“Il nostro obiettivo è raggiungere Ravenna”. Caduto l’ultimo pallone attaccato da Isabelle Haak è partita la festa di Conegliano. L’Imoco ha superato Milano in gara-4 della finale playoff (tutto esaurito all’Allianz Cloud, tra questi anche Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan) e vinto il nono scudetto della storia: uno in più di Bergamo, a due dal mito Teodora Ravenna. E subito il pensiero del co-presidente Pietro Maschio va al futuro, ai nuovi traguardi che il club ha già individuato. In dieci anni (il 2 maggio 2016 le venete vincevano il loro primo tricolore, il primo di 31 titoli per il club) l’Imoco ha segnato un’epoca portando un paese di circa 35mila abitanti al vertice della pallavolo mondiale. Un fantastico palmares: 9 scudetti, 8 Coppe Italia, 8 Supercoppe, 3 Champions League e 3 Mondiali per Club. Per questo dominio in Italia, in Europa e nel mondo la ricetta è semplice: investimenti, programmazione, fidelizzazione e attenzione al territorio.
Un successo che ha il volto vincente di Isabelle Haak e l’infinito talento di Monica De Gennaro. La campionessa svedese quattro anni fa è arrivata a Conegliano per sostituire Paola Egonu e non l’ha fatta rimpiangere risultando protagonista in ogni stagione, il libero 39enne è la giocatrice bandiera del club. Arrivata nel 2013, ha sposato il progetto veneto tanto da essere presente in ognuno dei 31 titoli vinti dal club. “È una giocatrice impressionante, per la continuità che ha, la professionalità, la dedizione, a 39 anni riesce a essere ancora la migliore” ha spiegato Pietro Maschio. Ma la forza del club è anche la capacità di vincere scommesse importanti come quella di Daniele Santarelli. Salutato coach Mazzanti nel 2017 (era diventato ct dell’Italia), invece di andare sul mercato Conegliano ha scelto di promuovere un giovane vice-allenatore e in 9 anni è stata ripagata con gli interessi. Un tecnico che in questa stagione ha saputo guidare Conegliano fuori dalle sabbie mobili di inizio stagione. Periodo nel quale ha perso due finali (Supercoppa e Mondiale per Club), mesi in cui sembrava essersi rotto il giocattolo gialloblù. “È stata una stagione difficile, soprattutto nella parte iniziale – spiega Daniele Santarelli, coach di Conegliano -. La squadra ha capito i propri limiti capendo che doveva fare qualcosa di diverso per vincere. Le avversarie hanno iniziato a sentire il sangue, hanno capito che non eravamo imbattibili. È stata una stagione in cui ho imparato a soffrire. Ma ora pensiamo alla Champions (il 2-3 maggio Final Four a Istanbul, ndr)”.
I 31 trofei nella bacheca del club sono il risultato di una società che negli anni ha fidelizzato il pubblico (2800 abbonati, una media pubblico 5150 spettatori al PalaVerde di Treviso con un totale di oltre 100mila tifosi in una stagione) e, oltre a costruire squadre di successo, ha puntato molto sul settore giovanile. Il club ha un vivaio di 700 ragazze (da 5 anni campione d'Italia Juniores) dislocato tra San Donà, Treviso e Conegliano. Investimento sul futuro che ogni anno permette all’Imoco di lanciare in prima squadra nuovi talenti: da due stagioni c’è Adigwe, nella prossima tornerà Manfredini dal prestito a Bergamo senza dimenticare Eleonora Fersino, libero di Milano e della Nazionale il cui cartellino è sempre di Conegliano pronta a riportarla a casa quando Monica De Gennaro deciderà di ritirarsi. Conegliano non ha nessuna intenzione di farsi da parte ed è pronta a mettere nel mirino nuovi traguardi: dalla Champions che tra dieci giorni proverà a conquistare, al futuro per una squadra che perderà una sola protagonista, Cristina Chirichella. Per lei pronto un contratto in Giappone. Le altre – da Haak a Wolosz, da Gabi a Zhu passando per Fahr e De Gennaro - saranno tutte riconfermate e ripartirà la caccia a nuovi record per allungare il periodo d’egemonia nel mondo della pallavolo femminile. C’è il mito Teodora da raggiungere e superare.