A Montecarlo sta per concludersi la prima tappa dell’European Poker Tour Season 2025. Il torneo più importante, il Main Event, è arrivato alla penultima giornata con 18 giocatori ancora in corsa per l’ambito trofeo e, soprattutto, per la prima moneta da un milione di euro.
Tra questi figurano tre italiani. Diego Di Martino (2°), Enrico Coppola (5°) e Andreas Goeller (6°) dovranno affrontare avversari di livello internazionale quali il bulgaro Boris Angelov, il canadese Jamil Wakil e il greco Alexandros Kolonias.
Una parte del field, tuttavia, è composta da giocatori non professionisti: un elemento che aggiunge fascino non solo al torneo ma al poker stesso. In fondo, la vittoria dell’outsider – per quanto oggi sia sempre più rara – rimane uno degli ingredienti che hanno alimentato il successo globale di questo gioco.
Un caso famoso si è verificato alcuni anni fa, proprio a Montecarlo.

Imprevedibile, istintivo, istrionico. Ma anche “mentalista”, come amava definirsi. L’ungherese Krisztian Gyorgyi non è certo passato inosservato all’European Poker Tour di Montecarlo nel 2018, quando si è ritrovato improvvisamente tra i protagonisti di uno dei tornei più prestigiosi del circuito europeo.
La sua è una storia da film. Operaio metalmeccanico in Germania, con una vita semplice e tanti doveri familiari — tra cui prendersi cura dei genitori anziani che vivono in Ungheria — Gyorgyi si avvicina al poker per pura passione. Ma un giorno decide di tentare la sorte su internet, partecipando a un satellite di qualificazione da 5 euro. Con pazienza e determinazione, supera tutti gli step necessari e si guadagna un pacchetto completo per Montecarlo. Per chi gioca per hobby, è un sogno. Per lui, un’occasione irripetibile.
Il 3 maggio 2018, nella splendida sala del Monte-Carlo Bay Hotel & Resort, prende il via il Day5 dell’EPT Main Event. Sono rimasti in 17 e tra loro c’è proprio l’ungherese, al suo primo torneo live. Nessuno lo conosce, ma ben presto diventerà virale.
Al cosiddetto “unofficial final table”, con nove giocatori rimasti, Gyorgyi si rende protagonista di una mano destinata a entrare nella storia. I bui sono 30.000/60.000 e Tomas Jozonis apre da bottone con A♦K♠. Gyorgyi, da small blind, rilancia a 360.000 con… 7♣2♠, una delle peggiori starting hand del Texas Hold’em. Il lituano chiama.
Il flop è Q♦10♦9♦, un board molto connesso. Gyorgyi continua l’aggressione puntando mezzo milione. Jozonis, con un progetto di colore, scala a incastro e due overcard, chiama. Il turn è un 4♣. Senza esitazione, Gyorgyi va all-in per 1,5 milioni. Jozonis, pur avanti con l’89% di probabilità, folda. L’ungherese mostra il bluff, si alza e urla “Otvam!” dando il cinque a tutti. Il top player internazionale Patrick Antonius, presente al tavolo, sorride e dice: “This is good for TV!” (“Questo va bene per la TV!”)
È il momento che consacra il personaggio. Gyorgyi vola poi al final table, il primo della sua vita, trovandosi seduto accanto a mostri sacri come Antonius, Ole Schemion e David Peters. Chiuderà 5°, incassando 184.000 euro. Dei tre big, solo Peters (4°) lo precederà in classifica.
Poi, il silenzio. Dopo quella corsa indimenticabile, Gyorgyi esce dai radar del poker live. Solo quattro risultati minori nei tre anni successivi. Prova a fare il giocatore di professione ma le cose non vanne bene, e rimane coinvolto in uno scandalo legato a una piattaforma di gioco. Si scusa pubblicamente, ma poi si allontana dalla scena.
Con i soldi vinti a Montecarlo costruisce una nuova vita: una casa per sé e per i suoi genitori, finalmente riuniti. E il 7-2? Ha un significato speciale. In un’intervista, Gyorgyi ha raccontato che, nelle partite amichevoli, chi vinceva un piatto con 7-2 riceveva un “extra” da tutti gli altri. Un gesto goliardico, diventato una mano simbolo.
A Montecarlo, quell’“extra” gli ha in parte cambiato la vita.