Attaccante, giovane, brasiliano e, soprattutto, talentuoso: le caratteristiche per essere protagonista in campo ci sono tutte.
È stato Kaio Jorge l'ultimo giocatore che si era messo in mostra tra Copa Libertadores e Copa Sudamericana e resta in cerca di spazio anche in Serie A TIM con la maglia della Juventus. Purtroppo una serie di infortuni ha tenuto il giovane brasiliano lontano dal campo per molto tempo.L'impatto con il calcio europeo è sempre difficile per un giocatore sudamericano. In più, attorno a un attaccante brasiliano non possono che esserci sempre aspettative elevate. I tifosi sperano sempre di pescare un nuovo fenomeno, ma la realtà è che ambientarsi a un calcio diverso, soprattutto quello italiano, è tremendamente complicato.
È quello che è successo anche a Kaio Jorge, che nei primi mesi alla Juventus ha giocato meno di quello che lui stesso si aspettava. Fermato da un problema muscolare che lo ha fatto stare fuori fino a fine settembre, l'ex Santos era subito tornato a giocare e si è messo alla ricerca della miglior condizione fisica anche per convincere Allegri.

Il tanto atteso debutto in Serie A TIM è arrivato nel derby contro il Torino lo scorso 2 ottobre, con Kaio Jorge che è entrato nel finale. Un debutto arrivato quasi a tempo scaduto, con Allegri che lo ha inserito per far respirare la squadra, sfruttando le sue caratteristiche da attaccante capace di giocare spalle alla porta.
In tutto, alla sosta di novembre, il brasiliano aveva raccolto appena 4 presenze in campionato per un totale di 37 minuti, con la parentesi più importante arrivata nella sconfitta interna contro il Sassuolo.
Kaio Jorge ha pagato sin qui il rendimento troppo altalenante della Juventus. Con i bianconeri spesso vittoriosi "di corto muso", Allegri non ha avuto tante possibilità per mandare in campo il classe 2002 senza troppa pressione.
Kaio Jorge è comunque uno abituato a certe difficoltà, come tanti giocatori provenienti dal Sudamerica, avendo già giocato (e deciso) partite importanti in Brasile e nelle competizioni continentali sudamericane.
Proprio nel tentativo di fargli ritrovare la condizione migliore, la Juventus ha mandato Kaio Jorge a giocare con l'Under 23, la squadra bianconera iscritta al campionato di Serie C. Lo scorso 20 ottobre, Kaio ha giocato quasi per intero la partita con l'Albinoleffe (è rimasto in campo 88 minuti), segnando il gol del momentaneo 1-1 e fallendo anche un rigore.
Il suo primo gol italiano è quindi arrivato in Serie C, qualcosa di inatteso per un giocatore con le sue qualità, ma che può rappresentare un buon modo per rompere il ghiaccio con il calcio italiano, aspettando il suo primo gol in Serie A TIM.
Dopo il brutto infortunio, Kaio ha atteso oltre un anno per tornare in campo. Rinfrancato dalla prestazione nel match dell'Allianz Stadium tra Juve A e Juve B, il brasiliano ha scelto di firmare per il Frosinone per recuperare smalto e rilanciarsi. Anche in Italia. Il 22 ottobre, nella trasferta dei laziali contro il Bologna, porta a casa la prima presenza stagionale. Il 16 dicembre si sblocca in Serie A TIM contro il Lecce.
Kaio Jorge è nato il 24 gennaio 2002 a Olinda, nello stato brasiliano di Pernambuco. Come tanti talenti brasiliani, è su un campo da futsal, da calcio a 5, che inizia a giocare con il pallone tra i piedi.
A 6 anni comincia nel Nautico, rimanendo qui quattro anni e vincendo titoli in ogni categoria, dall'U6 all'U9, spesso con la fascia da capitano al braccio e arrivando a segnare quasi 100 gol.
Lasciato il Nautico, passa nell'altra squadra di Recife, lo Sport, la stessa in cui il padre Jorge Ramos aveva giocato nel 1999, e anche in questo caso il percorso è lo stesso: gol, titoli e fascia da capitano al braccio, ma presto Recife diventa troppo piccola.

Nel novembre 2012 viene portato dai genitori al Santos per un provino che viene superato brillantemente, dopo che anche il San Paolo aveva provato a prenderlo. “Dopo 5 minuti è stato preso – ricorda il padre -. Di solito, i ragazzi vengono testati per 5 giorni, ma lui già dopo il primo giorno era dentro”.
Quel che fa vedere in quel test, si continuerà a vedere in tutte le partite e negli anni successivi, tanto che dall'U11 all'U17, secondo i suoi stessi conti, Kaio Jorge segnerà più di 125 gol e risultando capocannoniere del Paulista U11, e U13 e chiudendo terzo nella classifica cannonieri dell'U15.
Dall'Under 15, il passaggio è diretto alla squadra Under 20, dove arriva a debuttare ad appena 15 anni, il 23 novembre 2017, e neanche un anno dopo, arriva direttamente l'esordio in prima squadra, nel settembre 2018, contro l'Atletico Paranaense.
Quel giorno diventa il sesto giocatore più giovane a esordire con i grandi, dietro a, tra gli altri, Pelé e Gabigol.
Un ragazzo così, che segna così tanto, diventa immediatamente protagonista anche a livello di nazionale giovanile. Kaio Jorge viene così convocato dalla nazionale brasiliana per il Sudamericano U15 nel 2017, che perderà in finale contro l'Argentina ma in cui comunque segnerà, per il Sudamericano U17 due anni più tardi e, soprattutto, per il Mondiale di categoria.
Al Mondiale, Kaio Jorge è protagonista con 5 gol, trascinando il Brasile alla vittoria del titolo e risultando il terzo miglior marcatore della competizione.
Lanciato da Cuca, chiuso da Sampaoli, di nuovo esploso con il ritorno di Cuca in panchina, Kaio Jorge conferma tra i grandi il proprio percorso da predestinato segnando al suo debutto in Libertadores il 3 marzo 2020 contro il Defensa y Justicia, arrivando poi fino alla finale della Copa persa solo contro il Palmeiras.
Il suo primo anno nella principale competizione sudamericana per club si chiude con 5 gol in 12 partite. In Copa Sudamericana, la storia è la stessa: segna al debutto contro l'Independiente, ripetendosi al ritorno all'Estadio Libertadores de America, trascinando il Santos ai quarti di finale.
Kaio Jorge è una punta centrale, spesso utilizzato da riferimento avanzato nel 4-3-3, non è il classico brasiliano tutto joga bonito. E' un attaccante che ama dialogare con la squadra, si abbassa spesso sulla linea dei centrocampisti, e ha una ottima tecnica di base che gli permette anche di far salire la squadra e difendere il pallone.
Alto 1 e 82, per il salto in Europa dovrebbe mettere su qualche chilo di muscoli, con il rischio però di appesantirsi e perdere un po' di velocità in progressione, uno dei suoi punti di forza quando attacca in profondità.
Caratteristica principale è però la capacità di lettura delle azioni e dei palloni in area di rigore, che gli permette di essere opportunista sottoporta, ma contemporaneamente ha bisogno di migliorare la propria freddezza negli ultimi metri, per non sprecare occasioni da gol che nel calcio europeo diminuiranno per la maggior attenzione delle difese.
In Brasile, ha sempre giocato da punta centrale, quindi alla Juventus di Massimiliano Allegri ha avuto la possibilità di giocare da punta nel 4-2-3-1 o del 4-3-3. Nel 4-3-3 del Frosinone può giocare largo o centrale.