Un ritmo da scudetto. In appena 10 giornate di Serie A Luciano Spalletti si è preso la Juve e l'ha riportata a performare a una velocità che alla Continassa non si vedeva da diversi anni. In questo parziale, in attesa dei recuperi di Inter, Napoli e Milan, i bianconeri hanno fatto 4 punti in più di quella di Conte (pur avendo perso lo scontro diretto) e del Como e ben 6 più della Roma, rilanciando le prospettive di questa stagione. Certo, nonostante le parole di Allegri, pensare a una rimonta scudetto juventina sembra impossibile (nessuna squadra l'ha mai vinto chiudendo il girone d'andata a 36 punti), ma continuando a questo ritmo il quarto posto sarebbe assicurato. È allargando il quadro a tutte le 14 panchine dello Spalletti bianconero, però, che si nota come il suo percorso si stia mettendo in scia ai grandi.
Certo, il campione dell'allenatore toscano è davvero molto piccolo per essere paragonato a chi ha collezionato centinaia di panchine. Però, nell'ultimo trentennio, soltanto Conte ha tenuto una media complessiva migliore di Spalletti. Il tecnico dei primi tre scudetti del ciclo di Andrea Agnelli ha viaggiato a una media di 2,25 punti nel suo triennio, quello di Certaldo per adesso si assesta a 2,21. Davanti a tutti ci sarebbe Deschamps, ma i suoi 2,35 punti a partita sono stati ottenuti nella stagione della Serie B. Tutti gli altri allenatori juventini dal 1994 a oggi, dai mostri sacri come Lippi (1,94), Allegri (2,12, anche se nel quinquennio degli scudetti aveva ottenuto una media di 2,26) e Capello (2,17), a chi ha vinto ma è durato una sola stagione come Pirlo (2,15) e Sarri (2.13), fino alle delusioni come Thiago Motta (1,69), Tudor (1,58), Delneri (1,58) e Zaccheroni (1,38), hanno viaggiato a un ritmo lontano da quello attuale di Spalletti. E in attesa di capire se il tecnico juventino potrà competere con i big sul lungo periodo, già è il confronto con i predecessori fa capire come, negli ultimi due mesi, le cose, alla Continassa, siano parecchio cambiate.