La bussola interista di questo inizio gennaio schizza da ovest a est: è puntata su due città agli antipodi, Barcellona e Istanbul. I nerazzurri aspettano una mossa catalana, in un certo senso “dipendono” dai blaugrana per riaprire la fascia destra all’agognato Joao Cancelo, ma nello stesso tempo sono in contatto con la metropoli turca, dove reclamano con intensità crescente Davide Frattesi. Da settimane ormai la mezzala nerazzurra sa dell’interesse dei giganti di Turchia e aveva sempre chiuso a questa possibilità, ma nelle ultime ore la situazione è cambiata: l’azzurro riflette seriamente di fronte alla proposta golosa del Galatasaray, uno stipendio che con i bonus arriverebbe a 5 milioni netti a stagione. Decisamente di più dei 3 percepiti adesso. Nello stesso tempo, però, il Gala ha iniziato a muoversi anche con l’Inter, superando il Fenerbahce. Ancora nessuna un’offerta ufficiale, ma i dirigenti nerazzurri stanno ragionando con i colleghi intorno a una valutazione di 35 milioni.
Da tempo Frattesi considera questa come l’ultima stagione nerazzurra: l’ultima altalena fisica, tra ernie plurime e adduttore ballerino, ha reso il viaggio più zoppicante del previsto. Davide si è quindi convinto che già questa finestra sarebbe la migliore per fuggire altrove. Anche il maxi-ingaggio vagheggiato dal Gala serve a farlo tentennare; adesso non c’è più il precedente altolà alla Turchia. "La nostra strategia è che se un giocatore vuole andare via, ci si confronta e valutiamo. Frattesi non è in questa condizione. Non abbiamo ricevuto proposte ufficiali ma siamo aperti a confronti...", ha ammesso il presidente Beppe Marotta, ieri prima del Bologna.
L’altra parte dell’incastro riguarda le condizioni dell’affare: i turchi vorrebbero un prestito oneroso da 5 milioni con diritto di riscatto da 30, che potrebbe diventare obbligatorio a certe condizioni. Su questo punto, però, l’Inter punta ad agganciare subito un obbligo definitivo. O, al massimo, che le condizioni decise in partenza siano "scontate" da raggiungere. Insomma, serve la certezza di prendere il bottino pieno, per poi reinvestirne eventualmente una parte, ma solo a certe condizioni: l’esigenza di un centrocampista fisico modello Koné rimane, ma a gennaio è difficile trovare un profilo di livello. Si cercano opportunità, senza contare che anche a destra va coperta la voragine lasciata dall’infortunio di Dumfries: lì l’obiettivo è solo uno. Nella telenovela Cancelo, però, il pallino continua a passare di mano: prima dall’Al-Hilal a Joao poi al Barcellona, sempre con l’Inter sul trespolo, in attesa tattica ma fiduciosa. Se di fronte al pressing dell’influentissimo agente Jorge Mendes, il presidente Laporta aggirasse le strettoie del FFP e votasse sì all’esterno, allora ciao Joao. In caso contrario, il portoghese tornerebbe in nerazzurro, per un impiego costante su entrambe le fasce e, nello stesso tempo, uno tra Acerbi e De Vrij raggiungerebbe papà Inzaghi. "Stiamo approfondendo la questione Cancelo, vediamo cosa succederà, è una situazione molto particolare...", ha ammesso Marotta.