L'attaccante non si era allenato tutta la settimana per motivi personali ma è entrato nel finale e ha deciso Fiorentina-Cremonese, Vanoli rivela: "Gli avevo detto che non l'avrei portato neanche in panchina".
La Fiorentina ottiene la seconda vittoria nelle ultime tre partite e torna in piena corsa per la salvezza.
A decidere la sfida casalinga contro la Cremonese, in pieno recupero, è stato Moise Kean che però non avrebbe dovuto essere della partita.
Paolo Vanoli, al termine della gara, ha infatti rivelato di aver deciso di convocare l'attaccante solo nelle ore immediatamente precedenti a causa di un infortunio.
Ma perché Kean ha rischiato di saltare Fiorentina-Cremonese? E perché alla fine ha giocato?
Durante la settimane Moise Kean ha usufruito di un permesso concesso dalla Fiorentina per problemi personali.
L'attaccante, di fatto, non si è quindi mai allenato insieme ai compagni al Viola Park dove è rientrato solo alla vigilia della gara contro la Cremonese.
Paolo Vanoli, al termine di Fiorentina-Cremonese, ha confessato che Kean non doveva neppure andare in panchina.
"Kean aveva un accordo con la società da tempo che non si poteva più rimandare. Il ragazzo è andato e io gli ho detto che per rispetto del gruppo non lo avrei neanche portato in panchina" ha spiegato l'allenatore viola.
Alla fine però Vanoli ha deciso di convocare Moise Kean portandolo in panchina. Ma perché l'allenatore viola ha cambiato idea?
"Dzeko stamani si è fatto male, Kean ha lavorato forte e ho deciso di portarlo in panchina. Non c'è stato nessun caso. È inutile buttare m***a su queste situazioni, che già ne abbiamo tanta. E chiariamo: non sarebbe venuto in panchina non perché non era con noi, ma per rispetto del gruppo" ha sottolineato Vanoli in conferenza.
Dopo il goal che ha deciso la partita tra Fiorentina e Cremonese in pieno recupero c'è stato un caloroso abbraccio tra Vanoli e Kean.
Un gesto che l'attaccante ha commentato ai microfoni di DAZN: "C'era tanto fuoco in quell'abbraccio che poi è la cosa buona che il mister ci trasmette, è un ottimo mister e possiamo fare tante buone cose insieme. Il permesso? Non ho sentito nessuna voce io, i compagni e la società mi hanno sempre aiutato e in questa settimana ero sempre concentrato su quello che dovevo fare".
Mentre il tecnico in conferenza ha scherzato: "Dopo il goal avrei voluto esultare con lui, non fossi stato influenzato avrei fatto anche il balletto con lui".