Miguel Gutierrez tra alti e bassi, Mathias Olivera opaco e condizionato dai problemi fisici: Leonardo Spinazzola quest'anno si è laureato titolarissimo del Napoli e insostituibile.
E pensare che era arrivato per fungere da piano B.
Leonardo Spinazzola in 18 mesi si laureato titolarissimo del Napoli, forte di una condizione al top ritrovata e di un talento che gli ha consentito di stregare sia Antonio Conte che il popolo azzurro.
Quando a sinistra manca Leo i campioni d'Italia non graffiano, venendo meno in una delle armi offensive da calare sul tavolo della stagione: goal, inserimenti, affondi, serpentine, duttilità, tutto ciò che serve a un esterno per rappresentare un fattore dalla cintola in su.
Cosa che a Miguel Gutierrez e Mathias Olivera non sta riuscendo, per ragioni diverse che confluiscono però nella stessa sentenza: Spinazzola, in questo scacchiere, è insostituibile.
Napoli-Verona rappresenta la cartina tornasole di quanto anticipato: Gutierrez è stato scelto da Conte per far tirare il fiato a Spinazzola, reduce da 5 partite consecutive dall'inizio e con l'incrocio Scudetto in casa dell'Inter all'orizzonte.
Ebbene, lo spagnolo contro l'Hellas ha deluso: timido in proiezione avanzata, non impeccabile quando c'era da ripiegare e dare una mano a Buongiorno in tandem con Lang.
L'ex Girona possiede qualità sotto gli occhi di tutti, ma deve crescere in continuità: al netto dell'ultimo acciacco di novembre, ora che la forma ottimale è stata raggiunta e il ritardo di preparazione causato dall'intervento alla caviglia subìto ad inizio annata è stato recuperato, ci si aspetta che il trend giustifichi i 20 milioni investiti e confermi il potenziale accennato in questi primi mesi italiani.
Parallelamente, per ciò che concerne Olivera, il 2025/2026 fin qui ha mostrato un uruguagio al di sotto dei suoi abituali standard. Mathi, diligente e di sostanza, a sinistra ha offerto prestazioni mai sopra la media ed è stato condizionato da intoppi di natura fisica, che gli hanno fatto perdere terreno fin da subito rispetto a Spinazzola.
L'acquisto di Gutierrez ha poi fatto il resto, con 3 concorrenti per la corsia mancina a complicare la risalita del 'Celeste' nelle gerarchie di Conte.
A sinistra, dunque, al momento in casa Napoli 'no Spinazzola, no party'. In quella porzione di campo le alternative non garantiscono lo stesso arsenale offerto da Leo, autore fin qui di 2 goal e 4 assist in 21 presenze. L'ultima conferma la si è avuta sia all'Olimpico, con la rete del momentaneo 0-1, che nella ripresa del match col Verona, quando Conte lo ha inserito e lui ha ricambiato fornendo la scossa agli azzurri utile a confezionare la rimonta.
Il rendimento esponenziale di Spinazzola, naturalmente, pone sotto la lente anche il discorso contrattuale: l'accordo col Napoli, siglato nell'estate del 2024, scade il 30 giugno e la società di De Laurentiis lavora al rinnovo fino al 2028, conscia dell'importanza sia tecnica che carismatica dell'esterno. Da risorsa a pilastro: una parabola verso l'alto.