Le parole di Antonio Conte in conferenza prima di Copenhagen-Napoli che potrebbe decidere il destino degli azzurri in Champions League.
Momento delicato per il Napoli che, in piena emergenza, deve assolutamente vincere a Copenhagen.
Gli azzurri infatti sono ai margini della zona playoff e rischiano la clamorosa eliminazione dalla Champions League già nella fase campionato.
Mentre la formazione danese ha fin qui raccolto gli stessi punti, ovvero sette, e dunque spera di qualificarsi ai playoff.
Di seguito le parole di Antonio Conte in conferenza alla vigilia di Copenhagen-Napoli.
"Con i ragazzi il discorso è stato molto chiaro. Cerchiamo di concentrarci su chi c'è, trovando sempre delle soluzioni. Lo abbiamo fatto anche negli ultimi due giorni, mi auguro di portarlo in campo. Inevitabilmente bisogna cambiare qualcosa, nell'ultima gara abbiamo perso Politano e Rrahmani, anche Neres ha questo problema alla caviglia che non riusciamo a risolvere. Serve trovare le soluzioni senza piangersi addosso, concentriamoci su di noi e su quello che possiamo cambiare. Quando accadono cose imponderabili diventa difficile, ma sono fiducioso".
"Un vantaggio il fatto che il Copenhagen non giochi da dicembre? Mi sembra superfluo fare valutazioni sui problemi degli avversari. Non abbiamo pensato a questo, siamo tanto concentrati su di noi. Siamo reduci da un tour de force importante, giochiamo ogni tre giorni, questa mi sa che è la quarta gara in nove giorni. Una cosa assurda, chi fa il calendario dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e capire che si sottopongono i calciatori a stress fisici e mentali. Affronteremo un'ottima squadra, molto preparata fisicamente e tatticamente, in uno stadio bello caldo. Arrivano i nostri tifosi e siamo contenti, ci daranno una grossa mano".
"Le sensazioni sono quelle di sempre, positive, perché dispongo di un gruppo che ha sempre risposto in maniera importante, ancor di più nei momenti duri. Queste difficoltà stanno andando a crescere: speravo potessero diminuire, invece stanno aumentando. Questo però non deve crearci problemi, i ragazzi lo sanno. Abbiamo studiato il Copenhagen, conosciamo pregi e difetti: c'è un piano gara, domani ci giochiamo qualcosa di importante. Dovremo essere bravi: se alla fine lo saranno stati di più loro, saremo i primi ad applaudire. Di sicuro non arriviamo col capo chino, questo deve essere chiaro. Affronteremo la partita a testa alta e ci giocheremo le nostre chance".
"Siamo alla vigilia di una gara importante, non mi sembra opportuno parlare di cose esterne al contesto. C'è piena sintonia col club, abbiamo le stesse vedute. Sappiamo di cosa abbiamo bisogno e sono cose oggettive. Per il resto concentriamo tutte le energie sulla sfida di domani".
"Mi dà molto fastidio non essere in panchina, così viene meno il filo conduttore tra me e i ragazzi durante la partita. Una cosa è dare indicazioni fuori dal campo, un'altra è darle direttamente e far sentire alla squadra la propria presenza in tutti i momenti. I ragazzi e lo staff sono stati però bravi a sopperire a questa assenza. Per quanto riguarda i ragazzi come Vergara, Ambrosino, Marianucci, abbiamo portato anche due ragazzi della Primavera... Devono essere svegli e rimanere pronti perché abbiamo bisogno. Si sono allenati con noi e hanno fatto dei progressi importanti, giocare una gara nel Napoli vale giocarne 30 in Serie B. Giocarne una di Champions, forse, anche 60. Siamo contenti di averli con noi, devono essere pronti ad aiutare. Come ho detto ad Antonio (Vergara, n.d.r.): 'Noi ti aiuteremo, ma tu ci devi aiutare, perché se ti metto in campo è perché mi aspetto un aiuto'. Lui lo può fare, Ambrosino pure, sono pronti per darci una mano".
"Di Rasmus posso parlare solo in maniera fantastica. Ha soltanto 22 anni, ma secondo me ha grande margine di miglioramento. In 4-5 mesi è cresciuto molto tatticamente e fisicamente, capisce bene quando attaccare la profondità, come posizionarsi col corpo quando abbiamo la palla. Per noi è un calciatore importante, può diventare ancora più forte in futuro. Deve mantenere questa mentalità ed essere umile. Lui è fortunato perché può camminare insieme a un calciatore fantastico come Lukaku, che può insegnargli dalla sua esperienza. Sono felice di lui e lo è anche Napoli, è un ragazzo e calciatore fantastico".