Il calcio d'angolo nasce nel lontano 1873: si sceglie di assegnare la rimessa in gioca alla squadra attaccante con un calcio dalla bandierina.
Una regola rimasta tendenzialmente invariata nella storia, salvo alcuni accorgimenti: dal 1924 è consentito segnare direttamente da corner (prima non era possibile) e dal 2006 viene stabilita la distanza minima dall'arco della bandierina.
Un calcio d’angolo viene assegnato quando il pallone, toccato per ultimo da un calciatore della squadra difendente, ha interamente superato la linea di porta, sia a terra sia in aria, senza che una rete sia stata segnata.
La sfera deve aver dunque oltrepassato nella sua interezza la linea detta più comunemente "di fondo campo", dopo essere stata toccata per l'ultima volta da un difendente.
Chi è più adatto a calciare dalla bandierina? Dipende. Sicuramente il giocatore selezionato dovrebbe essere dotato di un buon calcio e, soprattutto, di enorme precisione. Poi si può scegliere se far calciare giocatori mancini solo dal lato sinistro e destri dal lato destro (tiro a rientrare), o invertire, per un tiro a uscire.
Ne consegue che, ovviamente, ogni squadra in base allo schema adottato varierà il calciatore di volta in volta.
Come si effettua, dunque, il calcio d'angolo? Ci sono alcune regole da seguire:

Se, dopo che il pallone è in gioco, il calciatore che ha eseguito il calcio d’angolo tocca il pallone di nuovo prima che questo sia stato toccato da un altro calciatore sarà assegnato un calcio di punizione indiretto; se, però, commette un fallo di mano, si aprono più casistiche:
Per il fallo di mano:
Se un calciatore, mentre sta eseguendo correttamente un calcio d’angolo, calcia intenzionalmente il pallone contro un avversario al fine di poterlo rigiocare, ma non lo fa in modo negligente, imprudente o usando vigoria sproporzionata, l’arbitro consentirà che il gioco di prosegua. Per ogni altra infrazione a questa regola, il calcio d’angolo dovrà essere ripetuto.
Una rete può essere segnata direttamente su calcio d’angolo, ma soltanto contro la squadra avversaria; se il pallone entra direttamente nella propria porta sarà assegnato un calcio d’angolo alla squadra avversaria.
Solitamente si effettua un cross nell'area per sfruttare i giocatori più alti che, di testa, possono concludere a rete. Ma non mancano diverse opzioni e schemi di gioco per arrivare nel cuore dell'area anche a palla bassa.
Il gol Olimpico è il nome che viene dato alla rete segnata direttamente da calcio d’angolo. Come detto in precedenza, l'IFAB ha aggiunto questa regola nel 1924.
Tendenzialmente esistono due differenti macrocategorie di difesa sui calci d'angolo: la marcatura a uomo e quella a zona.
Nella marcatura a uomo ogni difendente è responsabile di un giocatore attaccante. Ogni singolo giocatore, quindi, dovrà "occuparsi" singolarmente di un dato avversario selezionato sul momento o nel prepartita, all'interno delle tattiche di squadra.
Nella marcatura a zona, invece, i difendenti non si occupano di singoli di giocatori ma di aree di competenza: chi transita in quella zona diviene l'obiettivo della marcatura. Fondamentale in questo caso, quindi, il posizionamento della difesa.
Insomma, anche qui si parla di scelta e schemi. L'importante è evitare situazioni stile Liverpool-Barcellona, con i Reds che completarono una delle rimonte più assurde del calcio con un gol direttamente dalla bandierina...
Su come attaccare abbiamo approfondito alcuni schemi in questo articolo.