Il fascino di volare sull’acqua e il desiderio d’inseguire il terzo oro olimpico consecutivo sono stati la spinta che ha convinto Caterina Banti a ripensarci. Dopo aver annunciato il ritiro dalle competizioni al termine dei Giochi di Parigi 2024 (la vela gareggiava a Marsiglia), la velista romana ha cambiato idea e ha annunciato il ritorno alle competizioni in coppia con Ruggero Tita, uno dei timonieri di Luna Rossa. Insieme hanno vinto l’oro a Tokyo 2021 e a Parigi 2024 nel Nacra 17 e ora riprenderanno la preparazione in vista di Los Angeles 2028 per un fantastico tris.
Che cosa l’ha spinta a cambiare idea?
“Dopo Parigi ho annunciato il ritiro perché desideravo dedicarmi ad altro. Ero esausta, stanca. Sentivo il bisogno di costruire qualcosa oltre la carriera sportiva, volevo stare in famiglia e dedicarmi alla vita privata. Ma questo periodo è stato tutt’altro che riposante”.
Cioè?
“Mi sono iscritta e sto ultimando due master in contemporanea, uno alla Luiss Business School in Affari pubblici e relazioni esterne e uno al Coni in Management olimpico con un periodo di applicazione alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Oltre a questo, sono impegnata in Consiglio federale in rappresentanza degli atleti”.
Quindi non si è mai allontanata dal mondo dello sport…
“Mi sono ripromessa che se volevo dare qualcosa in questo ambito cominciando un percorso da dirigente, dovevo formarmi e capire come funziona l’ordinamento sportivo. Ma la verità è che non ho mai smesso di allenarmi in palestra e in barca ho ripreso sporadicamente da marzo dell’anno scorso, per cominciare a intensificare gradualmente da gennaio. Inoltre, ho anche affiancato la squadra azzurra del Nacra dando il mio contributo per far crescere i giovani. Poi da cosa nasce cosa e la scelta è maturata insieme a Ruggero perché ci siamo resi conto di essere ancora competitivi. Ho capito che posso ancora dare molto come atleta”.
Un anno e mezzo senza vela le ha permesso di tornare con una maggior consapevolezza?
“Sicuramente sì. Ho un anno di studio, di esperienze lavorative nel mondo dello sport alle spalle. Un anno dall’altra parte della barricata. Quindi staccare, dedicare la mente allo studio, alla formazione mi ha portato a uscire dalla bolla in cui vivono gli atleti”.
Quanto ha pesato l’idea di arrivare al terzo oro olimpico?
“È stata una bella spinta ma devo dire che anche l’ambiente azzurro ha aiutato nella decisione. C’è un bel gruppo di giovani promettenti e mi piace vivere questo ambiente”.
Ha già pensato a un percorso in chiave Los Angeles?
“Io continuerò ad allenarmi ma fino alla prossima estate il focus di Ruggero è Luna Rossa e la preparazione per la Coppa America. Tutti dobbiamo fare il tifo per questo appuntamento. Poi nell’ultimo anno prima dei Giochi l’attività sarà più intensa e suddivisa in due fasi: la prima incentrata sulla qualificazione della nazione perché potrà partecipare una sola barca per Paese e poi dopo ci sarà la corsa come equipaggio per rappresentare l’Italia (Ugolini-Giubilei potrebbero insidiare il posto ai campioni olimpici, ndr)”.
Come si svolgerà il processo di qualificazione della barca?
“C’è un Mondiale nel 2027 (in calendario dopo la Coppa America, ndr) che qualificherà ai Giochi le prime 8 nazioni, poi ci sono altre prove nel 2028 ma sono appuntamenti più rischiosi. Meglio conquistare il biglietto per Los Angeles al primo tentativo”.
Che cosa rappresenta per lei la vela?
“È uno sport all’aria aperta, con una dimensione naturale. Ma è anche fisico, tecnico, tattico e mentale. Ci sono dunque quattro elementi con delle variabili da controllare. Poi c’è l’imbarcazione che devi curare, gestire e rendere performante. E infine ci sono le condizioni meteo da interpretare al meglio a tuo favore”.
In questo suo percorso di transizione di carriera, come valuta questa crescita anche dello sport al femminile?
“Mi hanno fatto la stessa domanda il 9 marzo al Quirinale, invitata a intervenire in una sessione della giornata internazionale della donna. I risultati raggiunti sono il frutto di un lavoro partito da lontano. Poi negli ultimi anni è stato investito molto sullo sport femminile e grazie alla spinta del Cio siamo arrivati a Parigi alla parità di genere”.
Nel 2027 la Coppa America vedrà per la prima volta la partecipazione di almeno una donna per equipaggio. Non hai mai pensato di partecipare a questa manifestazione?
“Sono una grande appassionata di Luna Rossa e ho grande stima dell’equipaggio e di Sirena ma è una cosa che non fa per me. Preferisco un altro tipo di vela, le classi olimpiche”.
Lo sport che funzione può avere nella società?
“È un grandissimo strumento per creare e costruire una società, un mondo migliore. Fondamentalmente viviamo in un mondo divisivo, polarizzato, dove alla fine è difficile anche distinguere le cose. Lo sport invece è vero, è concreto, si basa sui risultati e soprattutto i suoi valori sono universali e universalmente riconosciuti. Quindi può avere un grande impatto sulla società e sulle persone. E soprattutto quasi sempre premia il merito”.
Cosa si prova a poter eguagliare due giganti come Dibiasi e Vezzali, gli unici a vincere tre ori consecutivi ai Giochi nella stessa disciplina?
“Pensiamo prima ad arrivare a Los Angeles nelle condizioni ottimali per poterci giocare la medaglia...”.