Il bello deve ancora venire. Perché Andrea Adorante fatica un po’ a mettersi in moto, ma quando parte è difficile fermarlo. Così è stato negli ultimi due anni, quando ha confermato le premesse delle giovanili con Parma e Inter. Con calma, senza fretta. E il Venezia lo aspetta. Come in amore la sua Camilla. Cerchiamo di capire il perché.
Dicono che lei sia pigro.
"No dai... Un po’ mi piace esserlo, ma non mi sento così".
Lo dice il suo rendimento: due anni fa 4 gol all’andata con la Triestina e 12 al ritorno con la Juve Stabia, un anno fa a Castellammare era a 6 a metà stagione, poi finì a 15.
"Sarebbe meglio partire forte, certo. Di sicuro a Castellammare sono riuscito a esprimermi al meglio, ho trovato continuità e più gioco più rendo".
Questi 7 con il Venezia sono l’antipasto di un ritorno super?
"È uno step di crescita importante, qui ci sono più pressione e attenzione su di me e all’inizio sono stato un po’ in difficoltà. Ora sono tornato a divertirmi in campo. Se funziona come l’anno scorso, chissà dove arrivo".
Il gioco di Stroppa esalta gli attaccanti.
"Sicuro, un gioco molto propositivo con uomini di palleggio che vedono le traiettorie: viene naturale fare i movimenti giusti".
Cosa vi manca per la Serie A?
"Qui c’è tutto: società, strutture, tecnici, giocatori. Dipende solo da noi, da come lavoriamo, senza guardare gli altri".
Siete arrivati alla sosta con 6 vittorie e un pareggio in 7 partite: siete partiti verso la A?
"All’inizio ci abbiamo messo un po’ ad amalgamarci e a capire Stroppa, adesso abbiamo una marcia in più perché pensiamo solo a noi stessi: non guardiamo più a cosa fanno gli altri".
28 settembre 2020: ricorda questa data?
"Mmmm... no...".
Male. Si giocò Bologna-Parma, la sua unica gara in A.
"Ah sì! Emozione indescrivibile, in un anno complicato. Venivo da un crociato, ho ripreso bene e Liverani mi ha fatto debuttare: non era scontato, ma è servito a farmi crescere".
Dopo quell’apice, è sceso a mangiare il pane duro in C, alla Virtus Francavilla. Cosa ha pensato?
"Era la prima esperienza, ma ringrazio quel club: mi ha fatto crescere sotto ogni punto di vista. Ero un ragazzino, ma ho messo nelle gambe minuti importanti e ho capito bene com’è il calcio dei grandi".
È vero che nelle scelte incide molto la sua storica fidanzata?
"Incide perché la consulto tanto, abbiamo un rapporto bellissimo: anche lei lo fa con me, studia, si è laureata e si sta specializzando, ci confrontiamo molto. Decidiamo tutto insieme. Avevamo 15 anni, era il nostro secondo anno delle superiori. Ero al Parma e stavo per andare all’Inter dopo il fallimento: non ci siamo più lasciati".
Magari un giorno arriverà la decisione di sposarvi...
"Penso proprio di sì, Camilla è la compagna della mia vita. Finiamo alcuni step, ma magari il giorno della promozione in A mi presento con l’anello...".
La scorsa estate poteva tornare in Serie A se il Lecce avesse fatto sul serio. Cosa aveva pensato?
"Mah sì, sapevo, ma quando è arrivato il Venezia così deciso non ho avuto dubbi: ho pensato alla mia carriera e alla fatica che avevo fatto ed è stato giusto fare un percorso così. Il Venezia è stata la soluzione migliore".
Con la Juve Stabia arrivò in semifinale playoff e quarto tra i marcatori dopo Laurienté, Pio Esposito e Iemmello.
"Mi è dispiaciuto di più essere arrivati a un passo dalla finale, dopo aver vinto 2-1 l’andata con la Cremonese. Ne ho parlato con Stroppa, al ritorno loro andavano davvero il doppio di noi".
Il Venezia l’ha pagata 3,5 milioni: sente il peso di quel denaro?
"All’inizio un po’ sì, ho avuto la sensazione di dover dimostrare di meritare tutti quei soldi, che dovevo ripetermi. Poi è passata, ho trovato la mia linea, gioco più spensierato".
Però quei soldi sono più reali dei 4 milioni che il Parma nel 2019 spese per riportarla a casa dall’Inter...
"Sicuramente".
Cosa ricorda degli anni nerazzurri di Milano?
"Un anno con Vecchi sotto età in Primavera, poi con Zanchetta e Madonna. C’era Zaniolo con me: andando via ha avuto un’evoluzione clamorosa, era fortissimo ma alla Roma ha fatto uno step enorme".
Ora tocca a lei. Quest’anno nella classifica marcatori ha davanti Pohjanpalo, Gliozzi e Coda: chi pensa di poter prendere?
"L’obiettivo è di squadra... Però vincere la classifica marcatori mi piacerebbe tanto e ci proverò fino in fondo, anche se quelli sono tosti e più esperti di me".
Via, non sia pigro...
"No no, non sono pigro in campo! Lo vedrete nel ritorno...".