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Calcio

Atalanta: storia, trofei, aneddoti e la grande tradizione del club nerazzurro, vincitore dell'Europa League 2024

Atalanta: storia, trofei, aneddoti e la grande tradizione del club nerazzurro, vincitore dell'Europa League 2024(C)Getty Images
La storia e i numeri dell'Atalanta: una delle sorprese degli ultimi anni del nostro campionato, che ha raggiunto ormai il definitivo salto di qualità

Per decenni l’Atalanta ha ottenuto risultati altalenanti, alternando stagioni in Serie A TIM ad altre in B. Negli ultimi anni, però, i bergamaschi hanno effettuato un cambio di passo, lottando per lo scudetto e raggiungendo la qualificazione nella massima competizione europea. E vincendo l'Europa League, nell'edizione 2024.

Scopriamo insieme la storia, i numeri e i giocatori più celebri di una delle squadre rivelazione degli ultimi anni del nostro campionato.

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Come e quando è nata l’Atalanta

Il 17 ottobre 1907 alcuni liceali di Bergamo fondarono la "Società Bergamasca di Ginnastica e Sports Atletici Atalanta", separandosi dalla "Giovane Orobia", nata nel 1901. Per il nome del club gli studenti presero ispirazione dall'omonima eroina della mitologia greca , infaticabile cacciatrice.

Venne subito creata la sezione dedicata al calcio, riconosciuta ufficialmente dalla FIGC solo nel 1914 , durante il collaudo e l’inaugurazione del campo in via Maglio del Lotto . Fino ad allora l’Atalanta aveva giocato solo partite amichevoli prima in Piazza d'Armi e poi in Campo di Marte.

Storia del club: l’Atalanta in breve

Nella prima stagione ufficiale, nel 1914/15 , L’Atalanta partecipò alle eliminatorie del campionato di Promozione (all’epoca la seconda serie del campionato italiano), classificandosi seconda nel girone B e quarta nel girone finale.

Formazione dell'Atalanta nella stagione 1913/1914

Lo spareggio con la Bergamasca e la fusione

Durante la sospensione del campionato per lo scoppio della prima guerra mondiale, l'Atalanta prese parte a diversi tornei amichevoli. 

Alla ripresa delle attività nel 1919 , la federazione comunicò che al successivo campionato di Prima Categoria avrebbe potuto prendere parte un solo club di Bergamo, che oltre all’Atalanta poteva contare anche sulla Bergamasca. Fu così necessario uno spareggio, disputato a Brescia il 5 ottobre 1919. Ad avere la meglio fu l’Atalanta, che si guadagnò l’accesso alla Prima Categoria della stagione 1919/20 battendo la Bergamasca per 2-0. 

Le due società lombarde si fusero poi nel febbraio 1920 , dando vita alla "Atalanta e Bergamasca di Ginnastica e Scherma", poi semplificata nell'attuale " Atalanta Bergamasca Calcio ”.

Gli anni ‘20

Negli anni venti, la squadra giocò i suoi primi campionati di massima serie (Prima Categoria), salvo poi retrocedere in seconda divisione. Nel 1928 , i nerazzurri vinsero il campionato di Prima Divisione (l’attuale Serie B), ma l’anno successivo retrocedettero nuovamente.

Dal rischio fallimento alla prima promozione in Serie A

Al termine della stagione 1931/32 , l'Atalanta rischiò seriamente il fallimento a causa di gravi problemi economici . Fu una colletta tra gli sportivi e la cessione all’Ambrosiana-Inter di Carlo Ceresoli, miglior giocatore della squadra, a salvare il club.

Nella stagione successiva, l’Atalanta faticò enormemente anche a causa del ridimensionamento tecnico. La retrocessione in Prima Divisione, però, fu scongiurata dalla FIGC, che decise di ampliare il numero di squadre in Serie B, salvando di fatto i nerazzurri.

La prima storica promozione in Serie A arrivò nella stagione 1936/37 , grazie al secondo posto in Serie B raggiunto da una squadra composta prevalentemente da bergamaschi (sette undicesimi della formazione titolare). La stagione successiva, però, si concluse con un'immediata retrocessione in virtù del penultimo posto in classifica. 

Gli anni ‘40 e ‘50

Dopo due anni in Serie B, nella stagione 1940/41 l’Atalanta tornò in Serie A. La migliore stagione dei bergamaschi in questo periodo è quella 1947/48 , quando gli orobici si classificarono quinti in campionato, miglior piazzamento di sempre in massima serie per il club atalantino che durerà per quasi settant’anni. 

L’Atalanta rimase ininterrottamente in Serie A fino al termine della stagione 1958/59 , per un totale di diciassette campionati di fila, che ancora oggi rappresenta il record di stagioni consecutive nella massima serie per il club bergamasco.

In quella stagione, l'Atalanta fu protagonista di un campionato vissuto nelle retrovie. Sul campo arrivò una salvezza all'ultima giornata, dopo aver espugnato il campo di Padova, ma il club bergamasco venne accusato di combine e quindi retrocesso. 

Un anno più tardi, i presunti testimoni e accusatori confessarono di aver inventato tutta la storia , riabilitando completamente l’Atalanta, che nel frattempo aveva conquistato sul campo l'immediata promozione in Serie A dopo aver vinto per la seconda volta la Serie B.

Formazione dell'Atalanta nella stagione 1949/1950

Le prime apparizioni in Europa e la Coppa Italia

Nella stagione 1961/62 , l’Atalanta partecipò per la prima volta a una competizione europea, la Coppa Mitropa , dove vennero eliminati in semifinale dal Vasas. Negli anni ‘60, i nerazzurri parteciparono anche ad altre competizioni continentali minori: la Coppa delle Alpi , nel ‘63 e nel ‘64, e la Coppa dell'Amicizia italo-svizzera .

Il trofeo più prestigioso vinto fino ad oggi dall’Atalanta risale alla stagione 1962/63 , quando la Dea, reduce dall'ottimo sesto posto della stagione precedente, conquistò per la prima volta nella sua storia la Coppa Italia . Nell’atto finale della competizione, i nerazzurri sconfissero per 3-1 il Torino.

Grazia alla conquista della coppa nazionale, nella stagione 1963/64 , l’Atalanta debuttò in Coppa delle Coppe , facendo il suo esordio in una competizione UEFA. Gli orobici vennero però eliminati subito dallo Sporting Lisbona.

A parte l’exploit della stagione 1961/62 , in campionato la squadra rimase sempre nelle retrovie. Il cammino in Serie A dell’Atalanta si arrestò nella stagione 1968/69 quando retrocesse in Serie B dopo dieci campionati consecutivi in massima serie.

Gli anni ‘70

Dopo un anno di transizione, con l’avvicendamento di tre allenatori e con una salvezza raggiunta all'ultima giornata, nella stagione 1970/71 la squadra raggiunse la Serie A: il principale artefice di quella promozione fu l'allenatore Giulio Corsini, capace di far uscire il meglio da una squadra di giovani, su tutti Gaetano Scirea e il capocannoniere stagionale Adelio Moro.

Formazione dell'Atalanta nella stagione 1970/71

Dopo una salvezza tranquilla nel campionato successivo, nella stagione 1972/73 l'Atalanta retrocedette all'ultima giornata per differenza reti. La promozione in Serie A arrivò nella stagione 1976/77 , ottenuta dopo gli spareggi contro Cagliari e Pescara. Gli anni ‘70, però, si chiusero con il ritorno in Serie B nella stagione 1978/79 , ancora una volta a causa della differenza reti sfavorevole.

La retrocessione in Serie C1 e il ritorno in A

Nella stagione 1980/81 , l'Atalanta retrocedette addirittura in Serie C1 , scendendo per la prima volta nella sua storia al di sotto della seconda divisione. Il presidente Achille Bortolotti, alla guida del club dal 1975, cedette il timone al figlio Cesare. Con Ottavio Bianchi in panchina, l’Atalanta centrò subito la promozione in Serie B, vincendo il proprio girone.

Dopo un anno di assestamento, nella stagione 1983/84 i bergamaschi, guidati da Nedo Sonetti, tornarono in Serie A vincendo il campionato di Serie B, con Marco Pacione e Marino Magrin che a fine stagione occuparono i primi due posti nella classifica marcatori di categoria.

Formazione dll'Atalanta nella stagione 1983/84

La finale di Coppa Italia del 1987

Dopo un decimo e un ottavo posto nel massimo campionato, nel 1986/87 la Dea si classificò penultima e tornò nuovamente in Serie B. Nonostante il campionato deludente, la squadra di Sonetti riuscì a raggiungere la finale di Coppa Italia , dove venne sconfitta dal Napoli. Grazie a questo risultato, l'Atalanta si qualificò alla Coppa delle Copp e per la seconda volta nella sua storia.

Una svolta nella storia dell’Atalanta si ebbe nella stagione 1987/88 : con il giovane Emiliano Mondonico in panchina, la Dea conquistò la promozione in Serie A e raggiunse la semifinale di Coppa delle Coppe . I nerazzurri vennero eliminati dai belgi del Malines: si tratta ancora oggi del miglior risultato in una competizione UEFA da parte di una squadra non militante nel massimo campionato.

La rosa dell'Atalanta nella stagione 1987/1988

La qualificazione in Coppa UEFA

Nella stagione 1988/89 , da neopromossa, l’Atalanta fu protagonista di un ottimo campionato: i bergamaschi chiusero al sesto posto in classifica, qualificandosi per la prima volta nella loro storia in Coppa UEFA. L’esperienza nella seconda competizione europea però non fu fortunata: la Dea fu subito eliminata dallo Spartak Mosca (0-0 a Bergamo, 2-0 in trasferta).

L’Atalanta confermò la qualificazione in Coppa UEFA anche nella stagione successiva, grazie a un settimo posto in campionato. Questa volta i bergamaschi riuscirono ad arrivare fino ai quarti, quando vennero eliminati nel derby lombardo contro l’Inter.

La prima Atalanta di Percassi

Nell’estate del 1990 , la società fu scossa dalla morte in un incidente stradale del presidente Cesare Bortolotti. La presidenza tornò al padre Achille, che traghettò il club fino all'acquisto del pacchetto azionario da parte dell'immobiliarista Antonio Percassi, che aveva indossato la maglia della Dea a metà degli anni ‘70.

Dopo un undicesimo, un decimo e un ottavo posto in campionato, nella stagione 1993/94 l’Atalanta si classificò penultima e retrocesse ancora una volta in Serie B.

La presidenza Ruggeri

Nel 1994 Percassi cedette il club a Ivan Ruggeri, che affidò nuovamente la panchina a Mondonico. Nella seconda esperienza atalantina, Mondonico raggiunse subito la promozione, poi un tredicesimo, un decimo e un sedicesimo posto, che portò gli orobici ad una nuova retrocessione in B. Con Mondonico in panchina, l’Atalanta raggiunse anche la terza finale di Coppa Italia della sua storia, persa poi contro la Fiorentina.

Nella stagione 1999/00 , la panchina venne affidata a Giovanni Vavassori, altro ex giocatore atalantino, che centrò subito la Serie A grazie anche all'utilizzo di numerosi giovani del vivaio. Nei due campionati successivi l’Atalanta si piazzò settima e nona, prima di retrocedere nuovamente nel 2003 , dopo aver perso i playout contro la Reggina.

Fausto Rossini esulta dopo un gol segnato in una match tra Bari e Atalanta

Il ritorno di Percassi

Dal 2004 al 2011 l’Atalanta retrocesse due volte in Serie B. Intanto, nel gennaio 2008 , il presidente Ruggeri fu costretto a lasciare la presidenza alla figlia Francesca e al figlio Alessandro. Nel maggio 2010 , Antonio Percassi acquistò la maggioranza del pacchetto azionario del, tornando alla guida degli orobici dopo sedici anni.

L’Atalanta di Gasperini

Dal 2011 l’Atalanta è rimasta ininterrottamente in Serie A, raggiungendo livelli mai toccati dal club. 

La svolta ci fu nella stagione 2016/17 , con l’arrivo di Gian Piero Gasperini sulla panchina nerazzurra. Al primo anno a Bergamo, Gasperini raggiunse subito la qualificazione in Europa League , grazie a un ottimo quarto posto in campionato, risultato mai raggiunto sino ad allora.

Nella stagione successiva l’Atalanta venne eliminata in Europa League ai sedicesimi dal Borussia Dortmund, mentre in campionato si piazzò settima, qualificandosi ancora una volta nella seconda competizione UEFA. 

Il triennio 2019-2021 è il migliore della storia del club: l’Atalanta infatti si posizionò tre volte di fila terza in campionato, disputando per la prima volta nella sua storia la Champions League , superando in due occasioni su tre la fase a gironi. I bergamaschi, infine, nella stagione 2020/21 , raggiunsero per la quinta volta la finale di Coppa Italia , persa poi contro la Juventus.

La stagione 2021-2022 ha visto una leggera flessione del rendimento in campionato, complici anche gli impegni europei che hanno portato il club fino ai quarti di finale di Europa League (eliminati dal Lipsia). Il quinto posto dell'annata 2022-2023 ha riportato il club in Europa League, per un'edizione piena di ambizioni per la squadra di Gasperini. 

Romero e Cristiano Ronaldo in azione durante la finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus

L'Europa League 2024 e la notte di Dublino

Nel cuore di Dublino, l'Atalanta ha scritto una pagina indelebile nella sua storia calcistica, conquistando il suo primo trofeo nelle coppe europee. Con una prestazione magistrale, gli uomini di Gasperini hanno sovrastato i campioni tedeschi del Bayer Leverkusen, abbattendo anche il primato di imbattibilità di 51 partite della formazione di Xabi Alonso. 3-0 per Gasp e i suoi: tripletta di Lookman.

La notte è stata magica per i tifosi dell'Atalanta, con il cielo d'Irlanda che si è tinto di nero-blu, i colori del club bergamasco. Contro ogni pronostico, la Dea ha dominato l'incontro, mostrando una determinazione e una grinta incredibili. Ogni giocatore ha dato il massimo sul campo, dimostrando una coesione e una compattezza che hanno steso gli avversari.

Questa vittoria è il frutto di anni di duro lavoro e sacrificio da parte del club, che ha saputo costruire una squadra competitiva e ambiziosa. L'Atalanta ha dimostrato di poter competere con i migliori d'Europa e ha conquistato il rispetto di tutti gli appassionati di calcio.

Oggi, l'Atalanta celebra un traguardo storico, ma il viaggio non è ancora finito. Questa vittoria è solo l'inizio di una nuova era di successi e conquiste per il club bergamasco. I tifosi possono guardare al futuro con fiducia e speranza, consapevoli che la Dea continuerà a scrivere pagine indimenticabili nella storia del calcio europeo.

Le maglie dell’Atalanta

La maglia tradizionale dell’Atalanta è a strisce nerazzurre , colori mutuati dall’originaria "Società Bergamasca di Ginnastica e Sports Atletici Atalanta" (bianco e nero) e dalla Bergamasca (bianco e azzurro). La prima divisa del nuovo club era metà nera e metà azzurra, poi diventata negli anni a strisce.

La maglia sfumata

Nel corso degli anni la maglia dell’Atalanta ha subito poche modifiche, se non per la larghezza delle strisce. La prima novità sostanziale è stata introdotta da Nike nella stagione 2016/17: la parte alta della maglia era completamente nera, che sfumava verso le tradizionali strisce nerazzurre a partire dal petto. 

Remo Freuler e Andrea Masiello in azione durante un match tra Juventus e Atalanta

La maglia innovativa dell’Atalanta 2021/2022

La maglia casalinga più innovativa indossata dall’Atalanta appartiene alla stagione 2021/22. Joma ha infatti proposto una maglia a strisce nerazzurre intervallate da una sottile linea color oro . Il colletto è a polo con la scritta “La maglia sudata sempre” stampata internamente.

Atalanta-Napoli 1-3, DAZN Italia, Serie A TIM

Le maglie della stagione 2023/2024

L'Atalanta ha presentato le nuove maglie in occasione dell'inizio del ritiro di Clusone. Ecco le due divise da casa e trasferta, con Joma sponsor tecnico.

La prima maglia dell'Atalanta 2023/2024Atalanta

La seconda maglia dell'Atalanta 2023/2024Atalanta

Atalanta third kitAtalanta BC

I titoli vinti dall’Atalanta

In oltre 110 anni di storia l’Atalanta ha vinto sette trofei:

Trofeo Vittorie
Coppa Italia1
Serie B6

La Coppa Italia

Il trofeo più importante vinto dall’Atalanta è una Coppa Italia nel 1962/63 . In quella stagione gli orobici eliminarono in ordine Como, Catania, Padova e Bari, prima di raggiungere la finale contro il Torino . L’atto conclusivo si tenne a San Siro il 2 giugno 1963. Decisiva la tripletta di Domenghini, mentre il gol della bandiera dei granata portò la firma di Ferrini.

Angelo Domenghini e Piero Gardoni esultano per la vittoria della Coppa Italia con l'Atalanta

La Serie B

L’Atalanta ha disputato 34 campionati tra Seconda Divisione, Prima Divisione e Serie B, vincendone sei. Il primo risale alla stagione 1927/28 , quando ancora si chiamava Prima Divisione. Le altre vittorie sono arrivate nelle stagioni 1939/40, 1958/59, 1983/84, 2005/06 e 2010/11 .

Vittorie della Serie B per anno:

  1. 1927/28
  2. 1939/40
  3. 1958/59
  4. 1983/84
  5. 2005/06
  6. 2010/11

L’Atalanta nelle competizioni UEFA

Le partecipazioni dell’Atalanta alle competizioni europee sono dieci:

Competizione Partecipazione
Champions League3
Coppa delle Coppe2
Coppa UEFA/Europa League6

La Champions League

Il debutto dell’Atalanta in Champions League fa parte della storia recente del club: nella stagione 2019/20 la Dea giocò per la prima volta nella massima competizione europea, esordendo il 18 settembre 2019 in casa della Dinamo Zagabria. L’esordio fu shockante: un 4-0 per i croati che fece pensare ad una comparsa dei bergamaschi in Europa. Dopo aver perso anche contro Shakhtar e Manchester City, L’Atalanta pareggiò al ritorno contro gli inglesi e vinse contro Shakhtar e Dinamo, riuscendo a qualificarsi come seconda alla fase a eliminazione diretta.

Agli ottavi l’Atalanta pescò il Valencia, che riuscì a battere sia all’andata che al ritorno: 3-4 al Mestalla, 4-1 all’Atleti Azzurri d’Italia. La favola della Dea però si fermò a Lisbona, dove a causa dello scoppio del Covid si giocarono le restanti partite in gara unica. I nerazzurri sfiorarono l’impresa contro il PSG , in vantaggio per quasi tutta la partita. Poi Marquinhos al 90’ e Choupo-Moting al 93’ negarono il passaggio del turno agli uomini di Gasperini.

Nella stagione successiva l’Atalanta - nel girone con Liverpool, Ajax e Midtjylland - passò ancora una volta il turno come seconda, ma venne eliminata agli ottavi dal Real Madrid (0-1 a Bergamo, 3-1 a Madrid).

L’ultima apparizione in Champions risale alla stagione 2021/22 , dove i bergamaschi non sono riusciti a passare il turno nel girone con Manchester United, Villarreal e Young Boys, chiudendo al terzo posto e venendo retrocessi in Europa League .

L’Europa League

Le partecipazioni dell’Atalanta all’Europa League sono cinque: la prima nella stagione 1989/90 , quando ancora si chiamava Coppa UEFA. L'eliminazione arrivò al primo turno per mano dello Spartak Mosca , in seguito allo 0-0 nella gara di andata e alla sconfitta per 2-0 a Mosca.

L’anno successivo i bergamaschi arrivarono più lontano nella competizione: dopo aver eliminato i croati della Dinamo Zagabria, i turchi del Fenerbahçe e i tedeschi del Colonia, l’Atalanta venne fermata ai quarti dell' Inter , vincitrice di quell’edizione.

La Dea tornò a disputare l’Europa League nella stagione 2017/18 : dopo aver vinto il girone con Lione, Everton e Apollon Limassol, l’Atalanta dovette cedere ai sedicesimi contro il Borussia Dortmund (3-2 all’andata e 1-1 al ritorno).

Nella stagione successiva i nerazzurri si fermarono ai playoff, perdendo ai rigori contro il Copenaghen , mentre nella stagione 2021/22 , retrocessero in Europa League in seguito al terzo posto nel girone di Champions. Dopo aver eliminato Olympiacos e Bayer Leverkusen, l’Atalanta venne eliminata ai quarti dal Lipsia (1-1 all’andata, 2-0 al ritorno).

La Dea è tornata in Europa League nell'annata 2023/2024 , vincendo il proprio girone davanti a Sporting, Sturm Graz e Rakow. Agli ottavi di finale il sorteggio ha riproposto come avversario lo Sporting di Lisbona, piegato con un risultato complessivo di 3-2. Ai quarti l'Atalanta sfida il Liverpool di Jurgen Klopp.

Europa League 2021-2022, Atalanta-Lipsia 2-0

La Coppa delle Coppe

Le due partecipazioni alla Coppa delle Coppe risalgono alla stagione 1963/64 , quando l’Atalanta uscì al primo turno contro lo Sporting Lisbona , e alla stagione 1987/88 . Dopo aver eliminato i gallesi del Merthyr Tydfil, i greci dell’Ofi Creta e i portoghesi dello Sporting Lisbona, l’Atalanta venne eliminata dai belgi del Malines in semifinale, che poi vinsero il torneo.

I presidenti dell’Atalanta dagli esordi ad oggi

Nel corso degli anni alla guida dell’Atalanta si sono susseguiti 20 presidenti:

Daniele Turani

Il 7 giugno 1945 Daniele Turani divenne presidente dell'Atalanta, sostituendo Nando Bertoncini. In diciannove anni di presidenza Turani, la più longeva nella storia della Dea, l’Atalanta disputò solo campionati di Serie A, ad eccezione della stagione 1958/59. Oltre al campionato di B del ‘59, sotto la sua guida i bergamaschi vinsero l'unica Coppa Italia della propria storia, nel 1963 .

Ivan Ruggeri

Nel 1977 , l'imprenditore bergamasco Ivan Ruggeri acquistò il 19% dell'Atalanta e nel febbraio del 1994 sostituì Antonio Percassi alla presidenza.

Durante la sua gestione, l'Atalanta disputò cinque campionati di Serie B e dieci di Serie A, senza mai partecipare a competizioni internazionali. I migliori risultati durante la sua presidenza, sono stati la finale di Coppa Italia 1995/96 (persa contro la Fiorentina), il settimo posto in Serie A nella stagione 2000/01 e l’ottavo posto nel 2006/07 con annesso record di punti in Serie A. In quella stagione gli orobici si qualificarono alla Coppa Intertoto , ma rinunciarono a parteciparvi.

Nel gennaio 2018 , Ruggeri fu costretto a lasciare la presidenza al figlio Alessandro, che a ventuno anni divenne il presidente più giovane nella storia della Serie A.

Antonio Percassi

Dopo la morte di Cesare Bortolotti, nella stagione 1990/91 , Antonio Percassi assunse la presidenza dell'Atalanta,di cui aveva vestito la maglia da calciatore dal ‘70 al ‘77. Dopo un campionato disastroso che portò alla retrocessione in Serie B, nella stagione 1993/94 Percassi si dimise e al suo posto subentrò Ivan Ruggeri. 

Nel giugno 2010 , Percassi tornò ai vertici societari e nel giro di pochi anni raggiunse risultati inediti per l’Atalanta, come i tre terzi posti consecutivi in campionato tra il 2019 e il 2021 e i quarti di finale alla prima partecipazione in Champions League .

Nel febbraio 2022 , Percassi ha ceduto la maggioranza del club a una cordata di imprenditori statunitensi capitanata da Stephen Pagliuca, restando ai vertici societari in qualità di presidente.

Antonio Percassi, presidente dell'Atalanta, Serie A TIM 2021-2022

Presidenti dell'Atalanta per trofei

Presidente Titoli vinti
Daniele Turani2
Pietro Capoferri1
Nardo Bertoncini1
Cesare Bortolotti1
Ivan Ruggeri1
Antonio Percassi1

Gli allenatori dell’Atalanta nella storia

Paolo Tabanelli

Dopo aver indossato la maglia dell’Atalanta in 138 occasioni negli anni ‘40, Paolo Tabanelli si sedette sulla panchina bergamasca nella stagione 1962/63 , quando vinse l’unica Coppa Italia della storia del club. Al termine della stagione passò al Bari e dopo un’esperienza al Genoa tornò a Bergamo nella stagione 1967/67 , dove venne esonerato a tre giornate dalla fine.

Emiliano Mondonico

Per tornare nella massima serie, nella stagione 1987/88 l’Atalanta ingaggiò un nuovo allenatore: Emiliano Mondonico, reduce da un’ottima stagione in Serie A con il Como. Mondonico ottenne subito la promozione e guidò l’Atalanta fino alla semifinale di Coppa delle Coppe , persa poi contro i belgi del Mechelen. Nelle due stagioni successive, l’Atalanta chiuse sesta e settima, qualificandosi alla Coppa UEFA. 

Nella stagione 1990/91 Mondonico passò al Torino, ma tornò all'Atalanta nella stagione 1994/95 , riportando i bergamaschi in A e guidandoli verso la finale di Coppa Italia 1995/96 , persa contro la Fiorentina. Nel 1997/98 la squadra retrocesse in B e al termine della stagione Mondonico chiuse definitivamente la sua esperienza a Bergamo con 299 partite sulla panchina atalantina, record nella storia della Dea.

Emiliano Mondonico negli anni '80 alla guida dell'Atalanta

Stefano Colantuono

Al terzo posto per presenze totali sulla panchina dell’Atalanta c’è Stefano Colantuono, con 281 partite , ma è in cima alla classifica per presenze in campionato (261).

Il tecnico romano ha conquistato due promozioni in A con la Dea, nel 2005/06 e nel 2010/11, vincendo il campionato di Serie B in entrambe le occasioni. Nelle cinque stagioni in A ha raggiunto un ottavo, un dodicesimo, un quindicesimo e un undicesimo posto, venendo esonerato nel marzo 2015.

Gian Piero Gasperini

Il secondo allenatore per presenze della storia dell’Atalanta è Gian Piero Gasperini, l’uomo che è riuscito a portare l’Atalanta in Champions League . Sulla panchina della Dea dal 2016 , il Gasp ha collezionato un quarto posto, un settimo posto e tre terzi posti consecutivi in campionato. 

Con i bergamaschi ha raggiunto anche due finali di Coppa Italia (nel 2018/19 persa contro la Lazio e nel 2020/21 persa contro la Juve) e i quarti di Champions League nella stagione 2019/20.

Gian Piero Gasperini, Atalanta

Allenatori dell'Atalanta per trofei

Allenatore Titoli vinti
Stefano Colantuono2
Paolo Tabanelli1
Imre Payer1
Ivo Fiorentini1
Karl Adamek1
Nedo Sonetti1

I giocatori che hanno fatto la storia dell’Atalanta

Gianpaolo Bellini 

Il recordman di presenze della storia della Dea è Gianpaolo Bellini. Nato a Sarnico, un paese a trenta chilometri da Bergamo, Bellini è entrato a 6 anni nelle giovanili dell’Atalanta e non ha più tolto la maglia nerazzurra. In diciotto stagioni come difensore in prima squadra tra il 1998 e il 2016, Bellini ha collezionato 435 presenze , mettendo a segno 12 gol .

Oggi Bellini ricopre il ruolo di vice-allenatore nella formazione Primavera della Dea.

Valter Bonacina 

Mediano bergamasco di grande temperamento, Valter Bonacina ha vestito la maglia dell’Atalanta dal 1986 al 1981 e dal 1994 al 1999, collezionando 331 presenze e 19 gol  e contribuendo alla qualificazione dei bergamaschi alla Coppa UEFA per due anni consecutivi. 

A ricoperto in tre occasioni il ruolo di allenatore della formazione Primavera , mentre nel 2010 venne promosso temporaneamente alla guida della prima squadra , subentrando al dimissionario Antonio Conte.

Stefano Angeleri

Nell'estate del 1949 , il centrocampista Stefano Angeleri approdò all'Atalanta nell'affare che portò Giacomo Mari alla Juventus. Inizialmente la destinazione non fu gradita, tanto che si pensava che Bergamo fosse una tappa provvisoria. La maglia dell’Atalanta, invece, divenne una seconda pelle per Angeleri, che rimase nel club orobico per undici stagioni consecutive, collezionando 324 presenze e diventandone il capitano.

Con la maglia dell’Atalanta, Angeleri ha vinto il campionato di Serie B nella stagione 1958/59.

Cristiano Doni

Il giocatore con più gol con la maglia atalantina è Cristiano Doni, con 112 reti , e quarto nella classifica presenze del club bergamasco con 323 partite giocate .

Dopo aver contribuito alla vittoria del campionato di Serie B nella stagione 2010/11, nell'agosto 2011 Doni fu coinvolto nello scandalo Calcioscommesse, ricevendo una squalifica di tre anni e mezzo per illecito sportivo, ponendo così fine alla sua carriera.

Cristiano Doni esulta con la maglia dell'Atalanta

Livio Roncoli 

Soprannominato “Il farmacista” perché laureato in farmacia, Livio Roncoli fu un terzino che ha vestito la maglia nerazzurra per tutta la sua carriera. Dopo aver compiuto tutta la trafila nelle giovanili della Dea, Roncoli debuttò in prima squadra nel 1949: da quel momento ha giocato quattordici anni sempre con la stessa maglia, ritirandosi dopo la finale di Coppa Italia nel 1962/63 vinta contro il Torino.

Oltre alla Coppa Italia, in 305 presenze con la maglia atalantina, Roncoli ha vinto anche una Serie B nella stagione 1958/59 ed è l’unico giocatore nato a Bergamo che ha indossato la maglia dell’Atalanta per tutta la carriera .

Fabrizio Ferron

Portiere molto dotato cresciuto nelle giovanili del Milan, Fabrizio Ferron ha difeso i pali della Dea per otto stagioni tra Serie A e Serie B.

Con gli orobici ha collezionato 294 presenze , partecipando a due edizioni della Coppa UEFA e disputando una finale di Coppa Italia nel 1996, persa contro la Fiorentina.

Glenn Strömberg

In otto stagioni tra il 1984 e il 1992, il libero Glenn Strömberg ha collezionato 273 presenze , diventando uno dei capitani storici della formazione orobica. Ha fatto parte dell’Atalanta che nella stagione 1987/88 arrivò in semifinale di Coppa delle Coppe.

Simbolo dell'atalantinità, nel campionato 2011/12 la curva nord dell'Atalanta lo inserì in una spettacolare coreografia composta da sette bandiere con impressi i nomi dei sette storici capitani della squadra bergamasca.

Giovanni Vavassori

Giovanni Vavassori ha vestito la maglia dell’Atalanta dal ‘70 al ‘72 e dal ‘77 all’82, collezionando 270 presenze e 4 gol . Con i bergamaschi, da giocatore, ha conquistanto una promozione in Serie B e una in Serie A.

Ha poi allenato le giovanili nerazzurre dal ‘90 al ‘99 e dal ‘99 al 2003 la prima squadra, conquistando una promozione in Serie A.

Duván Zapata

Il secondo marcatore della storia dell’Atalanta è Duván Zapata, attaccante colombiano che veste la maglia della Dea dal 2018. In oltre 150 presenze in nerazzurro ha segnato più di 70 gol .

Il 1º ottobre 2019 ha realizzato il primo, storico gol dell’Atalanta in Champions League contro lo Shakhtar Donetsk.

Zapata, AtalantaGetty

Alejandro Gómez

Alejandro Gómez è stato probabilmente il giocatore dell’Atalanta di Gasperini che è rimasto più nel cuore dei tifosi. In 252 presenze con la maglia dell’Atalanta, il “Papu” ha messo a segno 59 gol e innumerevoli assist, prima di lasciare il club nel gennaio 2021 per incomprensioni con il tecnico piemontese.

Marten De Roon

Il centrocampista olandese è uno dei volti dell'Atalanta di Gasperini. Arrivato a Bergamo nel 2015 per poco più di un milione di euro, disputa una stagione straordinaria e finisce subito nelle mire dei club di Premier League. Nell'estate 2016 si trasferisce per 10 milioni di euro al Middlesbrough , ma la retrocessione del club inglese lo riporta alla corte di Gasperini, felice di ritrovare un jolly per il suo scacchiere tattico. De Roon è il secondo giocatore per presenze con la maglia del club neroazzurro , avendo superato la quota di 331 partite giocate.

I giocatori in breve

Giocatore Presenze Gol Stagioni all'Atalanta
Gianpaolo Bellini4351218
Marten De Roon333168
Valter Bonacina3311910
Stefano Angeleri324211
Cristiano Doni32311211
Livio Roncoli3052014
Fabrizio Ferron294/8
Rafael Toloi288109
Glenn Strömberg273188
Giovanni Vavassori27047
Severo Cominelli2616510
Vittorio Schiavi2562012

Numeri e record dell’Atalanta

La maggior parte dei record di squadra dell’Atalanta coincidono con il periodo di Gasperini, come il miglior piazzamento in Serie A: il terzo posto , raggiunto in tre stagioni di fila tra il 2019 e il 2021, o il maggior numero di punti (78) e di vittorie (23) in campionato, raggiunti sia nel 2020 che nel 2021.

Anche le vittorie con maggior scarto sono state fatte registrare dall’Atalanta del Gasp: 7-1 in casa contro l’Udinese e 0-7 in trasferta contro il Torino, entrambe nella stagione 2019/20.

La Rosa dell'Atalanta 2023/2024

La rosa dell'Atalanta per la stagione 2023/24 è composta da 24 giocatori. 

I portieri

Numero Nome Data di nascita Nazionalità Stipendio Scadenza contratto
1Juan Musso06/05/1994Argentina/Italia1,3 milioni2025
29Marco Carnesecchi01/07/2000Italia0,1 milioni2026
31Francesco Rossi27/04/1991Italia0,1 milioni2024

I difensori

Numero Nome Data di nascita Nazionalità
19Berat Djimsiti19/02/1993Albania/Svizzera
23Sead Kolašinac20/06/1993Bosnia/Germania
2Rafael Toloi10/10/1990Italia/ Brasile
6José Luis Palomino05/01/1990Argentina
42Giorgio Scalvini11/12/2003Italia
4Isak Hien13/01/1999Svezia

I centrocampisti

Numero Nome Data di nascita Nazionalità
7Teun Koopmeiners28/02/1998Olanda
15Marten De Roon29/03/1991Olanda
13Éderson07/07/1999Brasile
25Michel Adopo9/07/2000Francia/Costa d'Avorio
77Davide Zappacosta11/06/1992Italia
33Hans Hateboer09/01/1994Olanda
3Emil Holm13/05/2000Svezia
20Mitchel Bakker20/06/2000Olanda
22Matteo Ruggeri11/07/2002Italia
17Charles De Ketelaere10/03/2001Belgio
8Mario Pasalic09/02/1995Croazia
59Aleksey Miranchuk17/10/1995Russia

Gli attaccanti 

Numero Nome Data di nascita Nazionalità
11Ademola Lookman20/10/1997Nigeria/Inghilterra
90Gianluca Scamacca01/01/1999 Italia
10El Bilal Touré03/10/2001Mali/Costa d'Avorio

Stipendi Atalanta: quanto guadagnano giocatori e tecnico

Ricapitoliamo gli stipendi dei giocatori e dell'allenatore dell’Atalanta per la stagione 2023/2024.

I portieri

Nome Stipendio Scadenza contratto
Juan Musso1,3 milioni2025
Marco Carnesecchi0,1 milioni2026
Francesco Rossi0,1 milioni2024

I difensori

Nome Stipendio Scadenza contratto
Berat Djimsiti0,8 milioni2026
Sead Kolašinac2 milioni2025
Rafael Toloi1 milione2024
José Luis Palomino0,8 milioni2024
Giorgio Scalvini0,3 milioni2027
Isaac Hien1,3 milioni2028

I centrocampisti

Nome Stipendio Scadenza contratto
Teun Koopmeiners1,5 milioni2025
Marten De Roon1 milione2024
Éderson2 milioni2026
Michel AdopoN/A2027
Davide Zappacosta1,3 milioni2025
Hans Hateboer0,8 milioni2024
Emil Holm0,2 milioni2024
Mitchel Bakker2 milioni2027
Matteo Ruggeri0,04 milioni2026
Charles De Ketelaere2,5 milioni2024
Mario Pasalic1 milione2025
Aleksey Miranchuk1,6 milioni2024

Gli attaccanti 

Nome Stipendio Scadenza contratto
Ademola Lookman1,8 milioni2026
Gianluca Scamacca3,2 milioni2027
El Bilal Touré1 milione2027

Quando gioca l’Atalanta in Serie A TIM: il calendario 2023/2024

Questo il calendario delle prossime partite di Serie A TIM dell’Atalanta per la stagione 2023/2024:

PartitaData
Atalanta-Fiorentina (rinviata)da definire
Cagliari-Atalanta7/04/2024 - ore 18:00
Atalanta-Verona15/04/2024 - ore 20:45
Monza-Atalanta21/04/2024 - ore 20:45
Atalanta-Empoli28/04/2024
Salernitana-Atalanta05/05/2024
Atalanta-Roma12/05/2024
Lecce-Atalanta19/05/2024
Atalanta-Torino26/05/2024
 

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