L'esperienza di Stefano Pioli alla Fiorentina è ormai prossima alla chiusura; solo questione di tempo prima che ci sia l'ufficialità della fine di questa esperienza per il tecnico.
Dopo solo quattro mesi dal suo arrivo, l'ex allenatore del Milan non sarà più sulla panchina viola, terminando così la seconda esperienza in carriera a Firenze dopo quella dal 2017 al 2019.
Pioli era già in bilico da settimane per via dei pessimi risultati in campionato e l'ultima sconfitta casalinga contro il Lecce è stata decisiva affinché la società prendesse la decisione definitiva di non continuare con lui.
Ma perché allora ancora non è stato esonerato?
Non ci sono possibilità che la Fiorentina faccia un passo indietro e decida di proseguire con Pioli. La scelta presa dopo ore di riflessioni post sconfitta con il Lecce è definitiva.
L'avventura di Pioli a Firenze si può considerare conclusa, anche se ancora non si sanno con certezza le modalità e i tempi delll'ufficialità.
In queste ore la Fiorentina ha avuto un confronto con Pioli per capire quale fosse la posizione del tecnico e se sarebbe stato lui a fare un passo indietro rassegnando le dimissioni.
Pioli però è rimasto fermo sulla sua posizione comunicando che non darà le dimissioni. Una scelta che aveva comunicato già nella giornata di ieri ed è stata confermata nelle ultime ore, quando sono avvenuti dei contatti diretti tra le parti.
Pioli è legato alla Fiorentina fino al 2028 con un contratto piuttosto oneroso. Il tecnico infatti guadagna circa 3 milioni netti a stagione, cifra importante e che pesa quindi sulla situazione.
Ovviamente infatti, in caso di esonero la società sarà tenuta a pagare lo stipendio a Pioli fino a quando non troverà una nuova soluzione.
La Fiorentina è al lavoro per studiare il modo migliore di separarsi da Pioli. La soluzione "estrema" è quella di esonerare il tecnico che sarebbe lo scenario "peggiore" dal punto di vista economico.
Con però la posizione di Pioli che è chiara ed è non di dimettersi, l'unica altra opzione è un compromesso tra le parti, trovando un accordo per dirsi addio con una buonuscita che il club viola pagherebbe all'allenatore.