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Juve, abbiamo un problema. Anzi due: la crisi di David e Openda è senza fine

Gazzetta

Juve, abbiamo un problema. Forse due. Perché fra David e Openda non si salva nessuno: né il canadese, che si è divorato il rigore che avrebbe potuto cambiare la storia di Juve-Lecce, né il belga, poco lucido sulla ribattuta del palo di Yildiz - a due passi dalla porta - in quella che è stata l'ultima occasione del match. Spalletti ne viene fuori con le ossa rotte, soprattutto per l’assenza di alternative vere. Yildiz non può fare tutto da solo, e anche il contributo di Zhegrova e Conceiçao non è bastato fin qui per ammorbidire il pessimismo in continuo aumento sul mercato estivo per anticipare il futuro senza Vlahovic (in scadenza e ora infortunato). Milik non pervenuto.

David è in crisi profonda. In campionato ha segnato solo alla prima contro il Parma, poi basta. Le marcature nelle ultime due partite di Champions contro Bodo e Pafos hanno illuso: in realtà il canadese è quello che ha dato meno garanzie di rendimento finora. Spalletti ha provato a sostenerlo, lo ha fatto anche dopo l'errore dal dischetto col Lecce: un'esecuzione insufficiente per un calciatore di alto livello, del tutto improponibile per il calciatore più pagato della rosa (6 milioni a stagione) dopo Vlahovic. Per il 30 della Juve è il sesto errore dagli 11 metri su 32 calciati, il secondo degli ultimi tre dopo il gol mancato il 10 gennaio 2025 in Ligue 1 contro l'Auxerre con la maglia del Lilla. David non è il primo rigorista della Juve e non avrebbe dovuto presentarsi sul dischetto, ma Locatelli e Yildiz hanno deciso di assecondare una precisa richiesta del compagno che evidentemente sa di dover cambiare rotta alla propria stagione fin qui pessima, forse anche per aiutarlo a conciliarsi col mondo Juve che continua ad aumentare la pressione sul suo conto. Ben al di sotto delle aspettative il canadese, preso a parametro zero dopo un lungo corteggiamento negli ultimi mesi della scorsa stagione, e sulla stessa linea Openda, che nelle ultime settimane è apparso leggermente avanti nel gradimento di Spalletti. Anche l'ex attaccante del Lipsia però non ha impattato come ci si auspicava: appena 2 gol da quando è arrivato, uno in campionato e uno in Champions League, non rispecchiano un colpo da oltre 40 milioni.