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Napoli-Milan e la sliding door di Hojlund: da quasi rossonero ad azzurro

GOAL

Le dinamiche di mercato hanno portato Rasmus Hojlund a sfiorare il Milan per poi dire sì al Napoli: alla base, condizioni d'acquisto e infortunio di Lukaku.

Rasmus Hojlund la sfida di Supercoppa tra Napoli e Milan avrebbe potuto giocarla con una maglia diversa.

Invece il mercato ha detto e prodotto altro, lo ha portato al Sud col tricolore sul petto, sfiorando soltanto storia e fascino di un Diavolo che ha tentato l'approccio col danese in maniera concreta orientandosi poi verso strade differenti.

E allora Rasmus da Old Trafford si è ritrovato nel tempio che fu di Diego, chiamato a non far rimpiangere un figlioccio calcistico di Antonio Conte come Romelu Lukaku e parallelamente a rilanciare  le proprie ambizioni dopo la parentesi opaca vissuta in quel di Manchester.

PERCHÉ HOJLUND NON È ANDATO AL MILAN

Le sessioni acquisti e cessioni regalano storicamente colpi di scena, in un senso o nell'altro: è stato il caso di Hojlund, vicino al Milan ma mai approdato alla corte di Massimiliano Allegri.

Dinamiche, opportunità, valutazioni, scelte: alla base del mancato acquisto dello scandinavo da parte dei rossoneri, le condizioni d'acquisto stabilite dallo United non avallate da Tare & co.

NO ALL'OBBLIGO DI RISCATTO

Per mettere le mani sull'ex atalantino occorreva inserire un obbligo di riscatto che trasformasse il prestito in investimento a titolo definitivo, ma la volontà dei Red Devils non ha collimato con quella del Diavolo.

Nei piani del Milan il sì al colpo Hojlund era subordinato ad un diritto d'acquisto, utile a riservarsi la facoltà di farne proprio il cartellino solo tirando le somme della stagione che il danese sarebbe andato a disputare: un muro, dunque, rivelatosi decisivo ai fini della fumata (rosso)nera con gli inglesi.

VIRATA SU NKUNKU

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Rasmus rappresentava un profilo gradito come lo erano stati Boniface, Dovbyk, Harder e Vlahovic, invece l'ultima virata ha consegnato a Max un attaccante di movimento: Nkunku. Ad oggi, a giudicare dall'ottimo impatto del francese sulla scia del 3-5-2 'liquido' che sta proiettando in alto il nuovo corso, una scelta azzeccata.

PERCHÉ IL NAPOLI HA PRESO HOJLUND

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E allora niente Milan per Hojlund, che invece ha fatto capolino all'ombra del Vesuvio. Gli azzurri - come ammesso dallo stesso Conte - hanno dovuto rivedere le proprie strategie sul gong della finestra estiva per far fronte al guaio muscolare occorso a Lukaku, che ha privato il mentore della sua certezza alla voce centravanti.

Ecco spiegato l'all-in sul danese, col ds Manna a tessere la tela col Man Utd seduta stante per consegnare un nuovo 9 al tecnico salentino: negoziazioni non semplici, tira e molla tra domanda e offerta, ma alla fine operazione in porto.

50 MILIONI DI MOTIVI PER DIRE SÌ

Il club di De Laurentiis, ritrovatosi alle strette a causa del lungo stop di Big Rom, ha assecondato le richieste dei Diavoli Rossi: prestito oneroso con obbligo di riscatto e pacchetto complessivo da 50 milioni (6 + 44), una chiave di volta che ha soddisfatto la società proprietaria di Rasmus al culmine di un summit a cui ha preso parte anche Conte.

"PREMIER CAMPIONATO DI RIFERIMENTO"

"Hojlund è un ragazzo che era già stato in Italia, un 2003 - ha evidenziato il ds Giovanni Manna a DAZN dopo il suo acquisto - Purtroppo il ko di Lukaku è stato un fulmine a ciel sereno, ma abbiamo avuto la fortuna di avere a disposizione nel mercato un calciatore importante e l'abbiamo preso".

"La Premier è un campionato di riferimento per tanti motivi, il Napoli deve ambire ad acquistare dei giovani prospetti e dei calciatori forti. E lì ci sono calciatori forti".

SLIDING DOOR A RIAD

Il cash messo sul tavolo dal Napoli e l'entusiasmo manifestato dal ragazzo a chi siede in panchina hanno fatto la differenza, portando Hojlund a vivere la supersfida col Milan all'insegna di una sliding door in piena regola.

Negli schemi varati da Allegri uno come il danese ci sarebbe stato benissimo, lui che è una prima punta ma bravo a svariare e attaccare la profondità in progressione: un identikit idoneo alle trame prive di riferimenti studiate dal livornese e prezioso anche in chiave azzurra, interpretando il ruolo in maniera differente rispetto a Lucca e Lukaku e perciò ulteriore arma da sfruttare nella lotta al vertice.

Come successo proprio contro il Milan nella semifinale della Supercoppa Italiana, quando Hojlund è stato decisivo per la vittoria del Napoli segnando anche il goal del 2-0. 

La più classica delle sliding doors, appunto.