La netta vittoria della Juventus contro il Napoli passa ancora una volta da una super prestazione difensiva della squadra di Spalletti, capace di concedere pochissime vere occasioni da goal agli avversari.
Per la Juventus vincere un match di Serie A contro il Napoli senza subire goal è sempre qualcosa di speciale, soprattutto se si considera che nelle ultime dieci stagioni ci è riuscita soltanto tre volte.
Il successo per 3-0 assume un valore ancora maggiore: un risultato che non si verificava dal novembre 2013, quando sulla panchina bianconera sedeva Antonio Conte.
La squadra di Luciano Spalletti, però, non è solo attacco. Anzi, la chiave della svolta della stagione bianconera passa proprio dalla profonda rivoluzione attuata nella fase difensiva.
L'avvio di stagione della Juventus è apparso a lungo come una vera e propria montagna russa, complice una fase difensiva che faticava spesso a contenere le iniziative degli avversari.
Dopo i due successi contro Parma e Genoa senza subire reti, infatti, i bianconeri hanno iniziato a concedere troppo.
Quindici gol incassati in undici partite: numeri eccessivi non solo per una squadra che ambisce allo Scudetto, ma anche per chi punta semplicemente a un posto tra le prime quattro.
La stagione della Juventus è cambiata inevitabilmente con l’approdo di Spalletti sulla panchina, con il tecnico toscano che ha subito posto al centro l’attenzione sulla difesa.
Non è stato semplice sistemare un reparto in difficoltà, ma grazie al lavoro quotidiano le risposte non si sono fatte attendere.
Dal suo arrivo, tra le squadre dei cinque grandi campionati europei impegnate anche nelle competizioni continentali e con almeno 15 partite disputate, la Juventus è quella che ha subito meno reti: appena 11.
Spalletti, però, non è arrivato a Torino con il tocco magico di Re Mida: non poteva trasformare in oro una situazione già di per sé complicata.
Ci è voluto tempo, e nel mezzo è stato necessario toccare il punto più basso della sua gestione: la sconfitta al Maradona contro il Napoli.
Da quel momento, però, è arrivata la vera svolta: il passaggio definitivo alla difesa a quattro e una maggiore aggressività senza palla, che hanno permesso di pressare gli avversari più alti e ridurre quasi a zero le loro occasioni da goal.
Da quel ko al Maradona, la Juventus ha vinto sette gare tra tutte le competizioni senza subire reti, al pari del Barcellona e meglio di qualsiasi altra squadra a livello europeo.
La parentesi di Cagliari resta l’eccezione che conferma la regola: i bianconeri hanno dominato per 90 minuti, non hanno concesso nulla e hanno subito l’unica rete sul solo tiro in porta degli avversari.
Non è facile trovare un giocatore che stia nettamente rendendo al di sotto delle aspettative: forse l’unico è Cambiaso. Ma è fondamentale individuare chi, invece, permette a tutto il resto di funzionare al meglio.
Senza dimenticare le prestazioni sempre convincenti di Kalulu e Kelly, insostituibili in questa stagione, la chiave passa dal centro, dal cuore pulsante del campo, tra Bremer e il centro del centrocampo.
Se da una parte il brasiliano continua da anni a fare la differenza, rallentato solo da problemi fisici importanti, dall’altro Spalletti sta man mano “tagliando e lucidando” una coppia di centrocampo che inizia ad assumere la forma di un diamante.
Thuram e Locatelli stanno esprimendo la loro migliore versione dall’arrivo in bianconero: per il francese era solo questione di tempo, vista la ridotta continuità a disposizione, mentre per il capitano l’arrivo di Spalletti ha rappresentato una vera e propria svolta nella carriera.
Nonostante le incomprensioni ai tempi della Nazionale, il tecnico bianconero ha saputo mettere Locatelli al centro del suo gioco: l’ex Sassuolo rende finalmente al meglio, trasformando i fischi dell’Allianz Stadium in standing ovation.
Questi tre giocatori hanno un ruolo fondamentale nella manovra difensiva della squadra e, ad oggi, difficilmente si può immaginare la Juventus senza di loro.