La parola scudetto resta un tabù, ma negli occhi di Massimiliano Allegri si intuisce come la vittoria di Como abbia dato molta forza al suo Milan. “Como era uno snodo del campionato, per stare nel treno delle quattro, perché dopo il Lecce avremo tre trasferte di fila”, taglia corto il sornione Max, dando l’impressione di non pensare alla vetta, alla vigilia della sfida con i salentini. Eppure, al momento il Diavolo è solo a 3 punti dall’Inter e 3 punti davanti al Napoli campione d’Italia. “Inter e Napoli sono da anni abituati a stare ai vertici, noi abbiamo cambiato il 55% della rosa dalla stagione scorsa”.
Allegri annuncia qualche cambio per domani sera, anche se non fa nomi, tranne quello di Rafa Leao. “Si sa che ha ancora questo problemino all’adduttore, vediamo come sta oggi. Dove può arrivare Rafa? Dipende da lui, che sia decisivo è la normalità per un giocatore come lui. Comunque ci saranno dei cambi, perché è la quarta partita in due settimane”. Il Milan ora ha finalmente quattro punte abili e arruolabili. “Füllkrug si è inserito bene, si mette a disposizione della squadra, è molto importante”. Contro il Lecce probabilmente non ci sarà Pavlovic. “Fino a ieri non poteva colpire la palla di testa, la vedo dura, ma vediamo”. Il punto di forza è Maignan tra i pali. “Il migliore al mondo? Non mi intendo di portieri, ma per lui certe parate sono la normalità, quindi è sicuramente di livello alto”. Nel Lecce mancherà Camarda, infortunato alla spalla. “Lui, Bartesaghi, Comotto, Torriani sono il futuro del Milan”, ricorda Max.
Il cammino del Milan contro le piccole consiglia di prendere il Lecce con le pinze. “L’ho visto contro l’Inter e ha fatto molto bene, ha avuto anche l’occasione per l’1-0, soffrendo meno del previsto. Poi ha perso, ma la prestazione c’è stata”. Quella del Milan a Como, invece, ha fatto discutere. Fabregas ha parlato di una partita che se si rigiocasse, 8 volte su 10 andrebbe diversamente. Solo fortuna? “La fortuna è una componente della vita, ma è una mancanza di rispetto ridurre i risultati del Milan alla sorte. Fabregas è un allenatore giovane, che ha già fatto molto e farà molto, ma sulle partite i se e i ma contano poco. Loro hanno interpretato bene la partita, noi nel secondo tempo l’abbiamo fatto meglio che nel primo. Conosciamo i nostri limiti e vogliamo migliorare”. Cosa ha già questo Milan della mentalità di Max? “Ha chiaro l’obiettivo anche quando le partite non si fanno benissimo: tornare in Champions, che è fondamentale a livello economico per un club italiano”.
Prima della conferenza stampa, Allegri ha ricordato il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, venuto a mancare nella notte. “Il primo pensiero va alla famiglia Commisso. Il calcio ha perso un uomo di sport, che ha fatto grandi cose per Firenze e la Fiorentina. Condoglianze”.