Il centrocampista nerazzurro fermato da un lieve risentimento muscolare: il comunicato dell’Inter, le gare che perderà e le soluzioni di Chivu a centrocampo.
Le condizioni di Nicolò Barella tengono in apprensione l’Inter.
Il centrocampista nerazzurro si è fermato alla vigilia della sfida di Champions League contro il Borussia Dortmund e non è partito per la Germania, dove stasera la squadra di Chivu affronterà i gialloneri nell’ultima gara della League Phase.
Una defezione pesante che si aggiunge, come segnalato dallo stesso club, alle assenze già note di Hakan Calhanoglu e Denzel Dumfries e che obbliga Cristian Chivu a ridisegnare la mediana.
All’indomani dello stop, Barella si è sottoposto agli esami strumentali per capire l’entità dell’infortunio e valutare le tempistiche del recupero.
A fermare Barella, come riportato dall’Inter, è stato “lieve risentimento al muscolo psoas della coscia destra”, un problema muscolare avvertito durante l’ultima sessione di allenamento.
Il giocatore, come comunicato dal club, “si è sottoposto questa mattina a esami clinico-strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano” e le sue condizioni «saranno valutate giorno dopo giorno”.
Alla luce del quadro clinico, Nicolò Barella non verrà rischiato neppure nei prossimi impegni ravvicinati.
Il centrocampista non giocherà contro la Cremonese, nel prossimo turno di campionato, e con ogni probabilità resterà fuori anche dalla gara di Coppa Italia contro il Torino.
L’obiettivo del club è averlo a disposizione per la sfida di campionato contro il Sassuolo in programma l’8 febbraio, con l’intenzione di riportarlo stabilmente titolare nel successivo big match contro la Juventus.
Le scelte per Chivu si complicano ulteriormente per l’assenza di Calhanoglu, costringendo l’Inter a una mediana inedita nella serata tedesca.
La soluzione più probabile è rappresentata dall’impiego di Sucic nel ruolo lasciato scoperto da Barella, con Zielinski e Mkhitaryan a completare il terzetto centrale.
Una combinazione praticamente obbligata, resa necessaria dall’emergenza infortuni che colpisce il reparto nerazzurro proprio nel momento più delicato della stagione.