Romelu Lukaku sta provando a ribaltare una stagione complicata fin dall’inizio, quando il 14 agosto una diagnosi pesante lo ha costretto a fermarsi: “Lesione di alto grado del retto femorale della coscia sinistra”.
Secondo La Gazzetta dello Sport, il referto medico aveva fissato i tempi di recupero attorno ai cento giorni, con il rientro previsto per il 22 novembre.
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Di fronte alla prospettiva di un’operazione, Lukaku ha preferito un’altra strada: niente chirurgia, ma un programma di terapie conservative per provare ad accorciare i tempi.
Il belga ha deciso di curarsi in patria, affidandosi ai medici che lo hanno seguito durante la sua carriera, pur restando in costante contatto con il Napoli, con Antonio Conte e con il dottor Canonico.
L’obiettivo è chiaro: ridurre lo stop a tre mesi scarsi e rientrare già dopo la prossima sosta delle nazionali.
Se da un lato Lukaku svolge la riabilitazione in Belgio, dall’altro non perde i legami con l’ambiente azzurro. Attraverso i contatti quotidiani con lo staff tecnico e sanitario, monitora ogni fase del recupero.
Allo stesso tempo, non rinuncia a dimostrare vicinanza ai compagni, come nel messaggio pubblicato su X dopo l’1-0 firmato da Anguissa contro il Cagliari: “Queste vittorie sono le migliori”.
Un modo per restare partecipe e non sentirsi isolato durante il periodo di assenza.
Il conto alla rovescia è cominciato. La Gazzetta dello Sport spiega che il 22 novembre resta la data cerchiata in rosso, ma Lukaku non si accontenta: scalpita per rientrare qualche giorno prima, magari già subito dopo la sosta delle nazionali.
L’ottimismo cresce e l’attaccante vuole dimostrare di poter bruciare i tempi, tornando a essere “Big Rom” quando il Napoli avrà più bisogno di lui.