Due degli acquisti arrivati in estate, attesissimi dall’ambiente bianconero, hanno finalmente ritrovato la via del goal: Spalletti spera che sia la svolta definitiva della loro avventura in bianconero.
Non sarà forse una notte destinata a entrare nella storia bianconera, ma la Juventus lascia la Norvegia con ben più dei tre punti: porta a casa anche segnali estremamente incoraggianti.
Oltre alla prova di carattere mostrata nella ripresa - alimentata dal vento caldo chiamato Kenan Yildiz, capace di spazzare via il gelo di Bodo - arrivano anche due importanti novità sul tabellino dei marcatori.
Loïs Openda si è finalmente sbloccato, mentre Jonathan David ha ritrovato il goal nel momento più importante, tre mesi dopo l’ultima volta, siglando il definitivo 3-2 che consegna alla Juventus la prima vittoria in questa Champions League.
Il primo tempo di Openda non può essere giudicato gravemente insufficiente come quello di alcuni compagni, ma la sua prova risente chiaramente della confusione generale della Juventus.
Troppe palle sporche, imprecise, e pochissimi palloni in profondità per esaltare la sua qualità migliore: la velocità.
Nella ripresa, però, il belga continua a lavorare per la squadra e beneficia della presenza di Yildiz alle sue spalle, che gli toglie pressione anche in marcatura.
Trova così la sua prima rete con la maglia della Juventus, quella che dà il via alla rimonta, e partecipa anche all’azione del 2-1 poi annullato dal VAR. Col passare dei minuti la fatica si fa sentire e la sua efficacia cala, fino alla sostituzione, comunque accompagnata dagli applausi.
Fuori uno, dentro l’altro: Spalletti questa volta decide di affidarsi a David, lasciando Vlahovic in panchina.
Il canadese fatica a entrare nel vivo del gioco, complice un Bodø/Glimt che nel finale di gara prende il controllo del match fino al 2-2 che gela i bianconeri.
L’ex Lille, però, resta mentalmente dentro la partita e approfitta della respinta corta di Haikin sul tiro di uno scatenato Yildiz per firmare il goal della vittoria, il suo primo in Europa con la Juventus.
Due minuti più tardi ha l’occasione per chiudere definitivamente i conti, ma calcia fuori da pochi passi. Poco male: quell’errore non cancella una serata che, per diversi motivi, resterà comunque sua.
Ed ora, a fine novembre, seppur con colpevole ritardo, la Juventus ritrova finalmente lo zampino dei suoi attaccanti.
In una squadra che può contare su tre prime punte di livello internazionale come Openda, David e Vlahovic, era difficile immaginare che due di loro potessero restare a secco così a lungo.
La stagione è ancora lunga e i bianconeri hanno tutto il tempo per giocarsi al meglio ogni competizione: sta a loro dimostrare che questa non è stata solo una parentesi fortuita, ma l’inizio di un percorso diverso.
Intervistato al termine del match, Openda ha parlato della sua prima gioia in bianconero: “Sorrido perché sono felice del primo goal, ma la cosa importante era la vittoria. Non è stato semplice, ma tutti sono stati coinvolti in questa partita e ne siamo usciti insieme.
Problemi di ambientamento? Non è stato facile in questi mesi, perché non segnavo, ma mi sono tenuto in forma. Ho sempre avuto il sostegno del club e della mia famiglia, ho sempre mantenuto la fiducia. Non era facile cambiare squadra. So di far parte di uno dei più grandi club del mondo. So cosa devo fare e oggi penso di aver dimostrato come poter aiutare la squadra e sono pronto per qualsiasi opportunità mi verrà data.
Giocare di più? Non credo sia una questione di avere più opportunità, mi farò sempre trovare pronto. Oggi ho giocato dall’inizio e ho fatto del mio meglio per la squadra, segnando il mio primo goal. Sono contento perché abbiamo portato a casa i primi tre punti in Champions, ora vedremo cosa accadrà”.
Vi ricordate quella rocambolesca vittoria in rimonta della Juventus sul campo del Lipsia? Sì, proprio quella della celebre spallata tra Bremer e Openda che costò al difensore brasiliano la rottura del crociato.
Era il 2 ottobre 2024, data dell’ultima vittoria esterna della Vecchia Signora in Champions League.
419 giorni dopo, la formazione torinese può finalmente tornare in Italia con il sorriso, ancora una volta con un 3-2 sul tabellone e, seppur a parti invertite, con Openda protagonista del match. Con la speranza, però, che la formazione bianconera non debba aspettare un altro anno per confermarsi lontano dallo Stadium.