Il Red Devils sollevano dall’incarico il tecnico portoghese dopo il pari con il Leeds: decisivi i contrasti interni e un progetto mai decollato.
Il Manchester United ha deciso di esonerare Ruben Amorim dopo 14 mesi alla guida della squadra, ponendo fine all’esperienza del tecnico portoghese con effetto immediato.
La decisione è stata presa dalla società britannica dopo il pareggio per 1-1 contro il Leeds a Elland Road, risultato che lascia i Red Devils al sesto posto in Premier League dopo 20 giornate.
La scelta è maturata all’interno del gruppo dirigente del club, in un contesto segnato da rapporti deteriorati e da un progetto tecnico mai pienamente condiviso.
Secondo quanto riferito da The Athletic, la decisione di esonerare Ruben Amorim è stata presa dalla dirigenza composto dall’amministratore delegato Omar Berrada e dal direttore sportivo Jason Wilcox, a seguito di una rottura nei rapporti interni con l'ormai ex allenatore portoghese.
Il Manchester United ha diramato poco fa un comunicato ufficiale:
"Ruben Amorim è stato sollevato dall'incarico di allenatore del Manchester United. Nominato nel novembre 2024, Rúben ha guidato la squadra fino alla finale di Europa League disputata a Bilbao a maggio.
Con il Manchester United attualmente al sesto posto in Premier League, la dirigenza del club ha preso con rammarico la decisione di procedere con un cambio alla guida tecnica, ritenendo che questo sia il momento giusto per farlo. L’obiettivo è offrire alla squadra le migliori possibilità di ottenere il miglior piazzamento possibile in Premier League.
Il club desidera ringraziare Rúben per il contributo fornito e gli augura il meglio per il futuro".
In attesa di un nuovo allenatore, il Manchester United ha affidare la panchina a Darren Fletcher, ex centrocampista del club e attuale allenatore dell’Under 18, che assumerebbe l’incarico ad interim a partire dalla trasferta di Burnley di mercoledì sera, con la nomina definitiva rinviata all’estate.
"Darren Fletcher assumerà la guida della squadra nella partita di mercoledì contro il Burnley" si legge nella nota ufficiale.
Ruben Amorim era arrivato a Old Trafford nel novembre 2024 lasciando lo Sporting Lisbona, operazione costata allo United 11 milioni di euro.
Il contratto del tecnico portoghese, valido fino al 2027 con opzione per un ulteriore anno, non aveva clausole di uscita agevolate e obbliga il Manchester United a versare al tecnico portoghese l’intero importo restante.
Dopo il pareggio con il Leeds, Amorim aveva lasciato trasparire pubblicamente le difficoltà nei rapporti con la dirigenza, sottolineando in conferenza stampa di considerarsi il “manager” e non un semplice “allenatore”.
Dichiarazioni che hanno accelerato una decisione già nell’aria, in un clima reso teso anche da divergenze su scelte tecniche, mercato e risultati.
Durante la sua gestione, Amorim è stato criticato per la rigidità tattica legata al suo 3-4-3.
A dicembre la squadra aveva provato altri sistemi di gioco in allenamento, ottenendo una vittoria contro il Newcastle con il 4-2-3-1 prima di tornare al modulo preferito.
Lo stesso Amorim aveva ammesso difficoltà nel reperire sul mercato i giocatori adatti al suo sistema, nonostante un investimento superiore ai 200 milioni di sterline nell’estate 2025, con gli arrivi di Sesko, Mbeumo, Cunha e del portiere Lammens.
Sotto la guida di Amorim, il Manchester United ha vissuto la peggior stagione di Premier League della propria storia recente, chiudendo al 15° posto con 42 punti.
Eliminazioni premature in FA Cup e Carabao Cup e la sconfitta nella finale di Europa League contro il Tottenham hanno completato una stagione senza trofei e senza qualificazione europea per la prima volta dal 2014.
Anche l’avvio dell’attuale campionato è stato il peggiore dal 1992/93, con soli sette punti nelle prime sei giornate.
La rottura definitiva è arrivata dopo che Amorim ha messo in discussione pubblicamente il supporto della dirigenza, costringendo il co-proprietario Jim Ratcliffe, in accordo con la famiglia Glazer, a optare per l’esonero.
La gestione Amorim solleva interrogativi anche sulle scelte strategiche di INEOS, che aveva sostenuto il tecnico portoghese nonostante i dubbi iniziali sul suo sistema di gioco e le difficoltà di adattamento alla Premier League.
L’esonero di Amorim dopo appena 14 mesi e in un clima di grande tensione rappresenta l’ennesimo capitolo amaro dell’era post-Ferguson, con sei allenatori permanenti avvicendatisi dal 2013 e oltre 50 milioni di sterline spesi dal club per esoneri.
Una situazione che continua a riflettersi sull’identità tecnica e sulla direzione futura del Manchester United.