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Sail GB, a Perth si impone Emirates GBR. Red Bull Italy è settima, ma ingaggi pericolosi

Gazzetta

La sesta stagione di Sail GP, il circuito più prestigioso della vela mondiale, non poteva che ripartire dagli antipodi dove si vive un’estate molto calda. A Perth sono state portate a termine un totale di sette regate nei due giorni in acqua, condite da un vento robusto – il famoso Fremantle Doctor - che ha soffiato con raffiche superiori ai 20 nodi, condizioni in cui gli F50 diventano estremamente veloci. Il problema è nato quando il vento è salito oltre i 40 nodi, con onda formata, condizioni che rendono i catamarani lunghi oltre 15 metri non semplici da condurre e gestire nello stretto con gli incroci. Si è registrato, non a caso, qualche ingaggio troppo ravvicinato, e una vera e propria collisione tra il team neozelandese di Black Foils, con Peter Burling (che sarà con Luna Rossa nell’America’s Cup di Napoli) al timone, e quello svizzero, che ha causato il ritiro di entrambi i catamarani dalla tappa, con seri danni alle barche.

Un mese e mezzo dopo la finale di Abu Dhabi, non sono cambiati i migliori. La tappa di Perth è stata vinta dall’inglese Emirates GBR davanti all’australiana Bonds Flying Roots e alla francese DS Team France che avevano chiuso in testa le regate di flotta. Nella finale a tre, però, il team di Quentin Delapierre cedeva sia a quello guidato da Dylan Fletcher – perfetto sin dalla partenza – sia a quello di Tom Slingsby. Il nuovo sponsor dei francesi – il brand automobilistico DS – conferma che Sail GP sta attirando sempre di più le aziende di ogni settore, come partner delle singole tappe e dei team. E’ quanto si auguravano i due illustri fondatori: il magnate statunitense Larry Ellison e il campione Russell Coutts. Sono ben tredici i team al via della sesta stagione in rappresentanza di altrettanti Paesi: Stati Uniti Italia, Spagna, Brasile, Canada, Francia, Nuova Zelanda, Australia, Danimarca, Svizzera, Germania, Svezia e Gran Bretagna. E sono tredici anche le tappe che toccano tutti i Continenti, Africa a parte ma si sta lavorando per Cape Town, grande sede velica. Manca anche nel 2026, un passaggio nel nostro Paese ed è un vero peccato. A proposito di Italia, si può essere (moderatamente) soddisfatti dell’esordio di Red Bull Italy nella nuova stagione, Il settimo posto è frutto di una serie dove il peggior risultato è stato un decimo e il migliore un secondo nella quinta regata: bene pensando a come era partita la stagione precedente (malissimo) e al piazzamento finale, decimo. Peraltro, nell’atto conclusivo ad Abu Dhabi, si era visto che il neo-acquisto Phil Robertson, subentrato a Ruggero Tita, aveva portato un cambio di marcia. Il velista neozelandese guida un team dove il più esperto è il wing trimmer australiano Kyle Langford e gli italiani sono Enrico Voltolini, Andrea Tesei, Maelle Frascari e Jana Germani, stratega che è arrivata a fine 2025 insieme a Robertson. C’è in ogni caso la sensazione di un potenziale non indifferente per Red Bull Italy, fermo restando che per raggiungere i due-tre team al vertice resta complicato. Prossimo appuntamento ad Auckland, il 14 e 15 febbraio dove si attende soprattutto la riscossa dei Black Foils, davanti al pubblico amico.