Quanto spende chi vuole andare in Serie B? Tanto nel girone C, un po' meno negli altri due gironi. Informazioni già note agli addetti ai lavori, adesso supportate anche dai dati relativi ai contratti depositati in Lega Pro al 2 febbraio 2026 (quindi successivi alla chiusura del calciomercato invernale). In totale, l'intero campionato (tolte le tre Under 23, a carico dei bilanci delle rispettive prime squadre) può arrivare a muovere circa 200 milioni di euro. Con tutti i distinguo del caso.
Analizzando il dato lordo aggregato delle prime tre di ciascun girone, appare evidente come la potenza di fuoco delle big al Sud non abbia confronto. Catania (14,2 milioni), Benevento (10,8) e Salernitana (10,6) - citate in ordine di impegno di spesa - hanno messo sul tavolo per questa stagione una cifra che può complessivamente arrivare a 35 milioni di euro. Nettamente distaccati gli altri due raggruppamenti. Nel girone B l'Arezzo tocca quota 8,1 milioni, il Ravenna 4,6, l'Ascoli 5,5 (totale 18,3). Nel girone A il Vicenza - che ha già un piede e mezzo in B - ha contratti depositati per 6,5 milioni, stessa cifra per il Brescia, mentre il Lecco arriva solo a 3,8 (totale 16,8). Ovviamente questi numeri vanno filtrati: per ciascun club è indicata la somma di emolumenti fissi (gli stipendi), premi inseriti sui contratti e diritti di immagine. A fare la differenza sono soprattutto i premi, alcuni dei quali possono essere facilmente concretizzabili (per esempio quelli legati alle presenze), altri meno se vincolati al raggiungimento di un obiettivo (promozione, playoff o salvezza). Citando ad esempio chi spende di più, cioè il Catania: i soli stipendi arrivano a 8 milioni (anche meno degli 8,4 del Benevento capolista), ma il club del presidente Pelligra può trovarsi a pagare altri 6,1 milioni di premi che rappresentano chiaramente una voce di spesa variabile. Sono invece solo cinque i club che hanno messo sui contratti dei calciatori i diritti di immagine: il Brescia per 968mila euro (più 1,7 di premi), l'Arezzo per 579mila euro (più 3,2 di premi), oltre a Livorno, Vis Pesaro e Pontedera.
Il club che spende meno è l'Ospitaletto con i suoi 664mila euro, a cui non ci sono costi variabili da aggiungere visto che è uno dei cinque che non ha previsto premi (insieme ad Arzignano, Carpi, Giana e Virtus Verona). Solo in quattro su 56 spendono complessivamente meno di un milione di euro, mentre nel girone C chi spende meno è il Picerno che tocca comunque 1,3 milioni. Ovviamente il vero successo si misura a posteriori, perché la reale sostenibilità è tale se fa rima con salvezza.
Colpiscono anche i dati relativi ai club maggiormente in difficoltà: la Triestina, che ha già sul groppone 23 punti di penalizzazione, viaggia su 3,3 milioni di monte ingaggi più 1,8 di premi; ancora più significativa la situazione del Trapani, con 4,4 milioni di stipendi - nonostante il mercato rivoluzionario di gennaio - a cui aggiungere eventuali premi per 2,3 (15 i punti di penalizzazione già ricevuti, con il rischio di esclusione sullo sfondo nella prossima udienza del Tfn il 9 marzo). Prossimo a essere penalizzato sarà il Siracusa (1,8 milioni di stipendi più 500mila euro di premi): previsto un meno 6 il prossimo 26 febbraio per le irregolarità amministrative relative al bimestre settembre-ottobre, con la possibile aggiunta di altri punti se non dovessero essere state rispettate - come sembra - tutte le scadenze del 16 febbraio.