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Calcio

Seconda stella e firma sul rinnovo, Inzaghi può dire di sì entro fine stagione

Filippo Conticello
Seconda stella e firma sul rinnovo, Inzaghi può dire di sì entro fine stagioneN/A
Solo a titolo vinto, il club proporrà a Simone un nuovo contratto con opzione fino al 2027: possibile l’ok entro il termine del campionato

Il primo rinnovo con data giugno 2022: ancora ustionante la delusione dello scudetto mancato, ma un paio di coppe avevano reso felice la stagione del debutto di Inzaghi. Il secondo rinnovo nel settembre 2023 quando era gonfio nel petto l’orgoglio di Istanbul: la finale della scorsa Champions aveva fatto dimenticare un campionato così così, e c’erano comunque un’altra Coppa Italia e un’altra Supercoppa a impreziosire il cammino dell’Inter di Simone. Il terzo capitolo della saga è quello che si scriverà solo a scudetto vinto, quando il tecnico avrà terminato anche l’ultima cucitura della stella numero due sul petto: la dirigenza non ha alcuna fretta e vuole affrontare la questione per tempo, ma Inzaghi si è comunque guadagnato sul campo una robusta promozione. Tradotto: un nuovo contratto più lungo del precedente e, probabilmente, con tempi più rapidi di stesura rispetto alle ultime consolidate abitudini.

Che sia nel derby come sognano i tifosi, che sia leggermente prima o leggermente dopo, il 20esimo scudetto potrebbe arrivare comunque in anticipo rispetto alla fine della stagione: il calendario stavolta gioca a favore di tutti, ci sarebbe margine per arrivare a un accordo prima dell’eventuale consegna della coppa tra le mani di Lautaro, prevista assai probabilmente per Inter-Lazio del 19 maggio, ultima a San Siro. Ciò che conta, però, è che l’Inter non voglia privarsi di chi ha guidato verso questo scudetto “diverso”, speciale per il valore affettivo e per la modalità con cui sta arrivando: il tecnico nerazzurro ha dominato la concorrenza con una identità precisa e una leadership gentile. La seconda stella che già si intravede brillante lassù è considerata il frutto del lavoro di questi anni, la raccolta dopo una semina di tre anni. Concluso con il dolce il primo ciclo nerazzurro, Inzaghi si prepara quindi al prossimo triennio perché è il 2027 l’orizzonte attorno a cui ci si muove: non un anno qualsiasi, ma la data di scadenza dei contratti anche del gruppo dirigente, dal d.s. Piero Ausilio all’a.d. Beppe Marotta, che ha ribadito più volte di non volere andare oltre. E arriva proprio dalla collaudata coppia mercato Marotta-Ausilio la policy alla base di tutto: l’allenatore dell’Inter non affronta mai una stagione in scadenza.

Questione di opportunità, di necessaria serenità per affrontare al meglio le possibili curve restando saldi al volante. Il contratto di Inzaghi scadrebbe nel 2025, è quindi nelle cose arrivare al prolungamento fino al 2026 prima che inizi la prossima annata: in fondo, nei precedenti rinnovi con Simone il club è sempre andato avanti così, di anno in anno, di passetto in passetto. Stavolta, però, sarebbe diverso perché questa sarebbe davvero una “firma-scudetto”: il titolo, che tutti chiedevano con insistenza, Inzaghi lo sta vincendo con una autorevolezza raramente vista su questi schermi. Il premio sarebbe un passo deciso, più lungo del solito, ovvero un’opzione per una stagione aggiuntiva, così da arrivare al famoso cancello del 2027. Il contratto 2+1 sarebbe pure condito da meritato adeguamento economico: immaginabile un ritocco di un milioncino rispetto ai 5,5 di stipendio attuali. Il rapporto dirigenti-allenatore è stato cementato nelle turbolenze della scorsa stagione, quando la pressione dall’alto su Simone era fortissima: in quel momento il tecnico non si è smarrito, anzi proprio lì ha ritrovato la strada. Alla luce di questo feeling e dei risultati centrati, il club si muoverà senza forzature nei tempi e nei modi, ma con convinzione: è consapevole che Inzaghi sia entrato nei radar di alcune big europee (Liverpool su tutti), ma sa anche che a Milano abbia trovato una casa da cui non vuole andarsene. Una volta finito il lavoro col titolo matematico, in campo il pensiero andrà solo alle statistiche, mentre fuori si potrà proporre all’allenatore una nuova intesa. Va da sé che prima arriverà lo scudetto e prima potrà giungere anche l’autografo sul terzo rinnovo.

L’ultima partita stagionale è in programma il 26 maggio a Verona, c’è quindi tempo a sufficienza per immaginare un’intesa prima della fine del campionato. Si sa, un allenatore cammina sempre sulle uova ma, ipotizzando che resti in sella fino all’agognato 2027, Inzaghi metterebbe insieme sei stagioni consecutive sulla panchina dell’Inter. Più delle 5 di Bersellini e del Trap, da quando esiste la A a girone unico ha fatto meglio solo il Mago Herrera che arrivò a 8. Stare in questo pantheon vale più di qualsiasi rinnovo. 

Fonte: Gazzetta.it