La pesante sconfitta subita in finale di Champions League contro il PSG resta una ferita ancora aperta per l'Inter.
Difficile d'altronde digerire quanto accaduto a Monaco, dove i nerazzurri sono stati letteralmente travolti ben oltre ogni più pessimistica previsione della vigilia.
A cercare di spiegare cosa sia successo quella sera all'Inter è Henrikh Mkhitaryan. L'armeno è intervenuto durante il Festival dello Sport di Trento.
"A Monaco ci siamo bruciati perché, opinione mia, le partite super contro Barcellona e Bayern ci hanno portato a pensare che potevamo vincere anche col PSG e lì è stato sbagliato tutto" ammette Mkhitaryan.
Secondo l'armeno anche le voci sul futuro di Simone Inzaghi non hanno aiutato l'Inter nella preparazione della finale contro il PSG: "La gente parlava più del fatto che Inzaghi potesse andare via che del fatto che eravamo in finale di Champions. Magari un po' ci ha disturbato. Tu pensi 'ma scusate, siamo in finale di Champions e parlate di altro?'".
Quando gli si chiede se sia più forte il trauma o l'orgoglio per essere arrivati in finale, Mkhitaryan risponde sinceramente: "Tutti e due. Quello che fai è un percorso molto difficile, non si arriva in finale di Champions dalla prima giornata senza fare nulla. Sono orgoglioso per la stagione fatta ma abbiamo perso tre titoli in tre settimane".
Mkhitaryan in ogni caso spende parole importanti per Simone Inzaghi, molto più di un semplice allenatore: "Sono stati tre anni bellissimi, mi ha dato una seconda giovinezza perché a 36 anni giocare tutte le partite ti fa sentire importante. Ma quando a Udine, uscii dopo 32 minuti pensai: 'Magari ho trovato 'Magari ho trovato un altro che si comporterà male con me'. Ma non sapevo della sua abitudine di sostituire gli ammoniti... Inzaghi è padre, allenatore, amico; conosce il calcio, puoi parlare di tutto con lui come fosse un amico pur conoscendo i limiti. Quando è andato in Arabia l'ho ringraziato per questi tre anni perché è stato fondamentale per questa Inter, un giorno lo riabbraccerò".