Perugia è la prima finalista della Supercoppa 2025-2026. E nel successo in semifinale contro Trento 3-0 (25-19, 25-20, 25-20) gli umbri hanno dimostrato che la Coppa Italia è stato un passaggio a vuoto. La Sir si è ritrovata e, dopo l’eliminazione nella semifinale di Coppa Italia di inizio febbraio contro Verona, ha prima blindato il primo posto in regular e poi, oggi, messo in cassaforte la finale di Supercoppa superando l’Itas Trentino ancora orfana di Alessandro Michieletto (l’azzurro sta recuperando da una frattura lombare da stress).
L’avvio è tutto umbro. Il break in battuta di Semeniuk costruito con un ace, una rigiocata di Plotntytskyi dopo attacco di Ramon e un errore proprio dello spagnolo. Perugia inizia la semifinale di Supercoppa nel migliore dei modi e, trovato subito il vantaggio, mette in mostra tutta la propria coralità diretta dal capitano Simone Giannelli. Il regista azzurro mette subito in ritmo Ben Tara (75% nel 1° set), cavalca a dovere l’adrenalinico Plotnytskyi e, quando ha bisogno di una gestione magistrale del pallone si affida al professor Semeniuk. Trento prova a cambiare la diagonale di schiacciatori inserendo Bristot al posto di Ramon per far coppia con Lavia ma i risultati non cambiano perché Perugia è un Frecciarossa in corsa. Le percentuali d’attacco degli umbri restano saldamente sopra il 50% mentre il muro sale di colpi passando da 2 vincenti a 4. Ed è proprio un muro di Semeniuk a regalare il set point del secondo set subito capitalizzato da Plotnytskyi.
Nel terzo parziale Mendez rimanda in campo Ramon e Trento prova a stare a contatto dei campioni d’Europa e del mondo di Perugia. Ben Tara, opposto degli umbri, si accascia a terra colpito al volto da una schiacciata di Faure ma il giocatore e la Sir non ne risentono. Perugia piazza il break decisivo sull’asse Ben Tara (attacco)-Plotnytskyi (ace). Un vantaggio che difendono fino alla fine guadagnandosi il pass per la finale di una manifestazione vinta nelle ultime tre edizioni. Il punto partita è di Plotnytskyi.
L’avvicinamento non è stato dei migliori con due sconfitte consecutive in campionato e un virus che ha rischiato di decimare la squadra ma Verona si è ritrovata sul più bello e nella seconda semifinale di Supercoppa ha superato Civitanova garantendosi un posto nella finale in programma domani alle 15. Un 3-1 che scaccia brutti pensieri in casa Rana dal momento che in campionato per ben due volte Civitanova è riuscita a fermare i veneti con un doppio 3-0. E anche l’avvio di partita di oggi è stato tutto di marca Lube capace di stare davanti a Verona per buona parte del primo e del secondo set. In avvio di gara è stata la battuta dei marchigiani a fare la differenza. Gli ace di Nikolov e Bottolo hanno spinto Civitanova fino al 16-12. Prima con due time out, con il cambio di Sani al posto di Mozic e una striscia al servizio di Darlan Verona ha rimesso in piedi il parziale vincendolo poi dopo aver annullato due set point alla Lube. Nel secondo set stesso spartito: Civitanova allunga sempre con l’aiuto del servizio, Verona rientra. E il testa a testa del secondo set è ricco di tensione: la Lube fallisce tre set point, Verona capitalizza al quarto con un erroraccio di Boninfante. Sotto 2-0 Civitanova ha una reazione d’orgoglio. Nikolov va in battuta sul 2-2 ed esce dalla rotazione con Civitanova avanti 9-2 mettendo a segno 4 battute vincenti. Un divario che i marchigiani sono bravi a difendere fino al 25-17. L’inerzia del match sembra girare verso il campo marchigiano ma la Rana trova le forze per l’ultimo sprint guidata dalle magie di Christenson (spettacolare un primo tempo alzato a Keita) e dai colpi esplosivi della coppia Darlan-Keita. Domani alle 15 Verona contenderà a Perugia la Supercoppa nella rivincita della semifinale di Coppa Italia vinta dai veneti lo scorso 7 febbraio.