Sempre più in alto, anno dopo anno. Dal 2017, anno della fondazione, la Juventus ha messo in bacheca ben 10 trofei, l’ultimo dei quali conquistato al “Paolo Mazza” lo scorso 22 maggio, in Coppa Italia contro la Roma. Numeri impressionanti soprattutto in relazione alla longevità del club, che – tra i quattro anni di Rita Guarino e quest’ultimo di Joe Montemurro – ha terminato con un successo il 71% delle competizioni nazionali a cui ha preso parte in cinque stagioni (10 su 14). Un percorso in ascesa, che ora punta ad espandersi anche in Europa.
59 punti collezionati, 57 gol fatti e 14 subiti. Con questi numeri la Juventus non solo si è aggiudicata lo Scudetto 21/22, ma è anche diventata la prima squadra capace di vincere cinque edizioni di Serie A consecutive. In generale inoltre, solo la Torres (sette) ora precede il club piemontese per numero di trofei conquistati nella massima competizione italiana (a cinque anche Lazio e AGSM Verona).
Quello che si è concluso lo scorso 15 maggio è stato forse il campionato più combattuto per il club bianconero dalla stagione del suo esordio in A (2017/18). Dopo le prime nove giornate della Serie A 21/22, il Sassuolo di Piovani, a -3 dalla vetta, sembrava infatti la rivale più accreditata delle undici di Montemurro, impegnate nel frattempo in un girone proibitivo di Champions League (Servette, Chelsea e Wolfsburg).
La sconfitta delle emiliane nello scontro diretto però (2-0 il 4 dicembre grazie a una doppietta di testa di Girelli) ha consentito alle bianconere di allungare il vantaggio, almeno finché a guadagnare terreno è stata la Roma, che grazie a una striscia di 16 partite senza sconfitte (14 vittorie e due pareggi, uno dei quali proprio con la Juventus) e a un calo tra gennaio e marzo delle prime della classe (cinque punti in quattro gare) si è portata a -3 alla vigilia dello scontro diretto.
Ed è stato proprio nella sfida di Vinovo del 5 marzo che la Juve ha dimostrato di essere ancora la più forte, soprattutto a livello mentale: 1-1 il risultato finale, distanza di sicurezza mantenuta e cinque vittorie nelle cinque partite successive (le ultime della stagione). La squadra di Spugna invece, probabilmente un po' scoraggiata dal pareggio, ha perso terreno anche nel confronto con il Milan alla 17ª giornata, congelando a cinque lunghezze il divario con Gama e compagne, laureatesi campionesse d'Italia nel penultimo weekend di Serie A.
Campionato e non solo: la Juventus di Montemurro, nella stagione 21/22, ha avuto il merito di lottare su più fronti migliorando ovunque risultati e piazzamenti. Oltre alla Serie A le bianconere si sono infatti aggiudicate per la terza volta la Supercoppa e per la seconda volta la Coppa Italia.
Tre vittorie su quattro competizioni disputate: meglio di così, per la Juventus di Montemurro, era difficile fare in questa stagione. Le bianconere, seppure con più difficoltà rispetto alle annate precedenti, sono riuscite ad annientare qualsiasi rivale. In campionato è toccato a Sassuolo e Roma; in Supercoppa al Milan e in Coppa Italia alla Roma. Il primo trofeo stagionale, la Supercoppa Italiana, è arrivato a gennaio: dopo aver sconfitto il Sassuolo in semifinale, le bianconere hanno battuto il Milan 2-1, rimontando lo svantaggio iniziale di Grimshaw grazie all’autogol di Bergamaschi a inizio ripresa e alla rete di Girelli all’88’. Terza vittoria nel torneo per il club piemontese, dopo il primo ko con la Fiorentina nell’ottobre 2018.
Dopo la Supercoppa le bianconere si sono aggiudicate il quinto Tricolore, percorrendo nel frattempo altre due strade: quella europea, che le ha portate a giocarsi uno storico quarto di finale, e quella in Coppa Italia, che le ha viste arrivare in finale per la seconda volta dopo un rendimento quasi perfetto (cinque vittorie e un pareggio). La gara con la Roma dello scorso 22 maggio l’hanno dominata le giallorosse, capaci di tenere il pallino del gioco e di mantenere il vantaggio firmato da Andressa al 23’ per ben 79 minuti. Ma l’errore di non chiudere il match, contro una squadra che non molla mai, è costato alle capitoline una rimonta fulminea: Girelli dagli undici metri all’80’, Gama quattro minuti più tardi per il 2-1. Trofeo bianconero e “Triplete” raggiunto.
Il cammino della Juventus in Champions League è un capitolo a parte dell’annata bianconera. Il risultato ottenuto oltre il confine suona infatti come un’impresa, sia per come è avvenuto, sia per le avversarie incontrate. Escludendo le qualificazioni, in cui le ragazze di Montemurro si sono imposte grazie a quattro vittorie, 19 gol segnati e uno subito, è dai gironi che la squadra ha compiuto un passo enorme.
I quarti di filnale con il Lione sono solo l’apice del percorso della Juventus nella Champions League 21/22; la sfida con le francesi infatti, che si sono laureate campionesse d’Europa il 22 maggio per l’ottava volta, la squadra di Montemurro l’ha giocata con spiccata personalità, frutto soprattutto della consapevolezza nata dalla doppia sfida nella fase a gironi con il Wolfsburg. Sliding door dei 180’ contro le tedesche è il minuto 91’ della gara d’andata: 2-1 per le ospiti all’Allianz e torinesi a un passo dal secondo ko dopo quello con le Blues.
Ma allo scadere Staskovà con un’invezione trova Girelli e la numero 10 non sbaglia, firmando un pareggio che sa quasi di vittoria. Il capolavoro definitivo della Juve però arriva all’AOK Stadion. Servono punti per avvicinarsi ai quarti e tagliare un traguardo storico. E di punti, in Germania, le bianconere ne raccolgono tre, con una prestazione collettiva sontuosa. Un 2-0 senza appello quello maturato sul campo del Wolfsburg.
Il parziale si sblocca al 53’: cross di Girelli per Hurtig, Hendrich prova ad anticipare la svedese ma la deviazione è fatale per le tedesche. La reazione arriva, ma le bianconere resistono e nel recupero raddoppiano: ripartenza letale di Bonansea, Staskova raccoglie il suggerimento della compagna e senza esitare chiude il match. Vittoria, sorpasso in classifica e destino nelle proprie mani, destino che le porterà a uno storico quarto di finale.
Se le partite del girone hanno conferito alla Juventus uno status decisamente più europeo rispetto alle passate stagioni, la sfida con il Lione ai quarti ha effettivamente scritto una nuova pagina di storia del club. Il 23 marzo la squadra di Montemurro ha compiuto un passo gigante oltre i nostri confini. All'Allianz, nel primo atto, le francesi passano con Macario dopo appena 13 minuti. Tutto lascia pensare a un copione inevitabile, invece le padrone di casa - davanti al loro pubblico - non ci stanno, e dopo un clamoroso salvataggio di Girelli sulla linea, guadagnano metri e fiducia, ribaltando il punteggio nella ripresa. Girelli e Bonfantini fanno esplodere gli spalti, firmando una vera impresa.
Un sogno solo sfiorato, perchè il percorso della Juve in Champions si è fermato con il ko in casa del Lione, ma il bilancio nella competizione più blasonata per club è un nuovo tassello nell’ambizioso progetto bianconero.
La migliore interprete della prima stagione di Joe Montemurro è probabilmente Lisa Boattin. Sotto la guida del tecnico bianconero la classe ’97 azzurra si è trasformata in un’attaccante aggiunta nello scacchiere, accentrandosi sempre di più nella fase offensiva e portandosi più vicino all’area di rigore avversaria. Il cambio di rotta è stato efficace: le sei reti firmate nella Serie A 21/22 le valgono infatti il titolo di miglior marcatrice tra i difensori nel campionato appena concluso.
20 sono invece i gol stagionali segnati da Cristiana Girelli in tutte le competizioni. L’attaccante bianconera, nonostante abbia realizzato ben 15 gol in meno rispetto al campionato 20/21 (sette le firme nella Serie A 21/22) si è rivelata fondamentale nei match decisivi.
Doppietta contro il Wolfsburg nei gironi di Champions, doppietta contro un Sassuolo che a dicembre sembrava inarrestabile, tre reti contro il Milan tra finale di Supercoppa e semifinale di andata di Coppa Italia, e rigore trasformato in finale di Coppa Italia contro la Roma. Si conferma una forza trainante per il gruppo e chiude la stagione come miglior marcatrice stagionale tra le bianconere.
Terza giolcatrice chiave nell’annata della Juve è Agnese Bonfantini. La 22enne di Verbania è cresciuta gara dopo gara e grazie al suo allenatore è riuscita a ritagliarsi un ruolo decisivo. Non è un caso che vanti il record di presenze per la squadra nel campionato appena finito (20 come Rosucci), ma il suo contributo è arrivato soprattutto a gara in corso, dimostrandosi spesso letale a “spaccare” il match e togliere punti di riferimento alle avversarie.
L’ex Roma è la più subentrata nel torneo tra le bianconere (13 volte) – e se in campionato solo una volta è andata a bersaglio “dalla panchina”, ben diverso è il suo score in Champions League, visto che il successo con il Lione nei quarti d’andata porta la sua firma.
Decisiva, il 23 marzo all’Allianz, proprio lei, a due minuti dal suo ingresso in campo. Un’annata straordinaria per l’esterno offensivo, chiusa con 11 gol complessivi, solo uno in meno di quelli realizzati nelle tre precedenti stagioni in giallorosso (12).