Durante le feste Joao Cancelo ha addentato solo mezza fetta di torta. Ha deciso metà del proprio futuro e, per questo, non rimetterà piede in Arabia Saudita per i prossimi sei mesi. Manca ancora il secondo morso, la scelta più importante: il portoghese deve decidere in quale big europea porterà questo talento selvaggio, imprevedibile, da qui al Mondiale nordamericano.
All’inizio, quando la ferita della rottura con Simone Inzaghi era ancora calda, Joao si vedeva esclusivamente a Barcellona, città conosciuta per una stagione non esaltante prima di finire nella prigione dorata saudita. Poi, però, è arrivata l’Inter e nel deserto è stata tempesta: si è inserita a sorpresa tra le debolezze dei conti catalani, non prima di aver verificato la disponibilità dell’Al-Hilal a dare una mano nell’affare (per quanto possibile). I blu di Riad sono un club amico che solo sei mesi fa ha potuto accogliere senza alcun reale ostacolo l’allenatore che era sotto contratto con i nerazzurri. E che, in contemporanea, vorrebbe riempire di milioni anche Francesco Acerbi, fedelissimo di Inzaghi: il 37enne, appena rientrato da infortunio, però, si vedrebbe bene in Medio Oriente più al termine della stagione che adesso.
Insomma, nelle ultime ore, Joao ha toccato con mano quanto la volontà nerazzurra di arruolarlo in un tempo brevissimo sia superiore rispetto a quella dei blaugrana, come sempre imprigionati tra gli steccati del fair play finanziario: la diversa prospettiva delle due società ha un peso enorme in una partita ancora aperta. In ogni caso, tornare a Milano, lì dove ha iniziato a brillare davvero nel 2017-18, è una prospettiva che stuzzica sempre più Joao. L’idea matura ora dopo ora, anche perché lo stesso esterno 31enne ha saputo quanto l’ostacolo economico del suo stipendio sia, per l’Inter, meno insormontabile di quanto potesse sembrare all’inizio. I nerazzurri hanno infatti verificato una prima, decisiva apertura dei blu di Riad: l’Al-Hilal, che ha in mano il cartellino di Cancelo fino al 2027 con stipendio da 15 milioni netti più bonus, potrebbe effettivamente contribuire al pagamento di una parte abbondante del maxi-ingaggio che resta da qui a giugno. Da parte saudita è, infatti, davvero forte la volontà di liberarsi quanto prima di un problema esploso pericolosamente nel mezzo dello spogliatoio di Simone: tra il portoghese e Inzaghi volano stracci dall’inizio e, dopo un infortunio, Cancelo è sceso nelle gerarchie fino a essere escluso dalla lista per questo 2026. Il passaggio sullo stipendio è strategico e regala ottimismo ai dirigenti interisti: l’Inter potrebbe pagare massimo 3 milioni al netto, ma gli altri 4,5 restanti sarebbero oneri ancora in capo ai sauditi. In ogni caso, finché tutti i pezzi del puzzle non si saranno per magia incastrati, è impossibile dare per scontato qualsiasi sviluppo. Vista dalla prospettiva nerazzurra, l’operazione è comunque fattibile, perfino “facile” nella struttura, ma non ci si potrà spingere oltre finché il giocatore non scioglierà la riserva nei prossimi giorni. In questo scenario, è la variabile tempo a essere decisiva: il blitz da guerra lampo serve all’Inter per evitare che altre big del Continente si lancino sulla preda, senza considerare il fatto che va riempita quella voragine aperta a destra dall’infortunio di Dumfries. Lì l’altalenante Luis Henrique non può cantare e portare la croce da solo per altri due mesi.
Sotto traccia, dunque, i nerazzurri fanno tremendamente sul serio e vanno pure di gran fretta: vorrebbero rivedere il loro ex giocatore ad Appiano già nei primi giorni di gennaio perché va verificata la forma fisica e dietro l’angolo, l’11, c’è la guerra dei mondi contro il Napoli e lì servirebbe aggiungere quante più frecce all’arco. Mentre discutono di cifre con i sauditi, il presidente Beppe Marotta e il ds Piero Ausilio sono comunque in strettissimo contatto con Jorge Mendes, il super-agente che ha buoni uffici a Milano, ma buonissimi pure in Catalogna. Governa la carriera di Cancelo sin dai tempi in cui l’esterno debuttava con il Benfica e ha passato le feste al telefono con i manager nerazzurri (ma anche con la Juve che ha chiesto info senza, però, avanzare): i telefoni sono squillati nell’ultimo giorno del 2025 e anche nel primo del 2026. Lo stesso Mendes, come anche Joao, ha vissuto come una grave onta l’esclusione dalla lista saudita e pretende che il nuovo club creda davvero nel talento portoghese. Servono manifestazioni pratiche di fiducia: da Milano ne stanno arrivando parecchie, da Barcellona assai meno.