Qualcuno lo ha già ribattezzato "tiro a Ciro". Un tempo era prerogativa del compagno e amico Lorenzo Insigne, ma anche Ciro Immobile ha nelle proprie corde il tiraggiro. Vedere per credere la perla estratta nell'amichevole di domenica contro la Virtus Verona.
Il nuovo centravanti del Bologna ha segnato così, con un destro rotante finito sotto l'incrocio dei veronesi, la rete del momentaneo 5-0 a 12 minuti dalla fine. L'amichevole non ha avuto storia, è finita 7-0, ma intanto è servita per ribadire come Immobile non abbia alcuna intenzione di mollare la presa sul campionato. Come ai tempi della Lazio.
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Immobile ne aveva fatti già due nella gara del proprio debutto con la maglia del Bologna, qualche giorno fa contro i dilettanti del Gitschberg. Anzi: era stato lui ad aprire le marcature stagionali della squadra di Italiano, trovando poi il raddoppio poco prima della fine del primo tempo.
Non c'è da stupirsi, forse. Perché le prime prestazioni di Immobile a Bologna, trattando con tutte le pinze di questo mondo la malleabilità di avversari poco impegnativi, vanno di pari passo con i sogni che l'ex idolo della Lazio tiene nel cassetto. E che presto spera di estrarre, per poterli nuovamente mostrare al mondo intero.
Immobile, ad esempio, non ha mai abbandonato il sogno di tornare in Nazionale. Il che potrebbe apparire paradossale, considerando che si sta parlando di un giocatore di 35 anni suonati, ma paradossale non è. In fondo è sempre il campo a parlare, come è giusto che sia. E i Mondiali in programma tra meno di un anno rappresentano uno stimolo bello grosso.
"Giocare i Mondiali per me significherebbe aver fatto una stagione positiva con il Bologna - ha spiegato l'ex laziale qualche giorno fa, durante la presentazione ufficiale a stampa e tifosi rossoblù - La Nazionale è un obiettivo". Anche "non ho sentito Gattuso, non mi ha chiamato".
I centravanti titolari dell'Italia in questo momento sono due. Ovvero i due migliori marcatori dello scorso campionato. Uno, Mateo Retegui, ha appena accettato di trasferirsi in Arabia Saudita; l'altro, Moise Kean, è rimasto alla Fiorentina. E poi c'è Lorenzo Lucca, appena passato al Napoli. Immobile dovrà scalare le gerarchie, segnare parecchio, dimostrarsi da Nazionale nonostante l'età avanzata. Non sarà semplice: manca dall'azzurro ormai da quasi due anni.
L'altro sogno che Immobile ha già iniziato a rincorrere a Bologna è quello di vincere la classifica marcatori. Ci è già riuscito addirittura quattro volte nel corso della propria carriera: tre con la Lazio, l'altra col Torino. Una di queste (2017/18) in coabitazione con l'interista Icardi.
"Nessuno ha mai vinto la classifica cannonieri per cinque volte, non nascondo che sia un obiettivo - ha confessato ancora Immobile durante la presentazione ufficiale - È un sogno che va coltivato con il lavoro di squadra".
Classifica marcatori e ritorno in Nazionale, del resto, vanno di pari passo. Una implica l'altra. Se Immobile segnerà come ai tempi della Lazio, il che in effetti è anche la speranza del Bologna, Gattuso non potrà ignorarlo. Prenderlo in considerazione per un clamoroso ritorno in azzurro, a quel punto, diventerebbe pressoché inevitabile.
Già, ma chi sarà il titolare tra Immobile e Santiago Castro, il gioiellino offensivo che a Bologna è riuscito a raccogliere egregiamente l'eredità di Zirkzee? Una bella domanda, considerando come le ambizioni di entrambi i giocatori siano le stesse.
Sia Immobile che Castro, diversamente da un Dallinga che ai nastri di partenza parte in seconda fila, hanno concrete possibilità di essere la prima scelta di Italiano. Di Ciro e dell'altro volto nuovo Federico Bernardeschi, arrivato pochi giorni fa da Toronto, l'allenatore ha detto dopo il successo contro la Virtus Verona che "ci portano esperienza in più" e che "hanno ancora voglia, fame, entusiasmo e motivazioni".
"Esperienza": questa è la parola chiave. Prendendo Immobile (e Bernardeschi), il Bologna ha alzato l'asticella delle ambizioni dopo la qualificazione in Champions League e il trionfo in Coppa Italia. L'ex biancoceleste consentirà a Castro di proseguire nel proprio percorso di crescita senza troppe pressioni sulle spalle. Anche se l'argentino ha dimostrato ampiamente di saperla reggere, la pressione.
Immobile o Castro, insomma, è un dualismo che al momento non ha ancora un vincitore designato. Il Bologna giocherà in campionato ma anche in Europa League, motivo per cui avere due centravanti di livello è praticamente indispensabile. Deciderà Italiano, deciderà il rendimento di entrambi tra il giovedì e il weekend.
L'unica certezza è che Immobile è tornato in Serie A carichissimo dopo l'unica annata al Besiktas. In Turchia ha iniziato alla grande, riprendendo il filo del discorso e il feeling con la rete dopo l'ultima stagione in chiaroscuro alla Lazio, poi ha un po' tirato il freno.
"L'anno scorso ho fatto 20 goal, non è stata una stagione deludente - si è difeso - Forse in carriera ho abituato con altre statistiche. Tuttavia avevo bisogno di stimoli differenti e dopo l'infortunio avevo già maturato l'idea di andarmene".
Il verdetto sovrano, ovviamente, verrà espresso dal campo. Solo con l'inizio della stagione si potrà avere un quadro più chiaro dell'effettivo apporto che Immobile darà al Bologna. Intanto l'ex cannoniere biancoceleste ha parecchi buoni motivi per dimostrare di essere ancora un calciatore di altissimo livello. E i primi segnali dalle amichevoli sono piuttosto confortanti.