Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 15 luglio, un fiume di circa diecimila tifosi della Lazio ha invaso pacificamente il centro storico di Roma, sfilando da Largo Corrado Ricci fino al Campidoglio per manifestare contro il presidente Claudio Lotito e chiedere un intervento delle istituzioni.
La protesta, organizzata dalla Curva Nord e preannunciata nei giorni precedenti con un comunicato ufficiale del tifo organizzato biancoceleste, ha espresso un chiaro dissenso verso una gestione societaria giudicata fallimentare, a partire dall’assenza di investimenti sul mercato estivo fino all’indeterminatezza del progetto per lo Stadio Flaminio.
Una delegazione di tifosi è stata ricevuta in Campidoglio dall’assessore allo Sport Alessandro Onorato per un colloquio durato circa quaranta minuti.
La manifestazione ha preso avvio alle 18:30 da Largo Corrado Ricci, nel cuore di Roma, per poi snodarsi lungo via dei Fori Imperiali fino a raggiungere il Campidoglio.
Sin dalle prime battute del corteo è stato evidente il carattere politico della protesta: in testa, uno striscione recitava “La politica ce lo ha messo, la politica lo deve togliere”, alludendo al ruolo ritenuto determinante di certe istituzioni nell’ascesa e nella permanenza di Claudio Lotito alla guida della Lazio.
Una volta giunti in Campidoglio, una delegazione della Curva Nord è stata accolta dall’assessore allo Sport del Comune di Roma, Alessandro Onorato, con cui ha avuto un incontro durato circa quaranta minuti.
I partecipanti hanno ribadito il proprio dissenso verso l’attuale gestione del club, sottolineando l’urgenza di una presa di posizione da parte delle autorità cittadine.
Tema centrale dell’incontro con l’assessore Onorato è stato il futuro dello Stadio Flaminio. I tifosi hanno ribadito la volontà di vedere la Lazio tornare a giocare nello storico impianto romano, definendolo “casa nostra” e lamentando la mancanza di chiarezza da parte della società.
Dall’incontro è emersa una doppia notizia: positiva, la conferma che la Lazio ha presentato a dicembre un progetto per la riqualificazione dello stadio; negativa, la totale incertezza sui tempi di attuazione.
I rappresentanti della Curva hanno espresso preoccupazione per la gestione temporale e comunicativa della società, affermando: “Non possiamo essere svenduti e trattati come tifosi di Serie D da questo personaggio”.
Hanno inoltre sollecitato il Comune a prendere posizione qualora la società non dovesse fornire risposte concrete.
Proprio nel giorno della protesta, la Lazio ha diffuso un comunicato ufficiale per smentire categoricamente le voci su una possibile cessione del club da parte di Lotito.
La nota definisce tali indiscrezioni “ricostruzioni del tutto infondate, false e gravemente lesive della reputazione delle società coinvolte”.
Secondo il comunicato, la diffusione di notizie senza alcun riscontro concreto e basate su presunte “confidenze” costituirebbe un caso di “aggiotaggio informativo” volto a interferire sul mercato di una società quotata.
La risposta del club arriva in un momento particolarmente teso, mentre il fronte della contestazione si amplia anche oltre i confini nazionali.
La tensione tra la tifoseria e Claudio Lotito ha radici profonde e si è accentuata ulteriormente durante l’estate 2025, in particolare a causa della totale immobilità sul mercato e dell’assenza di comunicazioni da parte della società.
La manifestazione del 15 luglio è stata preceduta da un comunicato firmato dai gruppi organizzati della Curva Nord, nel quale si denunciava una “gestione svalutante” e si chiedeva un cambio di rotta deciso.
“È arrivato il momento di sensibilizzare qualsiasi organo politico possibile”, si legge nel documento, che invita le istituzioni a prendere posizione per “restituire a questa città e a questa tifoseria una squadra all’altezza del suo valore storico”.
Il tutto è avvenuto nel rispetto delle regole e del decoro urbano, come specificato dagli stessi promotori che hanno invitato i partecipanti a non portare torce, fumogeni o petardi e a non danneggiare strade o monumenti.
Con la manifestazione di Roma si è consumato un nuovo capitolo della frattura ormai evidente tra Claudio Lotito e la tifoseria biancoceleste.
La partecipazione di massa al corteo, la mobilitazione a livello europeo, la richiesta formale di un intervento politico e l’insoddisfazione generale verso l’operato societario testimoniano un malessere diffuso e profondo.
Resta ora da capire se e come il presidente Lotito intenderà rispondere a questa nuova ondata di contestazione.