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Il dilemma Luis Enrique: dalla corte della Premier League al legame con club e tifosi, perché può lasciare il PSG e perché può rimanere

GOAL

I parigini stanno disputando una stagione di livello leggermente inferiore alla prossima e le voci sull'addio del loro allenatore si stanno sprecando: cosa c'è di vero.

Nonostante si sia di fatto escluso dalla corsa alla panchina del Real Madrid, Jurgen Klopp ha sottolineato che "il mercato degli allenatori è in fase di riorganizzazione" in questo momento. E gli addii in serie di Enzo Maresca, Ruben Amorim e Xabi Alonso lo confermano.

Il Chelsea ha promosso Liam Rosenior dallo Strasburgo, il Manchester United ha scelto Michael Carrick come manager ad interim fino alla fine della stagione. E se si considera che Arne Slot rimane sotto forte pressione al Liverpool, e che circolano voci secondo cui Pep Guardiola potrebbe dimettersi dal Manchester City prima della scadenza del contratto (2027), è facile capire perché Klopp si stia godendo il valzer delle panchine da "osservatore".

La cosa notevole, però, è che la situazione potrebbe diventare ancora più interessante: proprio Luis Enrique avrebbe messo gli occhi su uno dei posti più prestigiosi in Inghilterra. Ma lo spagnolo sta davvero pensando di lasciare il PSG, il club che ha portato alla gloria in Europa nella scorsa stagione?

"IMPEGNATI PER MIGLIORARE"

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La storica vittoria sull'Inter nella finale di Champions League della scorsa annata è stata il culmine di un progetto iniziato nel 2012, l'anno in cui il Qatar Sports Investments (QSI) ha assunto il controllo del club.

"Ieri ho dormito con la coppa - ha dichiarato il presidente del PSG e presidente della QSI Nasser Al-Khelaifi la mattina dopo la storica notte bavarese - Mi sono detto che forse era un sogno e quando mi sono svegliato mi sono detto: 'No, è vero!'".

Ma la natura della vittoria a Monaco suggeriva che l'Europa potesse anche assistere all'inizio di una nuova era di dominio. Il PSG infatti non aveva solo battuto l'Inter: l'aveva distrutta, e con un undici titolare che vantava un'età media di soli 25 anni.

"Abbiamo molti giocatori giovani, giocatori che hanno bisogno di crescere, e io sono uno di loro - diceva Désiré Doué dopo essere diventato il primo giocatore adolescente a segnare due gol in una finale - Cercheremo sempre di migliorare".

Era un pensiero terrificante per il resto d'Europa: con Luis Enrique alla guida, i talenti prodigio del PSG sembravano avere tutte le possibilità di realizzare il loro pieno potenziale.

"HA CAMBIATO TUTTO"

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È impossibile quantificare l'enormità dell'impatto che Luis Enrique ha avuto sul PSG dopo aver sostituito Christophe Galtier nell'estate del 2023. È, come lo ha descritto Achraf Hakimi, "l'uomo che ha cambiato tutto" nel club: anche il modo in cui i giocatori vedono il calcio.

Tuttavia, pur descrivendo l'ex ct della Spagna come un "genio" tattico con un occhio meticoloso per i dettagli che lo ha aiutato a diventare "un giocatore più completo", Hakimi ha ripetutamente elogiato le sue qualità come uomo. E non è l'unico a farlo.

"È un piacere lavorare con lui - ha detto Doué a Monaco - Tatticamente e mentalmente è un allenatore incredibile, ma è anche un essere umano incredibile". Secondo Vitinha, il dono più grande di Luis Enrique è quello di saper comunicare con i giocatori in modo significativo e "naturale".

CALO D'INTENSITÀ

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Queste testimonianze aiutano a spiegare perché i giocatori del PSG siano disposti a dare il massimo per il loro allenatore, giocando un calcio intenso e fatto di un pressing incessante. Non si può negare, però, il fatto che i parigini non si stiano completamente ripetendo in questo senso rispetto alla scorsa stagione, tanto da trovarsi al secondo posto in Ligue 1.

I campioni in carica sono a un solo punto dalla sorprendente capolista Lens, e sarebbe uno choc se non riuscissero a vincere il titolo abbastanza comodamente, data l'enorme differenza di qualità e profondità della rosa. Se riusciranno a mantenere il titolo continentale, invece, è tutto da vedere.

Il PSG ha dato il meglio di sé quando ha rimontato e battuto il Barcellona a ottobre, ma è stato poi surclassato dal Bayern prima dell'espulsione di Luis Diaz poco prima dell'intervallo nella gara meritatamente vinta 2-1 dai bavaresi all'inizio di novembre.

Nelle ultime settimane, inoltra, si è vista la formidabile linea d'attacco faticare a trovare la via del goal contro difese molto schierate, in particolare nel derby sorprendentemente perso 1-0 lunedì contro i rivali cittadini del Paris FC nei sedicesimi di finale della Coppa di Francia.

"UNA STAGIONE DIVERSA"

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Secondo Luis Enrique, comunque, sarebbe un errore dare troppo peso alla sconfitta nel derby: "Penso che sia una partita molto facile da analizzare. È stata una prestazione molto completa: abbiamo giocato molto bene e abbiamo dominato la partita, per cui non vedo alcun problema. Ovviamente bisogna segnare e noi non abbiamo segnato, ma questo è il calcio. Sono molto soddisfatto di ciò che ho visto sia dal punto di vista collettivo che individuale. Il risultato è ingiusto, ma dobbiamo accettarlo. Un avvertimento? Forse, ma siamo stati nettamente superiori per tutta la partita, per cui è un risultato strano".

Allo stesso tempo, Luis Enrique ha ammesso che questa è "una stagione diversa" per il PSG, nella quale lui stesso ha dovuto fare maggiore affidamento sui numerosi e promettenti prodotti del vivaio a causa di una serie di infortuni capitati alle stelle della prima squadra.

"Non ricordo una sola partita in cui tutta la rosa fosse a disposizione" ha detto Luis Enrique a novembre. Ed è chiaro che partecipare a sette diverse competizioni nel 2025 (sei delle quali vinte) ha avuto un pesante impatto sulla squadra. Era inoltre inevitabile che la mancanza di un adeguato programma di preparazione precampionato, causata dal raggiungimento della finale del Mondiale per club, alla fine avrebbe avuto ripercussioni negative.

"UNA PERSONA SPECIALE"

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C'è poi il timore legittimo che il PSG sia stanco mentalmente quanto lo è fisicamente. Marquinhos, ad esempio, ha parlato apertamente di aver attraversato "12 anni di difficoltà e sofferenza" prima di mettere finalmente le mani sulla Champions League, per cui un leggero calo di intensità non solo sarebbe possibile, ma anche del tutto comprensibile.

C'è anche il fatto che Luis Enrique è un allenatore incredibilmente esigente - basta chiedere a Kylian Mbappé - e non è un caso che non abbia mai trascorso più di tre anni nello stesso posto di lavoro. È quindi molto probabile che senta che è giunto il momento di mettersi alla prova in Premier League, avendo già lavorato in Liga e in Serie A prima di arrivare in Ligue 1.

"Lucho" è senza dubbio il tipo di personaggio di cui lo United avrebbe bisogno per ristabilire l'ordine all'Old Trafford. E non sorprende affatto sentirlo citare come possibile successore di Slot ad Anfield o di Guardiola all'Etihad. Lo spagnolo è tenuto in grande considerazione in Inghilterra, dove gli esperti si sono messi in fila per lodarlo dopo aver visto all'opera il PSG, privo di attaccanti, smantellare l'Inter all'Allianz Arena.

"Luis Enrique merita di essere menzionato insieme a Carlo Ancelotti, José Mourinho o Pep Guardiola? La risposta è sì - ha detto Steven Gerrard su TNT Sports - La squadra che ha messo insieme negli ultimi due anni può batterti in qualsiasi modo. Questo è un gruppo speciale di giocatori, ma sono allenati da una persona speciale".

IL LEGAME CON GIOCATORI E TIFOSI

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È altamente discutibile il fatto che Luis Enrique voglia davvero abbandonare il progetto PSG quest'estate. Non solo perché ha svolto un lavoro eccellente, ma anche perché, per sua stessa ammissione, ha sviluppato un "legame molto forte" sia con i giocatori che con i tifosi, che hanno reso omaggio in modo memorabile a sua figlia Xana, scomparsa all'età di nove anni nel 2019, poco dopo il fischio finale a Monaco.

Se vincere una Champions League fosse stato sufficiente per Luis Enrique, se ne sarebbe andato la scorsa estate. È chiaro che vuole di più. Il suo obiettivo dichiarato è "continuare a cercare di conquistare il mondo del calcio", ed è un obiettivo che condivide con Al-Khelaifi & Co., motivo per cui le recenti notizie secondo cui il PSG starebbe cercando di legarlo a un contratto "a vita" sembrano molto più plausibili di quelle che sostengono che abbia già deciso di non prolungare la sua permanenza al Parco dei Principi oltre l'estate.

Come ha affermato lo stesso Luis Enrique proprio questa settimana, "ci sono sempre voci che circolano sul PSG, molte delle quali sono fake news. Stanno cercando di destabilizzare i giocatori e la squadra, ma non ci riusciranno".

Se il mercato degli allenatori è in fase di riorganizzazione, Luis Enrique sembra ancora perfettamente soddisfatto della situazione in cui si trova nella Capitale francese. Il che è una cattiva notizia non solo per i rivali del PSG in Champions League, ma anche per quei club che sperano di strappare ai parigini il loro amato allenatore.