Cambio di modulo in corsa per il Milan a Como: 4-4-2 iniziale per Allegri, passato poi a un sistema più congeniale a Leao. Nella ripresa spazio anche per il 3-5-2.
Il Milan non si ferma: a Como va in scena un match dall'elevato tasso agonistico che, alla fin della fiera, sorride alla formazione ospite.
Partita dai volti diversi, soprattutto a livello tattico per quanto riguarda la squadra di Allegri: addirittura tre i moduli adottati dall'allenatore toscano durante la sfida del 'Sinigaglia'.
Una battaglia a scacchi che ha finito per premiarlo, al netto di qualche assestamento necessario per trovare la quadra e ribaltare l'inerzia.
Schieramento iniziale insolito per il Milan, partito con la difesa a quattro a dispetto di ogni previsione: davanti a Maignan spazio per i terzini Gabbia e Bartesaghi, con Tomori e De Winter a comporre la coppia centrale.
Saelemaekers e Fofana sugli esterni, Rabiot e Modric a giostrare nella zona nevralgica. Tandem offensivo composto da Nkunku e Leao.
MILAN DAL 1' (4-4-2): Maignan; Gabbia, Tomori, De Winter, Bartesaghi; Saelemaekers, Rabiot, Modric, Fofana; Nkunku, Leao.
Allegri, per nulla soddisfatto dell'avvio dei suoi, ha scelto di cambiare in corso d'opera passando al 4-3-3: tutto invariato in difesa, mentre le novità sono state registrare in mediana e in attacco.
Fofana si è accentrato nel ruolo di mezzala mancina, con Saelemaekers più avanzato in veste di esterno offensivo sull'out di destra: Nkunku riferimento centrale, Leao a sinistra come ai vecchi tempi.
MILAN DAL 20' (4-3-3): Maignan; Gabbia, Tomori, De Winter, Bartesaghi; Rabiot, Modric, Fofana; Saelemaekers, Nkunku, Leao.
In avvio di secondo tempo, da Allegri è arrivata un'ulteriore indicazione di cambiamento: ritorno al 3-5-2 che ha contraddistinto la stagione del 'Diavolo'.
Assetto sul quale il tecnico livornese ha plasmato la propria squadra e che tante soddisfazioni ha regalato.
MILAN NELLA RIPRESA (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, De Winter; Saelemaekers, Rabiot, Modric, Fofana, Bartesaghi; Nkunku, Leao.
Approccio totalmente errato dei rossoneri, colpiti a freddo dopo soli 10 minuti dalla capocciata di Kempf che ha permesso ai padroni di casa di portarsi sull'1-0.
Ospiti incapaci di alzare il baricentro col modulo iniziale, tanto da costringere Allegri a modificare l'assetto per provare a trasformare il Milan da squadra passiva a propositiva e con maggiore verve.
Dopo una prima fase di adattamento, il Milan è riuscito progressivamente a guadagnare metri rispetto agli avversari, fino a trovare l'episodio del rigore che ha permesso a Nkunku di siglare l'1-1.
Doccia freddissima per un Como per larghi tratti dominante, fermato soltanto dai riflessi di un super Maignan.
In avvio di ripresa c'è stato il 'ritorno all'antica' col 3-5-2 che sta caratterizzando la stagione del Milan, plasmato da Allegri con questo sistema di gioco fin dall'estate.
Altro cambio, stavolta per nulla traumatico per il 'Diavolo', capace di resistere agli assalti comaschi e di capitalizzare al massimo le occasioni create con un eccellente Rabiot, autore della doppietta decisiva per l'1-3 finale.