“No Lautaro, no party?”. Più o meno vero. Ma l'astinenza da capitano sta per finire. La buona (ottima) notizia di oggi per Cristian Chivu arriva infatti proprio dall'argentino che è tornato ad allenarsi e a correre in campo (foto in alto). Lui stesso ha documentato il momento sui social, con un sospiro di sollievo riassunto in quattro parole: "Bello rivedere il verde". Il numero dieci dell'Inter è fuori dalla gara di andata del playoff di Champions League col Bodo - era il 18 febbraio - ma ora, a quasi un mese da quel ko, vede il traguardo. La data cerchiata in rosso sul calendario è una: il 22 marzo, la domenica in cui i nerazzurri giocheranno a Firenze contro Kean e compagni. Lautaro punta quella trasferta (l'ultima prima della sosta per le nazionali) per tornare a mettere altri mattoncini scudetto in prima persona, per poi volare con la sua Argentina verso la Finalissima contro la Spagna in programma il 27 marzo.
Queste le reti arrivate dopo il Bodo: hanno segnato Mkhitaryan, Akanji - entrambi su calcio d’angolo, l’arma segreta nerazzurra per sbloccare partite ostiche -, Dimarco, Calhanoglu su rigore e Bastoni. Nessuna delle altre punte scese in campo dall’inizio è riuscita a pungere: Pio Esposito, Thuram e Bonny. Lautaro s’è fatto male al polpaccio sul sintetico del Bodo Glimt, spauracchio per chiunque arrivi a giocare sopra il Circolo polare artico. È stato sostituito poco prima dei gol di Hauge e Hogh, i giustizieri dei nerazzurri. Tuttavia, come detto, visto il ritorno "sul verde" il piano è riaggregarlo al gruppo appena possibile per mettere minuti in vista della Fiorentina. Lautaro, come detto, punta a giocare la “Finalissima” contro la Spagna del 27 marzo, prevista inizialmente a Doha. Impossibile giocarla lì, ora. Il Qatar è stato uno dei Paesi del Golfo colpiti dai bombardamenti. Si dovrebbe giocare al Santiago Bernabeu. L’argentino, campione del mondo in carica, vorrebbe ovviamente scendere in campo.
Lautaro sta mancando all’Inter sotto più punti di vista. Il primo è emotivo, perché la sua “garra” traina il gruppo da sempre. Il secondo è tecnico. Quando gioca insieme a lui – e quest’anno l’ha fatto parecchie volte – Pio rende meglio e sforna assist. Fin qui gliene ha forniti tre in Serie A e uno in Champions League. Stesso discorso per Thuram, a caccia della forma migliore. Da quand’è rientrato dall’infortunio di fine ottobre ha segnato solo quattro gol in campionato in 16 partite. A referto anche la doppietta rifilata al Venezia in Coppa Italia e il guizzo contro il Bologna in Supercoppa Italiana. Marcus ha saltato il derby per via della febbre, a Bergamo si riprenderà la maglia da titolare. Contro la Dea ha segnato già due reti e non ha mai perso in cinque partite. Può portare bene.
Senza il capitano è un’altra Inter e lo dicono i numeri: cinque gol in cinque partite, di cui due sugli sviluppi di un calcio d'angolo e uno su rigore, e solo il 40% di partite vinte. Con lui in campo la media è di circa il 77% da inizio stagione. Da quando si è fatto male contro il Bodo i nerazzurri hanno perso il ritorno contro i norvegesi, pareggiato a Como in Coppa Italia, perso di nuovo il derby e vinto contro Lecce e Genoa.