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La storia di Mustapha Kanit, genio del poker e spirito libero

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Parlare di Mustapha Kanit significa raccontare una delle storie più affascinanti del poker italiano. Attualmente secondo nella All Time Money List italiana (alle spalle dell’amico e rivale Dario Sammartino) con più di 16 milioni di dollari vinti e poco meno di 200 piazzamenti a premio in tornei live di alto livello, Kanit ha inciso il proprio nome nell’élite del poker mondiale. Tutto questo a soli 34 anni.


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Nato ad Alessandria nel 1991 da una famiglia di origini marocchine, Mustapha scopre presto la passione per i giochi di strategia. Le sue prime esperienze da “grinder” non avvengono ai tavoli verdi ma su quelli di Magic: The Gathering, il celebre gioco di carte collezionabili.

È lì che affina il pensiero logico, la capacità di anticipare le mosse dell’avversario e quella naturale inclinazione a competere che lo accompagnerà per tutta la carriera.

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Poi scopre il poker in televisione, e al compimento della maggiore età decide di dedicarsi seriamente al Texas Hold’em, nonostante le resistenze iniziali dei genitori. La svolta arriva durante un viaggio a Montecarlo. Lì, davanti al casinò, Kanit nota due icone del poker mondiale: Greg Raymer e David Williams. Vede Williams scendere da una supercar, accompagnato da una donna bellissima. È un’immagine potente. Non c’è dialogo tra i due, ma quell’incontro casuale segna l’inizio di un sogno che Mustapha è deciso a trasformare in realtà. 

Tra il 2009 e il 2011 inizia a collezionare risultati. Il primo grande successo arriva a Nova Gorica nel 2011, dove trionfa nel Main Event dell’Italian Poker Tour, incassando 200.000 euro. Poco dopo, consolida il suo status di astro nascente con un sesto posto nel Partouche Poker Tour di Cannes, che gli vale altri 190.000 euro. Ma come ogni storia di successo che si rispetti, anche la sua conosce un momento di crisi. Nel 2012, dopo una serie di scelte sbagliate e una gestione troppo impulsiva del bankroll, perde gran parte del suo capitale.

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È qui che si vede la stoffa del professionista. Anziché mollare, Kanit si ferma, riflette, si mette a studiare. Rivede le basi teoriche, lavora sui propri “leak” e rientra in pista con un mindset rinnovato. Il biennio 2015-2016 è quello della consacrazione definitiva. In meno di dodici mesi, vince l’EPT Super High Roller di Montecarlo (€936.500), si impone a Barcellona nel 10.300 HR (€738.759), e centra un secondo posto nel prestigioso SHR da 100.000 euro sempre a Montecarlo (€1.462.000). Il suo nickname “lasagnaaammm” diventa sinonimo di creatività, audacia e letture fuori dal comune. 

Proprio queste qualità lo portano a macinare risultati importanti anche nel post pandemia, nonostante una riduzione dell’impegno nel poker. Ottiene addirittura il suo miglior risultato a oggi: succede alle Bahamas, quando chiude terzo nel Main Event delle WSOP Paradise 2024 per un payout di 3,6 milioni di dollari. Pochi giorni fa, Mustapha Kanit ha vinto la sua quarta “picca” EPT a Montecarlo.

Ma Kanit è molto più di un semplice player di successo. È un ragazzo brillante, curioso, attento al mondo e alle opportunità. Negli ultimi anni si è dedicato a investimenti, attività di staking e formazione. Dopo aver vissuto a Malta e Vienna, oggi risiede a Londra insieme alla sua compagna, in una fase di vita dove il focus si è spostato dalla competizione quotidiana a una visione più ampia e strategica. Come ha raccontato qualche tempo fa in un’intervista con Alberto Russo: “Ora gioco meno, massimo quattro ore al giorno. Ho investito in scuole, mi dedico al betting, e seguo progetti a lungo termine”.

Eppure, nonostante l’evoluzione personale, il talento rimane. Un talento di cui è prova una mano famosa, giocata all’EPT High Roller di Dublino nel 2016. Di fronte a lui c’è lo svedese Anton Bertilsson, con una coppia di donne. Kanit ha Q♦9♦ e decide di trasformare la mano perdente in un capolavoro di strategia e presenza mentale. Sul board 8♠A♦8♥ 7♥ J♠, senza nessuna possibilità di vincere allo showdown, piazza una bet in bluff che costringe l’avversario al fold. Questa giocata vale quanto un titolo e riassume l’essenza del suo stile: coraggio, visione, intelligenza.

Mustapha Kanit resta oggi un punto di riferimento per il movimento italiano e internazionale. Un giocatore capace di ispirare, ma anche di reinventarsi. Il poker può anche non essere più il suo unico orizzonte, ma è difficile pensare che sia uscito dal suo cuore.