Sembra impossibile immaginare una boxe senza guantoni. Eppure non solo i primi match si disputavano senza protezioni, ma esiste anche una variante del pugilato che ancora oggi non prevede l’uso dei guantoni.
Scopriamo quando sono stati introdotti i guantoni e in quale disciplina non sono consentiti.

La storia del pugilato è antichissima: i primi incontri sportivi vengono fatti risalire al III millennio a.C., in Medio Oriente. Secondo diverse ricostruzioni, i primi guantoni sono stati introdotti dai minoici intorno al 1600 a.C., ma non erano protezioni obbligatorie.
Bisognerà aspettare la seconda metà dell’Ottocento per vedere un regolamento che rendesse il pugilato uno sport meno brutale, grazie alle cosiddette regole del Marchese di Queensberry, divenute poi il regolamento tradizionale del pugilato.
Tra queste regole, si disponeva l’obbligatorietà dei guantoni. A quei tempi, infatti, le morti nel pugilato erano abbastanza frequenti, dovute soprattutto ai pugni sferrati senza protezioni.
L'ultimo incontro ufficiale tra pesi massimi senza guantoni risale al 1889: Jake Kilrain sfidò John Lawrence Sullivan per il titolo. Un incontro storico non solo perché fu l’ultimo valido per un titolo mondiale combattuto con le London Prize Ring Rules, ma anche perché fu uno dei primi eventi sportivi negli Stati Uniti a ricevere copertura della stampa nazionale.
L’incontro fu estenuante: dopo 75 round, il manager di Kilrain gettò finalmente la spugna. Sullivan riuscì così a mantenere il titolo dei pesi massimi, nonostante al 44° round avesse addirittura vomitato.
Sono molti gli incontri di boxe senza guantoni che ancora oggi vengono organizzati. La maggior parte di questi non sono legali e rientrano tra gli street fighting. Prima si combattevano in strada, al buio, lontano da occhi indiscreti, ma con l'esplosione dei social media questi combattimenti hanno avuto grande risonanza e si è cercato di renderli legali.
Alcuni street fight club americani sono riusciti a ottenere l'approvazione dalle autorità competenti. Ad esempio la New York State Athletics Commission (NYSAC) prevede per questo tipo di incontri:
Questi incontri sono divisi tra amatori, chiamati “smokers”, e fighter professionisti, che spesso riescono anche ad affermarsi in MMA.
Gli incontri tra dilettanti avvengono su base nazionale, con combattenti dello stesso paese, spesso tra giovani. Le regole sono le stesse dei pro.
Gli incontri tra professionisti hanno ovviamente un seguito mediatico più ampio. Sul ring si affrontano fighter internazionali professionisti affermati nel pugilato, MMA, kickboxing o Muay Thai.
Oggi esiste una disciplina dove, come nella boxe originaria, i guantoni (o qualsiasi altra imbottiture sulle mani) sono vietati: è la bare-knuckle boxing, che in inglese significa appunto “pugilato a mani nude”.
La bare-knuckle boxing a livello professionistico è diffusa principalmente nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ma non è mai stata legale in base a nessuna legge federale o statale fino al 2018, quando il Wyoming fu il primo stato a legalizzarla il 20 marzo 2018.
La bare-knuckle boxing ha visto una rinascita nel 21° secolo, con le promotion inglesi BKB (Bare Knuckle Boxing) e UBKB (Ultimate Bare Knuckle Boxing) e la promotion americana BKFC (Bare Knuckle Fighting Championship).
Con la rinascita della bare-knuckle boxing, sono state apportate diverse modifiche alle originarie London Prize Ring Rules che disciplinavano questo sport.
Il regolamento del Bare Knuckle Fighting Championship prevede che:
Tra i fautori del pugilato moderno, viaggiava per fare dimostrazioni e organizzare incontri. A cavallo tra il Settecento e l'Ottocento, si stabilì a Londra dove accettava la sfida di chiunque e iniziò ad insegnare le sue tecniche di combattimento.
Ultimo pugile a combattere (e vincere) nel pugilato prima dell'introduzione dei guantoni alla fine dell'Ottocento. L'americano chiuse la carriera con uno score di 38 vittorie (di cui 32 per KO), un pareggio e una sconfitta.
Uno dei bare-knuckle boxeur più famosi al mondo, continuò a combattere senza guantoni anche dopo la loro introduzione. Il britannico vinse 25 incontri, ne pareggiò 5 e ne perse 5.
Lo statunitense è l'attuale campione in carica BKFC nella categoria dei pesi massimi. Soprannominato "Bomaye", ha all'attivo 6 vittorie e una sconfitta.
Una forza della natura: "The Juggernaut" è l'attuale campione in carica BKFC nella categoria dei pesi cruiser. Il suo score è di 6 vittorie e una sconfitta.