Dusan Vlahovic ha iniziato la stagione imponendosi come una delle riserve più decisive d’Europa, realizzando due goal importanti in questo avvio di campionato della Juventus.
Due goal arrivati a gara in corso nelle prime due giornate hanno ribaltato scetticismi e fischi, restituendogli l’abbraccio dello Stadium.
Il suo ingaggio da dodici milioni netti lo rende la panchina più costosa del calcio europeo, ma la sua professionalità lo ha già trasformato in un’arma preziosa per Igor Tudor.

Nonostante ciò, il futuro resta scritto: nessun rinnovo, nessun dietrofront. A giugno l’addio alla Juventus è inevitabile.
In estate Vlahovic ha respinto tutte le proposte arrivate sul tavolo, come conferma La Gazzetta dello Sport.
Arabia Saudita, Milan e il Fenerbahce di José Mourinho hanno provato ad attirarlo, ma il serbo non si è mosso da Torino, sostenuto dal suo entourage.
Tra fischi e malumori nello Stadium durante l’amichevole bianconera, l’attaccante ha risposto sul campo: prima con la rete al Parma, poi con la girata vincente che ha piegato il Genoa al Ferraris.
Con dodici milioni netti a stagione, Vlahovic è tra gli ingaggi più pesanti d’Europa per un giocatore che parte spesso dietro nelle gerarchie.
Paragonabile a Havertz all’Arsenal o Ekitike al Liverpool, anch’essi seconde scelte nelle rispettive squadre, il serbo ha mostrato freschezza mentale e brillantezza fisica superiori alle aspettative dopo un’estate incerta.
La Juventus lo considera una riserva di lusso, un’alternativa a Jonathan David, ma anche una risorsa in grado di spostare gli equilibri.
Il rapporto con Igor Tudor è improntato alla chiarezza. L’allenatore pensa soltanto al merito e alla classifica: se Vlahovic merita spazio, lo ottiene.
Tra i due, racconta La Gazzetta dello Sport, è maturato un patto non scritto: quando serve, il numero nove deve dimostrare di esserci.
I compagni condividono lo stesso spirito e non lo hanno mai isolato, consapevoli di quanto il miglior Vlahovic possa dare alla squadra.
Con il campionato fermo, l’attenzione si sposta sulla ripresa e sul Derby d’Italia contro l’Inter di Chivu. Openda e Jonathan David sono pronti a partire dall’inizio, ma il serbo scalpita per ritagliarsi un ruolo nella sfida contro Lautaro e i nerazzurri.
I primi due goal stagionali hanno cancellato i fantasmi e restituito un attaccante decisivo anche dalla panchina.
Gli applausi dello Stadium testimoniano la sua rinascita, ma il copione non cambia: la stagione potrà regalare soddisfazioni, il futuro resta già segnato.