Ferragosto, al Roazhon Park di Rennes, l’ambizioso Olympique Marsiglia perde al debutto nella Ligue1 per un gol al 91’ contro una squadra in dieci. Tensione a mille in spogliatoio. Jonathan Rowe si allaccia con Adrien Rabiot e qui i testimoni giurano che si sono spalancate le porte dell’inferno. L’allenatore De Zerbi: "In 30 anni di calcio mai visto una cosa del genere. Una rissa da pub inglese". Il ds Benatia: "C’era Bakola svenuto a terra e loro si prendevano a pugni in faccia". Il presidente del Marsiglia salta a piè pari multe e sospensioni per cacciarli entrambi dal club, con la spada di fuoco, come se avessero mangiato la mela. Tutti e due sul mercato, poi tutti e due in Serie A. Ironia della sorte, domani esordiranno uno contro l’altro in Milan-Bologna.
"Se si sono pestati a quel modo, chissà che resa dei conti...", hanno ridacchiato in tanti. Tipo i ragazzini che fanno cerchio per vedere due bulli che si menano. E invece ieri Adrien Rabiot ha deluso chi attendeva il match del secolo, sul ring che fu di Ibra e Lukaku: "Io e Jonathan ci siamo già parlati. Ci siamo scambiati gli auguri per la nostra avventura italiana. Sono contento di rivederlo a San Siro e lui di rivedere me. Ciò che è successo non cambia il nostro rapporto. È un bravo ragazzo". Bravo Rabiot a farlo sapere a tutti. In un mondo che si sveglia ogni mattina con la paura di essere in guerra, un messaggio di pace in più fa solo bene. Anche perché i ragazzi osservano i campioni e orientano i comportamenti di conseguenza. Gli eroi violenti legittimano la violenza di chi li segue. È il primo gol di Rabiot.