“Fino alla fine. Anzi, oltre la fine…”. La Juventus insegue la prima vittoria stagionale in Champions e Luciano Spalletti, al debutto europeo sulla panchina bianconera, aggiorna il motto della Signora per trasmettere ottimismo e apre uno spiraglio sulla possibile permanenza di Vlahovic, attualmente in scadenza a giugno. “Finché la matematica ce lo consente – sottolinea il tecnico toscano - dobbiamo ambire a qualsiasi cosa in Champions. Fino alla fine… Anzi, oltre la fine”. Anche grazie a Kenan Yildiz: “Se penso ai grandi giocatori che ho allenato – continua l’allenatore della Juventus - lui ha qualcosa di Kvara e anche di Di Natale, un altro con un talento straordinario. Kenan è uno che riempie l’Instagram di tutti di giocate belle”. Lucio è già in sintonia con Dusan Vlahovic, tanto da garantire per il serbo anche in ottica futura: “Ho parlato con Dusan, sarebbe felicissimo di restare qua. Non si fa impensierire dal fatto che è in scadenza, vuole giocare a calcio e a Cremona ha dato una risposta splendida”.
Se Spalletti debutta in Champions con la Juventus, Di Gregorio ritrova la musichetta europea dopo la serata del Bernabeu e le parate su Mbappé, quando ancora c’era Igor Tudor in panchina: “Lo spogliatoio dopo due vittorie sta meglio, ma sappiamo che non si può abbassare l’attenzione: la strada è giusta. La concentrazione è sullo Sporting. In Champions non c’è bisogno di carica, è una competizione speciale: abbiamo bisogno di vincere. Quando c’è un esonero, i primi che si sentono responsabili sono i giocatori. Abbiamo parlato tra di noi per ripartire e responsabilizzarci ancora di più”. Il portiere bianconero punta in alto, in perfetto stile Spalletti: “Alla Juve gli obiettivi ci sono, bisogna porre le basi per vincere qualcosa. Quando Spalletti vi ha parlato di scudetto lo avete preso per pazzo o per genio? Il gruppo ha dato valore a quella parola lì perché è la direzione che vogliamo tutti, siamo qui per arrivare a vincere. L’allenatore è ambizioso e la sua carriera parla per lui”. Chiusura su Teun Koopmeiners difensore centrale: “Conosco Koop da un anno e quattro mesi, è serio, professionale e forte: ha giocato in un altro ruolo, ma quelli come lui possono giocare ovunque”.
Scenari di mercato futuri, adesso la priorità è la sfida di domani contro lo Sporting: “La Champions è la suite del calcio ed è una fortuna giocarla. Dobbiamo avere una idea e difenderla con coraggio. Giocare ogni tre giorni non deve essere un alibi, il calcio è questo. Sarà una partita difficilissima, Borges ha trasmesso un’idea di calcio precisa ma difficile da codificare. I portoghesi sono bravissimi ad abbinare cambi di ruolo, qualità e palleggio sulla trequarti”.
L’ex ct in Champions ritrova Yildiz, assente a Cremona per dar tregua al ginocchio infiammato: “A Yildiz ho chiesto dove si trova meglio e lui mi ha detto che gli piace interpretarla un po’ quella posizione di centro-sinistra: è bravo da seconda punta, sull’esterno. Quello che lo può disturbare un po’ sono i recuperi di cento metri. Kenan ha delle caratteristiche alla Kvara. Penso anche a Di Natale, meno pubblicizzato di altri campioni. Totò aveva un talento straordinario, faceva delle robe in allenamento... Yildiz ci riempie Instagram a tutti di giocate bellissime”.
La nuova Signora di Lucio ha già alcuni intoccabili e tra questi ci sono Andrea Cambiaso e Dusan Vlahovic: “Sono fondamentali per noi. Andrea è fortissimo e moderno, si sa comportare bene da tutte le parti: ha solo un difetto, deve diventare un po’ più bravo di testa. Vlahovic? È un pochino avvantaggiato perché sa che cos’è la Juventus e conosce le pressioni dell’ambiente. Ho parlato con Dusan e sarebbe felicissimo di restare qui, non è disturbato dal contratto e pensa soltanto a giocare”. Dalla Champions al campionato: “Io ho detto che c’è da lottare per lo scudetto, che è diverso da vincere. Finché la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a qualsiasi cosa anche in Champions. La vittoria di Cremona è merito unicamente dei calciatori, io non ci ho messo mano. Mi piacciono gli occhi dei ragazzi quando parlo, c’è voglia e disponibilità: è un buon gruppo dal punto di vista calcistico e umano. Regole nuove? Solo il buon senso, la Juventus le ha sempre avute”.