Il tecnico spagnolo ha sottolineato l’importanza di non stravolgere il DNA della squadra, nemmeno contro le grandi avversarie: "Voglio una squadra con una filosofia chiara".
Tra i recuperi della 16ª giornata, il match forse più atteso si giocherà allo stadio Sinigaglia, dove il Como ospiterà il Milan nella serata di giovedì 15 gennaio.
I lariani, una delle sorprese più piacevoli del campionato, puntano già a una qualificazione alle prossime coppe europee, a soli diciotto mesi dalla promozione in Serie A.
Alla vigilia della partita, in conferenza stampa, Cesc Fabregas ha ribadito l’importanza di non snaturare l’identità di gioco, anche contro una squadra in lotta per lo Scudetto.
Le principali dichiarazioni del tecnico del Como.
"Sfida contro Allegri? Domani la cosa più importante per me è la partita, in panchina è la Champions contro la Serie D. Allegri ha dimostrato tutto quello che è da allenatore, io non ho fatto niente e non c'è paragone. Ma domani noi dobbiamo andare a fare una bella prestazione, dobbiamo avere continuità del nostro gioco, continuare a crescere: è molto importante per noi. Vediamo che offre il Milan, ha giocatori impressionanti come Rabiot, Modric, Fofana, Pulisic. La lista è lunga. Noi dovremo essere il Como più forte se vogliamo vincere".
"Infortunati? Diao non è pronto, ha iniziato a correre e fa palestra. Morata sta meglio, Goldaniga è già uscito in campo, ad Addai manca un po'... Per le prossime partite siamo chi siamo. Siamo in pochi e tutti sono dentro".
"Avanti con le nostre idee? Sì. A me nessuno può confermare che se domani andiamo a difenderci tutti in area non si può perdere questa partita. Ho visto tante squadre perdere e farsi attaccare costantemente perché molli. Oggi voglio andare a letto e mi chiedo: "Come voglio perdere domani? Con paura o come vogliamo essere?". Dopo gestisci le cose, con la tattica, ma per me sta tutto qua. Una squadra con una filosofia chiara, con lo stesso messaggio. E non perché giochi contro di loro perché hai paura. Il giocatore lo sente. Non c'è stabilità, iniziano a dire alcune cose. Se cambi piccoli dettagli ok, ma la mentalità deve essere la stessa".
"Modric? Abbiamo giocato contro nella qualificazione di Champions League, io avevo 18 anni e lui 20 penso. Poi Arsenal-Tottenham, Barcellona-Real Madrid. Lui è un fuoriclasse. Non lo conosco benissimo, mi hanno parlato di lui, ma ci sono giocatori che si vede l'atteggiamento e l'umiltà, per la carriera che parla da sola. Ancora oggi fa la differenza, quando inizia a muoversi e ha tranquillità di muoversi è il numero uno. Il confronto da giovani? Quella volta me la ricordo perché ho fatto due goal. Ho abbastanza memoria. Normalmente quando giochi contro questi tipi di fuoriclasse, già si sapeva che Modric avrebbe avuto una grande carriera. Se lo farò marcare a uomo? Ovvio. Adesso con Nico Paz se lo lasci da solo...".
"Obiettivo Bernardo Silva? In futuro penso che la nostra filosofia sarà di andare avanti con gente giovane. Ogni volta meno gente di 30 e qualcosa anni. Se c'è un'opportunità importante si fa. Noi vogliamo ringiovani la squadra, avere un'età media. Non gente che ha già fatto, ma che deve ancora fare."