Antonio Conte non siederà sulla panchina del Napoli nella gara decisiva di venerdì sera contro il Cagliari. E contemporaneamente, a Como, non sarà Simone Inzaghi a guidare l'Inter nell'ultima partita del campionato nerazzurro.
I due allenatori non saranno ai bordi del campo per lo stesso motivo: nella tesissima penultima giornata, che ha visto Napoli e Inter pareggiare contro Parma e Lazio tra mille emozioni e mille ribaltoni, sono stati entrambi espulsi. E, di conseguenza, entrambi squalificati.
Poco cambia, alla fine. Conte e Inzaghi si ritrovano nuovamente uno contro l'altro all'ultima giornata. Sempre a distanza, ma questa volta da allenatori, non più da giocatori. Nel terzo millennio era già accaduto due volte, con alterne soddisfazioni per il salentino.
Non sono moltissime le occasioni in cui uno Scudetto si è deciso all'ultima giornata nel terzo millennio. E ancor meno quelle in cui si è consumato un ribaltone, con la squadra seconda al momento dell'ultimo fischio d'inizio capace di scivolare al primo posto al 90'.
Chi era in campo entrambe le volte? Simone Inzaghi da una parte, Antonio Conte dall'altra. A distanza, però, su campi diversi. E con esiti diversissimi tra loro per quanto riguarda l'ex bandiera della Juventus, ma sempre determinati in maniera diretta dal collega, un tempo attaccante.
In che senso? Nel senso che prima Inzaghi ha tolto uno Scudetto a Conte, poi gliene ha regalato un altro. La prima volta nel 2000 e la seconda un paio d'anni più tardi, nel 2002.
Inzaghi ha dato una bella delusione a Conte nel 2000. Era lui uno degli attaccanti della Lazio che il 14 maggio conquistava il secondo Scudetto della propria storia. Lui si guadagnava il rigore dell'1-0 contro la Reggina, lui lo trasformava aprendo la strada a un facile 3-0. Il tutto mentre, a Perugia, la Juve di Antonio (con Carlo Ancelotti in panchina) si preparava a perdere partita e campionato sotto il diluvio di Perugia.
Classifica finale: Lazio 72, Juventus 71. Solo poche settimane prima i biancocelesti di Sven Goran Eriksson si trovavano a -9, con la bandiera bianca già stretta tra le dita. Poi la rimonta grazie anche allo scontro diretto vinto a Torino. Nulla a che vedere con l'andamento dell'attuale campionato, vissuto quasi sempre testa a testa dalle due grandi rivali.
Due anni più tardi, Inzaghi uno Scudetto a Conte ha contribuirlo a regalarlo. Simone giocava ancora una volta nella Lazio, Antonio ancora una volta nella Juve. 5 maggio, Lazio-Inter 4-2, una delle pagine più incredibili che il calcio italiano ricordi. Inzaghi ha firmato di testa la rete del poker, quella che ha chiuso i conti, e il collega ha festeggiato - e goduto, cit. - a Udine.
Di mezzo in quel caso, ironia della sorte, c'era proprio l'attuale squadra di Inzaghi. Ovvero l'Inter, capace come la Juve un biennio prima di gettare al vento un buon margine sulla Juventus e su tutte le inseguitrici: alla fine quel campionato i nerazzurri lo hanno chiuso al terzo posto dietro alla Roma, vincente in casa del Torino dove giocherà pure domenica.
Per il resto, i campionati decisi all'ultima giornata nel terzo millennio non sono moltissimi. Anzi, si possono contare sulle classiche dita di una mano: sono appena quattro oltre ai due che hanno visto protagonisti Conte e Inzaghi.
Tra il 2000 e il 2002 c'è stato il 2001 e il terzo Scudetto della Roma. I giallorossi di Fabio Capello hanno condotto in vetta quel torneo dall'inizio alla fine, ma nel finale hanno calato il ritmo consentendo le rimonte proprio di Juventus e Lazio. Roma-Parma 3-1 dell'ultimo turno ha fugato ogni dubbio, regalando loro il titolo.
Storia simile a quella vissuta nel 2008 dall'Inter di Roberto Mancini: solo una doppietta del rientrante Zlatan Ibrahimovic a Parma ha consentito ai nerazzurri di uscire dall'incubo del sorpasso della Roma, fermata nel frattempo dal Catania, e tenersi stretto il primato rispedendo al mittente la rimonta giallorossa.
Nel 2010 sempre Inter e Roma si sono date nuovamente battaglia fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata. A prevalere sono stati nuovamente i nerazzurri, che nel bel mezzo dell'Operazione Triplete hanno aggiunto in bacheca l'ennesimo campionato battendo il Siena in casa sua e chiudendo a +2 sui capitolini.
Infine il 2022, storia più recente. Milan contro Inter, con i favoriti nerazzurri a caccia di un miracolo dopo essersi buttati via a Bologna. Miracolo che in quel caso non è arrivato: la squadra già di Inzaghi ha battuto senza problemi la Sampdoria (3-0), mentre però quella di Pioli aveva tranquillamente la meglio sul Sassuolo con lo stesso risultato.
E dunque, ora sarà di nuovo Conte contro Inzaghi. Entrambi, come detto, saranno squalificati. Ma venerdì sera in qualche modo aleggerà nuovamente il ricordo di quando i due tecnici si sfidavano a distanza, lasciando un segno chiarissimo su un paio di corse Scudetto.
Il Napoli di Conte ha il destino nelle proprie mani: con una vittoria sarà certo di portare a casa lo Scudetto per la quarta volta nella propria storia, la seconda in tre stagioni dopo il capolavoro di Luciano Spalletti, indipendentemente da ciò che nel frattempo starà accadendo a Como.
L'Inter avrà invece entrambi gli occhi al Sinigaglia e un orecchio a Napoli. La squadra di Inzaghi deve vincere e sperare che i partenopei non facciano altrettanto. E occhio pure all'ipotesi spareggio: questa sì sarebbe un inedito assoluto nella storia della Serie A.