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Kean, Dzeko, Gudmundsson e il dilemma di Pioli: chi sarà titolare nella Fiorentina? Tra i dualismi e la possibile coesistenza

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Ci sono un italiano, un islandese e un bosniaco, ma non è una barzelletta. Due sono arrivati un anno fa, il terzo ha iniziato a far loro compagnia da qualche settimana. Moise Kean, Albert Gudmundsson ed Edin Dzeko: sono loro tre i punti di riferimento offensivi di una Fiorentina che vuole cambiare marcia dopo una stagione a due facce.

Dzeko è stato riportato in Italia durante il mercato estivo dopo il biennio al Fenerbahçe, battendo la concorrenza di un Bologna che a sua volta gli aveva messo gli occhi addosso. Kean era già lì, non si è trasferito in Arabia Saudita e ora sta trattando il rinnovo. E Gudmundsson è stato acquistato a titolo definitivo dal Genoa dopo i primi 12 mesi trascorsi a Firenze a titolo definitivo.

Kean, Gudmundsson, Dzeko. Non necessariamente in ordine di gerarchie. Perché adesso Stefano Pioli, tornato in viola un lustro più tardi dopo aver guidato l'Al Nassr, si ritrova a dover gestire un bel dilemma, posto che la stagione dei gigliati proporrà nuovamente il doppio impegno campionato-Conference League e il turnover diventerà inevitabile: chi partirà in prima fila e chi invece dovrà recuperare terreno?

Come sarà composta, insomma, la coppia titolare della Fiorentina tra i tre che al momento partono in vantaggio rispetto agli altri (ci sono anche Beltran e i rientranti Nzola e Kouamé)?

KEAN INTOCCABILE

In pole position, naturalmente, c'è Kean. Ma in realtà non si parla di pole position: si parla di intoccabilità. E basta dare uno sguardo al rendimento della scorsa stagione, quella che ne ha segnato la portentosa rinascita, per comprenderlo senza troppi sforzi.

L'ex bianconero è rinato a Firenze dopo troppe stagioni di alti e basse e dopo un'annata da zero reti alla Juventus. Sotto la guida di Raffaele Palladino, che già lo avrebbe voluto a Monza, ha segnato 25 volte in 44 presenze tra tutte le competizioni, chiudendo al secondo posto dietro al capocannoniere Retegui nella classifica marcatori.

Kean si è riguadagnato un posto in Nazionale e ha attirato le attenzioni dell'Arabia Saudita. L'Al Qadsiah lo voleva, lui ha detto no. Per la gioia della Fiorentina, che se lo tiene stretto e ora punta a fargli firmare il rinnovo del contratto, togliendo o aumentando la clausola di 52 milioni presente al suo interno.

DZEKO O GUDMUNDSSON AL SUO FIANCO?

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Il vero dilemma è così un altro: ma chi sarà, tra Gudmundsson e il nuovo acquisto Dzeko, a far coppia con Kean nell'attacco della Fiorentina? A tal proposito ci sono dei pro e dei contro, e sono abbastanza evidenti per entrambi.

Gudmundsson è più giovane e di mestiere fa la seconda punta. Dunque, in linea teorica sarebbe perfetto per appoggiare Kean e permettere all'ex bianconero di dedicarsi alla fase puramente realizzativa. Il problema è che l'ex genoano arriva da una stagione in cui non ha convinto pienamente, tra problemi fisici e un rendimento tutt'altro che uniforme lungo l'annata.

Quanto a Dzeko, si tratta di una prima punta. Mobile fin quanto si vuole, ma pur sempre una prima punta. Che peraltro tra qualche mese (marzo 2026) compirà la bellezza di 40 anni. Il rischio che il bosniaco pesti i piedi a Kean costringendolo a giocare in maniera diversa rispetto all'anno scorso c'è.

Toccherà dunque a Pioli sbrogliare la matassa e risolvere il dilemma offensivo della Fiorentina. Con Kean decisamente in prima fila e Gudmundsson e Dzeko a giocarsi una maglia al suo fianco. Fermo restando che gli ultimi due potranno far coppia nelle partite in cui Moise non ci sarà, che si tratti di infortunio, squalifica o decisione di Pioli di farlo rifiatare.

DAL DUALISMO ALLA COESISTENZA

L'altra ipotesi, che in realtà rischia di sbilanciare troppo la Fiorentina, è quella di vedere in campo tutti e tre contemporaneamente. Come? Con Kean e Dzeko a formare la coppia offensiva e Gudmundsson a galleggiare alle loro spalle.

Così si sono presentati i viola al primo appuntamento del precampionato, vinta agevolmente (8-0) contro la Primavera gigliata. In quell'occasione Pioli ha schierato la Fiorentina con un 3-4-1-2, piazzando Gudmundsson dietro a Kean e Dzeko. Per la cronaca: gli ultimi due hanno segnato una rete a testa nel primo tempo, prima di essere sostituiti nella ripresa, mentre l'islandese è rimasto a secco.

Il test contro i giovani viola, naturalmente, lascia il tempo che trova. Già nelle amichevoli successive, vinte contro Grosseto e Carrarese, Pioli ha alternato Kean e Dzeko e non ha avuto a disposizione Gudmundsson, frenato da un problema fisico. Si attende, insomma, un banco di prova più arduo per capire se il tridente possa essere qualcosa più di una soluzione d'emergenza a partita in corso.

PIOLI: "POSSONO GIOCARE TUTTI ASSIEME"

E Pioli cosa ne pensa? Anche di questo ha parlato il vecchio/nuovo allenatore della Fiorentina, presentato ufficialmente a stampa e tifosi a metà luglio: della possibilità di vedere in campo contemporaneamente i tre tenori.

"Non saremo sempre gli stessi ma l'idea di farli giocare tutti insieme c'è, credo possano stare insieme in campo. Non dobbiamo pensare a ruoli e posizioni, l’importante è avere tanti giocatori di qualità e di gamba. Credo che non si debba parlare più di sistemi di gioco, difesa a tre o a quattro sono solo numeri iniziali. Vogliamo mettere in campo giocatori di qualità".