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Guardiola ct azzurro, ecco perché la pista è ancora aperta

Gazzetta

Quel nome, in realtà, non ha mai smesso di solleticare l’interesse di chi sta immaginando un futuro (diverso) per il calcio italiano. L’idea Pep Guardiola ct azzurro è sempre stata qualcosa in più di una suggestione, già da quando - il 24 aprile scorso - la Gazzetta aveva titolato in prima pagina "Guardiola l’italiano". Lo spagnolo ha un profilo che piace non soltanto a Giovanni Malagò, candidato favorito alla presidenza Figc (l’altro, Giancarlo Abete, ha già fatto sapere che preferirebbe un italiano), ma anche a diverse personalità, pure all’interno della Lega Serie A, che nel mondo del pallone hanno voce in capitolo. L’Italia che sarà sta dunque pensando di provarci, nonostante Guardiola abbia già detto di volersi riposare almeno per un po’. 

Malagò non si è mai esposto sul nome del ct ("Sarei un irresponsabile a farlo"), ma ha parlato di "persone, pronte a mettersi in gioco di fronte a una situazione eccezionale". Una volta poi è sembrato rivolgersi direttamente a big come Guardiola: "Se la Nazionale ha ancora il fascino per attirare grandi allenatori? Assolutamente sì, altrimenti non mi sarei messo in gioco. Poi bisogna saper motivare le persone, a reputazione e la credibilità possono fare la differenza".

Insomma, qualcosa c’è, ma la trattativa è tutt’altro che facile. Il tecnico da 12 “scudetti” e 3 Champions League nella sua conferenza di addio al Manchester City è stato chiarissimo: "Ho bisogno di riposare. Devo vivere la mia vita ora, vedere che succede". La speranza di chi sta pensando (anche) al suo nome è che per uno come lui, abituato a mangiare il campo ogni giorno dell’anno, a vivere il lavoro come una missione quotidiana, il passaggio a selezionatore sia in qualche modo un compromesso tra la necessità di rifiatare e l’amore per quel rettangolo verde. Qualche margine di apertura c’è stato. Nel giorno in cui aveva ufficializzato di lasciare il City, l’agenzia di stampa LaPresse aveva battuto questa notizia: "Secondo fonti vicine all’allenatore, Guardiola si è detto disponibile a discutere un suo possibile incarico di ct della Nazionale italiana". Nessuna smentita. Ma come detto, non è una trattativa facile. 

Anche per questo continuano i sondaggi (altro non si potrebbe fare, visto che nessuno è ancora presidente) di gradimento e disponibilità. Rispetto a qualche tempo fa le quotazioni di Conte sono leggermente in calo, ma l’ex tecnico del Napoli è comunque un nome forte. Sarebbe un ritorno, esattamente come quello di Roberto Mancini che però si porta dietro il peso di quella rottura mal gestita. Lo ha detto lui stesso: "Mi sono pentito, allenare l’Italia è la cosa più bella che ci sia". I bookie danno entrambi a 2. Guardiola dopo le conferme di Abodi è arrivato a 9. Ma questi sono solo numeri. Come quelli degli ingaggi che, ciascuno in modo diverso, dovrebbero necessariamente scendere in modo importante. Quello che serve ora è passione. Una passione capace di andare oltre ogni cosa.

La conferma è arrivata ieri dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che deve aver intercettato qualcosa: "Guardiola ct dell’Italia? Bisogna capire se lui vuole permettersi l’Italia. Non è un sogno impossibile, fa parte delle soluzioni possibili. Allenatore e ct sono due mestieri diversi, occorre capire se vuole diventare anche un grande selezionatore. Ma un tecnico non fa una nazionale, bisogna associare un progetto di alto livello", ha detto a SkyTg24.