfo di Riad in Supercoppa, l'exploit con la Lazio e la notte gagliarda di San Siro nell'incrocio Scudetto con l'Inter assumano i contorni di 'brodini': sì, perché al netto di un trofeo sollevato al cielo e della prova di forza offerta nella tana della più forte del campionato, non unire step di spessore alla continuità da garantirsi con le piccole vanifica gli extra.

GLI INFORTUNI NON C'ENTRANO

Come ha voluto chiarire lo stesso Conte nella dura analisi dopogara di Copenaghen, attaccarsi ad assenze e infortuni risulterebbe riduttivo: il Napoli contro i danesi dal punto di vista fisico c'è stato e correva meglio degli avversari, mentre a venir meno è stato l'aspetto psicologico nel saper leggere e cogliere l'importanza di un crocevia.

Tanti, troppi quelli in cui gli azzurri non hanno risposto presenti, il che si traduce nel -6 dall'Inter in Serie A e nella spasmodica corsa ai Playoff di Champions. Che dire, le premesse erano ben altre.