Il vuoto che lascia Rocco Commisso è trasversale perché è un fatto di cuore, d’affetto ma anche societario, con un futuro da scrivere e con persone che sono pronte a pensare al bene della Fiorentina. La città ora piange la sua perdita ma ha iniziato a farsi delle domande. Che cosa accade ora? Interrogativo inevitabile, nonostante il profondo dolore perché lui era il proprietario e presidente carismatico, instancabilmente attento a ogni dinamica del club. Ha chiamato sempre, quotidianamente, anche quando la salute non lo assisteva, per dare direttive o per un semplice saluto. Anche nelle ultime dichiarazioni Rocco Commisso ha sempre ripetuto, a chi glielo chiedeva ormai da tempo, che la società non è in vendita e che finché ci fosse stato lui, non avrebbe mai mollato. Sono anni che a Firenze circola la voce di un passaggio di proprietà che è sempre stato smentito come assolutamente privo di fondamento.
Accanto alla famiglia sono pienamente coinvolti i dirigenti: il direttore generale Alessandro Ferrari, che ha preso il posto di Joe Barone, scomparso il 19 marzo del 2024 e l’a.d. Mark Stephan che negli ultimi mesi ha intensificato la sua presenza a Firenze mentre la novità dal 4 febbraio sarà Fabio Paratici, ufficializzato da pochi giorni come nuovo direttore sportivo. Chiaro che a lui spetterà la parte della gestione tecnica, ma è chiaro che sarà importantissimo, come punto di riferimento anche a livello internazionale, nel periodo che attende la Fiorentina. Tutti insieme, ognuno con le proprie competenze, penseranno al futuro viola a cominciare dalle prime scelte che dovranno prendere una prima strada, ovvero se proseguire con la gestione attuale o se passare la mano. Ora è tutto prematuro perché il pensiero va soltanto a Rocco che tanto ha amato la Fiorentina e che avrebbe voluto per se stesso e per tutti i tifosi avere in sette anni molte più soddisfazioni, come la vittoria di un trofeo che non ha potuto sollevare.
Un legame fortissimo con i colori viola anche da parte di tutta la famiglia. A chi segue da anni la Fiorentina, non è sfuggito il fatto che nelle ultime settimane, al termine della partita, i messaggi che arrivavano alla squadra dagli Stati Uniti non erano più firmati dal solo Rocco ma anche dal figlio Giuseppe e dalla moglie Catherine con cui è sposato da 50 anni. A lei è dedicata la Chiesa all’interno del Viola Park ed è sempre stata la donna al fianco del presidente. In prima fila, anche senza parlare, sia alle partite che nella costruzione del centro sportivo di Bagno a Ripoli. Ora potrebbe toccare a lei, insieme agli attuali dirigenti, scegliere il futuro della Fiorentina, cominciando dal presente perché la formazione di Vanoli si trova nei bassifondi della classifica e serve prima di tutto raggiungere la salvezza. Commisso nel giugno del 2019 la pagò ai Della Valle una cifra intorno ai 150 milioni (il Viola Park è poi costato sui 120) ma negli anni sono stati quasi 500 i milioni spesi, fra sponsorizzazione Mediacom e le ricapitalizzazioni annuali. La società è ed è sempre stata finanziariamente forte, senza debiti e con tutti i paletti finanziari rispettati, nonostante i 92 milioni investiti la scorsa estate. In più c’è il Viola Park, gioiello voluto fortemente da Rocco Commisso per pensare al presente e al futuro del club.